Anno: 2011

Condannati ad andare a piedi

Ci sono luoghi dove anche prendere un mezzo di trasporto pubblico può essere un lusso. In Ghana chi vive nelle aree più remote si sposta a piedi per raggiungere un villaggio vicino o il mercato. L’incremento delle tariffe, per l’accresciuto prezzo della benzina, sta rendendo ancora più difficile la vita di queste persone. Ma qui, probabilmente, non ci saranno le proteste che stanno infiammando la Tunisia. Non ci sarà ribellione. Solo rassegnazione e la lotta quotidiana per andare avanti.

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Brasile: alla ricerca di una globalizzazione inclusiva



Pur avendo le carte in regola per intraprendere quel cammino di crescita socio-economica che può portare tutto il Paese fuori dalla trappola del sottosviluppo, la povertà è ancora la condizione di grandi masse urbane e rurali in gran parte del “continente brasiliano”. Sfide e problemi di un modello di cambiamento che deve sempre più tendere al rispetto della democrazia e della giustizia sociale.

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L’immigrato e la crisi: quale soluzione per domani?

La speranza di trovare migliori condizioni di vita costringe molte persone in tutto il mondo a vagabondare, ed è per questo che oggi vi sono oltre 200 milioni di migranti. La crisi economica acuisce la xenofobia: dovrebbe invece rappresentare un’opportunità per rivoluzionare il modo di vedere le cose e scommettere sulla forza dei migranti.

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Israele e Palestina: Ibrahim e la Casa della Pace

Appena arrivato in Palestina ho passato il tempo a parlare con militari israeliani, rabbini ortodossi, immigrati palestinesi tornati in una terra che non era più la loro. Cercando un punto da dove cominciare, un luogo che raccogliesse quante più storie possibili. Alla Porta di Damasco un palestinese mi ha detto: “Cerca la casa di Ibrahim, è il posto ideale dove cominciare a capire le cose”.

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Ghana, dove la schiavitù non è mai finita

Elmina e Cape Coast Castel sono oggi splendide fortezze affacciate sul Golfo di Guinea. Ma nei secoli scorsi hanno rappresentato il terrore per milioni di schiavi che qui venivano ammassati in attesa del viaggio verso le Americhe. Sono rimasta a fissare i muri freddi delle prigioni sotterranee dove uomini e donne rimanevano al buio, senza acqua né cibo, in catene. Ma ancor più duro da accettare è il fatto che in Ghana (come altrove) la schiavitù esiste ancora.

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Vivere a Gyetiase: quando è il bianco ad essere nero (parte II)

Oggi il vero pioniere non è chi arriva in luoghi meravigliosi e incontaminati ma chi va in posti degradati e poveri. Dove se prendi la malaria e non hai le medicine muori. Dove gli odori sono spiacevoli, dove nessuno vorrebbe mai andare. Né tanto meno vivere. Ma dove, se offri una caramella a un bambino, questo ti mette davanti il più piccolo e gli allunga la mano in modo che tu la dia a lui per primo.

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