Anno: 2018

Fumetti e graphics per raccontare le vite dei migranti in viaggio

Dopo l’esposizione alla biennale di Liverpool dell’opera d’arte The List, sono numerosi gli artisti e i giornalisti ad impiegare le storie grafiche per condividere e raccontare le esperienze di migrazione dei profughi. Welcome to the New World, Threads From the Refugee Crisis, Over Under Sideways Down, sono solo alcuni dei tanti titoli di fumetti di questo genere. L’obiettivo è dar voce alle storie di “coloro che non contano”. Tramite il racconto di viaggi reali, la rappresentazione di ricordi traumatici e una serie di immagini, i comics diventano un potente strumento per far luce sulle singole vite dei profughi oscurate dalla crisi globale.

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Isis, in Iraq restano impuniti i crimini verso le donne Yazide

In territorio iracheno la guerra contro l’ISIS è finita, ma non le conseguenze devastanti per il popolo degli Yazidi, in particolare per le donne, da anni vittime di violenze atroci da parte dei membri dello Stato Islamico. Ora è necessario che il Governo iracheno garantisca tutela adeguata a queste vittime e un sistema giudiziario appropriato e in linea con la comunità internazionale, che punisca i responsabili di questi crimini contro l’umanità. Solo allora, per questo popolo sarà possibile andare oltre gli orrori della guerra e sperare in un futuro migliore.

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La natura non ha bisogno dell’uomo. L’uomo sì. Ma la distrugge

Siamo esseri finiti, non infiniti – anche se non ci piace soffermarci a pensarlo. Ma ad essere segnata non è solo la fine della singola vita. Ad avere un tempo – a scadenza non programmabile – è l’intera razza umana. La sola razza in grado di autodistruggersi. È così infatti che sta accadendo. Non un Dio implacabile, non una natura folle, non un insieme di circostanze ineluttabili e imprevedibili. No, semplicemente una serie continua di azioni e scelte ottuse e dettate dall’ansia di potere e dall’avidità. È questo che sta cambiando il pianeta su cui si viviamo e che, presto o tardi, non reggerà più il peso di tanta follia.

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Quale destino per l’Europa con l’estinzione delle élite al potere

L’Europa è in crisi, ormai non è più un segreto. I partiti politici tradizionali perdono terreno o sono già praticamente scomparsi. Le istituzioni sono stanche, oppresse e incapaci di far fronte ai numerosi problemi e sfide che il mondo attuale pone quotidianamente. Dall’euro alle politiche sui migranti, il sistema è pervaso da un’ambiguità e un disallineamento che rischia solo di peggiorare una situazione già al tracollo. Meno retorica, più flessibilità e concretezza nel risolvere problemi e, soprattutto, una maggiore partecipazione dei cittadini sembrano essere l’unica via d’uscita.

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L’Italia vista dagli altri: populismo, razzismo, incompetenza

I media internazionali e, soprattutto, i giornalisti europei stanno dedicando molta attenzione alle scelte politiche italiane. La particolare formazione dell’esecutivo – con Lega e Movimento 5 Stelle unite dal professore Giuseppe Conte – ha sin da subito suscitato perplessità e riflessioni nella stampa estera. I commenti si traducono in considerazioni non positive sull’Italia, qualificata come populista, con sentimento razzista in crescita, nazionalista e, per alcuni, tendente al neo-fascismo. Il nostro Paese ha, così, conquistato prime pagine tra ironia e pessimismo.

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Cambogia, schiavi dello sviluppo urbano e mattoni insanguinati

I cambiamenti climatici e gli interessi occidentali nello sviluppo edilizio cambogiano hanno portato il Paese a una situazione dove la schiavitù è sempre più diffusa. I piccoli proprietari terrieri stanno perdendo tutto e si sono indebitati rendendosi così vulnerabili allo sfruttamento nelle fornaci in cui si cuociono quei mattoni su cui si fonda la crescita del Paese a favore degli investitori per lo più stranieri. Dietro quindi l’apparente indignazione verso abusi e violazioni di diritti umani, è proprio l’Occidente a trarre i principali benefici di queste condizioni terribili.

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Kazakistan, è lì che si sta formando il nuovo ordine eurasiatico

Da un punto di vista politico e commerciale, nei prossimi anni gli occhi restano puntati sull’Eurasia, dove stanno avvenendo enormi cambiamenti. Il Kazakistan, in particolare, si trova in una posizione strategica al centro degli interessi delle due superpotenze vicine: Cina e Russia. Entrambe puntano molto sulla regione, i cinesi con la creazione di nuovi corridoi commerciali, i russi con la loro area di influenza. Tuttavia, per quanto promettenti possano sembrare le prospettive, i benefici per i kazaki tardano ad arrivare e il rischio è che il Paese rimanga succube del braccio di ferro tra Pechino e Mosca.

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Rinnovabili, la Svezia capofila del rinnovamento green

Il Paese scandinavo sta producendo buoni risultati in termini di investimenti in energia pulita. Ma sono diversi i Paesi che hanno già raggiunto gli obiettivi 2020. Ora, la Svezia punta a diventare carbon free a partire dal 2045. Sperando che siano molti altri a seguire il suo esempio. L’Italia, anche grazie all’idroelettrico, è nel gruppo di Paesi che risultano più “meritevoli”, insieme ad altri dieci Stati. Ma è opportuno non abbassare la guardia e puntare ancora più in alto. Perché quello del cambiamento climatico è uno dei problemi, non più rinviabile, che affligge il pianeta

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L’autisme en Afrique, entre fatalité et espoir

L’autisme est dans de nombreux pays un problème national, un problème de santé publique pour lequel tout le monde est mobilisé, pouvoirs publics et communautés. En Côte d’Ivoire, comme dans beaucoup d’autres pays africains, la situation est différente. La prise en charge des enfants handicapés, en particulier psychiques, est un véritable problème de santé, socio-économique et culturel. C’est un contexte caractérisé par une forte discrimination et la stigmatisation des enfants handicapés, accentué dans le contexte ivoirien par les conflits successifs au cours des dernières décennies. Le Centre Marguerite Té Bonlé représente le but recherché: nous avons recueilli le témoignage de sa responsable, Anna-Corinne Bissouma.

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Autismo in Africa, se tradizione e povertà ostacolano le cure

L’autismo è in molti Paesi una questione nazionale, un tema di salute pubblica per il quale si mobilitano tutti, autorità statali e comunità. In Costa d’Avorio, come altrove in Africa, la situazione è diversa. La cura dei bambini con disabilità, specialmente psichiche, è un autentico problema non solo di salute ma socio-economico e culturale. È un contesto caratterizzato da una forte discriminazione e stigmatizzazione dei bambini disabili, aggravato, nel contesto ivoriano, dai conflitti succedutisi negli ultimi decenni. Un tentativo di affrontare tutto questo è rappresentato dal Centro Marguerite Té Bonlé: abbiamo raccolto la testimonianza della sua responsabile, Anna-Corinne Bissouma.

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