Immigrazione, uno sguardo storico per spiegare l’intolleranza

Rispetto agli anni Novanta le cifre odierne di coloro che si riversano in Europa sono diminuite notevolmente. Qual è dunque il motivo dell’attuale inasprimento degli europei nei confronti di immigrati, rifugiati e richiedenti asilo? Intervistato da Felicita Tramontana, lo storico dell’immigrazione Leo Lucassen spiega i fattori determinanti di un dilagante allarmismo che coinvolge sia il pubblico che la classe politica. L’11 settembre e l’islamofobia che ne ha conseguito, la crisi economica e il rafforzamento dei partiti di estrema destra, gli spostamenti via mare anziché via terra, hanno sicuramente fomentato scetticismo e paure verso il secolare fenomeno migratorio.

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“L’Ucraina è Europa!” L’urlo inascoltato della piazza

Questa testimonianza è stata scritta da Eleonora Trivigno, italiana da dodici anni residente in Ucraina. Vive a Kiev, e ha seguito fin dall’inizio le proteste sulla Majdan. “Personalmente credo che la nuova escalation non sia preludio di un’invasione o di un conflitto su più vasta scala, il vero obiettivo mi pare piuttosto quello di indurre l’Ucraina a promulgare lo stato di guerra, in presenza del quale i finanziamenti internazionali non sarebbero più possibili.”

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Multiculturalismo e postmodernità: sfida alla politica

Il sistema politico va riformato, prendendo atto della scomparsa del nazionalismo uniculturale. In questo articolo viene analizzata la difficoltà delle strutture politiche di adeguarsi alla fase di un cambiamento che deve necessariamente coinvolgere le minoranze e le diverse identità sociali e culturali. Una vera e propria politica del riconoscimento.

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