Attesa nel 2020 ondata di austerity nei Paesi in via di Sviluppo

In ogni parte del mondo, le politiche economiche restrittive, soprattutto volute dal FMI, sono quasi diventate la “nuova normalità” con conseguenze gravi su quasi 6 miliardi di persone. Il rigore, in passato, ha permesso di ridurre la spese pubblica degli Stati. Adesso però mette a rischio il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile incidendo, in particolare, sui più poveri. I leader mondiali dovrebbero individuare nuove soluzioni funzionali per la prosperità di tutti, Paesi in via di Sviluppo compresi. Tuttavia, non sembrano essere orientati in questa direzione.

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Colonialismo digitale, il Sud globale reclama il possesso dei dati

Capitanati dall’India, diversi Paesi in via di sviluppo rivendicano gli interessi sui dati generati dai propri cittadini, chiedendo che le aziende Big Tech mondiali costruiscano i data center sul proprio territorio e accusando le grandi potenze di imperialismo digitale. I benefici finanziari della localizzazione dei dati appaiono in realtà incerti. Oltre alla complessità della questione economica, gli attivisti segnalano il pericolo insito nel consentire maggiore accesso alle informazioni personali sensibili ai loro Governi, mentre gli sviluppatori sperimentano nuovi strumenti per tutelare i diritti personali.

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Africa, il ruolo della ricerca contro le malattie non comunicabili

Le malattie croniche sono la prima causa di morte a livello mondiale. Tuttavia, mentre nei Paesi sviluppati la lotta contro queste malattie è avanzata con successo, in quelli in via di sviluppo il percorso è ancora lungo. Solo negli ultimi venti anni infatti, si è data la giusta attenzione a questo problema, ma non abbastanza. Il continente africano, nella sua lotta, deve trovare la formula adatta a individuare i passi necessari per rendere efficaci i programmi di controllo e prevenzione, sfruttando tutta la collaborazione e le risorse di cui dispone.

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L’open source al servizio della sanità nei Paesi in via di Sviluppo

L’open source al servizio del settore sanitario ha dato luogo ad una serie di progetti liberamente accessibili e gratuiti che stanno producendo modelli di innovazione interessanti e mostrando i loro frutti, soprattutto a vantaggio delle realtà più marginali del pianeta. Open Hospital, ClearHealth, Open EMR ed altri software sono stati messi a punto per rendere più semplice l’amministrazione delle realtà ospedaliere, piccole e grandi, nei Paesi in via di sviluppo. Quale il futuro di una informatica sviluppata sotto il segno della solidarietà?

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Land grabbing in Africa, le responsabilità della Banca Mondiale

Secondo un rapporto di alcune organizzazioni, alcuni dei progetti finanziati in tutto il mondo dalla Banca Mondiale, come ad esempio le concessioni per l’industria alimentare, hanno conseguenze devastanti per i Paesi in Via di Sviluppo, primi fra tutti l’Africa, creando povertà e aumento del numero degli sfollati. Tali progetti incrementano l’accaparramento della terra e violano i diritti fondiari delle comunità. Nel rapporto vengono indicati anche alcuni impegni che la Società finanziaria internazionale, il braccio privato della BM, dovrebbe seguire per i propri finanziamenti ad alto rischio.

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Cambiamento climatico, una minaccia per i diritti umani

Studi e ricerche rivelano la crisi in atto. Una crisi di cui i più vulnerabili – che non l’hanno prodotta – pagano le conseguenze. Tali rapporti descrivono in dettaglio i rischi per il diritto al cibo, per la salute, l’acqua, il lavoro, l’abitazione e per la stessa vita umana. Le persone povere sono le più interessate a questi eventi e il loro numero è destinato a crescere. Come si legge in uno dei report: “gli impatti e le sollecitazioni legate al cambiamento climatico possono compromettere la riduzione della povertà e spingere in miseria nuovi gruppi di persone.”

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Acqua: milioni di persone senza, milioni di km per cercarla

Le cifre diffuse non sono mai le stesse. Una cosa è certa, milioni e milioni di persone al mondo – probabilmente 1 miliardo – non hanno accesso all’acqua potabile. E si calcola che, entro il 2025, la proporzione della popolazione al mondo che vivrà in aree o Paesi di difficile accesso a questo bene, aumenterà di due terzi. Questo significa anche morire per tutte quelle malattie collegate all’assenza d’acqua o all’approvvigionamento a fonti contaminate. Tutto ciò nonostante l’impegno e le Risoluzioni ONU sul tema.

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Quanto vale il tuo passaporto? Il gap tra l’Africa e l’Occidente

In un’infografica i Paesi dove c’è maggiore (o minore) libertà di movimento. L’infografica in questione non fa che visualizzare la privazione di una libertà fondamentale, quella del libero movimento stabilita chiaramente (art.13) anche nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. “Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi Paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese”. Non è scritto: ogni individuo benestante, di pelle bianca e nato o proveniente da un Paese occidentale.

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World Bank, lo “sviluppo” che porta ineguaglianza e povertà

Il sistema del “Doing Business” premia i Paesi che consentono facili affari alle imprese estere. Le classifiche elaborate nell’ambito di tale sistema favoriscono Paesi che rispondono alle richieste di chi fa business su scala internazionale, ma vanno a detrimento della maggioranza dei Paesi e “puniscono” chi non risponde alle aspettative. Meno tasse e meno obblighi sulle assunzioni e costo del lavoro sono alcuni dei requisiti richiesti dalle corporation e “imposti” dalla WB ai Paesi in via di Sviluppo.

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Povertà come risorsa, se il Sud del mondo finanzia i Paesi ricchi

Riflessioni di esperti che rompono gli schemi. E due film-documentari che squarciano il velo dell’ipocrisia. E’ possibile porre fine alla povertà e creare un sistema economico e sociale più equo? Soltanto se si capovolgerà un meccanismo di produzione e consumo che ha le sue origini fin dai tempi del colonialismo. E se ognuno cambierà il modo di agire e di pensare.

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