Siria, è allarme per gli effetti della guerra su ambiente e salute

Nel Paese mediorientale si sta consumando un disastro ecologico sotto lo sguardo indifferente delle istituzioni statali, della comunità internazionale e anche dei mass media. La crisi che imperversa ormai da oltre otto anni ha, infatti, avuto un impatto devastante sugli ecosistemi siriani e sulla biodiversità. E l’inquinamento di aria, acqua e suolo che ne è derivato sta avendo gravi ripercussioni sulla salute pubblica e sulla qualità di vita dei siriani, aggravando l’emergenza umanitaria già di per sé drammatica. Una panoramica dei fattori che hanno determinato la catastrofe ambientale.

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Gambia, tensioni sugli investimenti e l’inquinamento cinesi

La Gunjur Beach è un piccolo gioiello in territorio gambiano, nell’Africa occidentale. Ma proprio tra l’oceano e la prima riserva naturale del Paese, sorge uno stabilimento della Golden Lead, azienda con base in Cina che si occupa della produzione di farina di pesce. Accolta inizialmente con entusiasmo, l’apertura della fabbrica ha successivamente sollevato diversi problemi, sia ambientali – ai danni della fauna -, che economici, a discapito delle piccole attività locali. Ciò ha portato a scontri e riflessioni sul rapporto tra la salvaguardia del proprio territorio e la necessità di attrarre capitali esteri.

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Plastica, ora i Paesi poveri potrebbero rispedirla al mittente

Le nazioni ricche si liberano di determinate tipologie di rifiuti vendendole come beni agli Stati in via di sviluppo. Spesso succede però che questi non siano attrezzati per gestire lo smaltimento di immondizia che alla fine viene semplicemente abbandonata trasformando i territori in vere e proprie discariche a cielo aperto. La Convenzione di Basilea del 1989 ha tentato, finora senza troppo successo, di mettere un argine a questo flusso. Di recente si è tornati sul Trattato per cercare di rafforzarlo e fornire a queste regioni maggiori strumenti per controllare ciò che oltrepassa i loro confini.

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Nigeria, con la pesca in crisi a rischio la sicurezza del Paese

Nel giro di qualche anno la popolazione nigeriana conterà circa 200 milioni di persone, diventando entro il 2050 la terza a livello mondiale. Ciò comporta grosse sfide. Milioni di nigeriani dipendono dalle attività ittiche che ora sono minacciate da fenomeni quali cambiamento climatico, inquinamento e pesca illegale. Al fine di migliorare la situazione ed evitare conflitti – alcuni dei quali già emersi – bisogna passare ai fatti. In particolare, serve una chiara strategia nazionale mirata a salvaguardare i cittadini più vulnerabili e la già precaria condizione ambientale.

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Qualità del cibo, reazioni/adattamenti ai cambiamenti climatici

In che modo gli alimenti mantengono i loro elementi nutrienti al variare del cambiamento climatico? Il cibo riesce a dare lo stesso apporto proteico di un tempo? E in quali zone del mondo l’agricoltura risulta essere più sensibile ai mutamenti atmosferici? Mentre il clima cambia a ritmi sempre più accelerati, si affacciano numerosi interrogativi. L’intervista a Ana Islas Ramos, Nutrition Officer della FAO, e alla prof. Anna Maria Giusti, docente di Biochimica e Biochimica della Nutrizione presso la facoltà di Medicina e Odontoiatria dell’università Sapienza di Roma.

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Sodoma e Gomorra, il dramma del ciclo sfrenato dei consumi

Migliaia di tonnellate di rifiuti e-tech arrivano ogni anno ad Agbogbloshie, sobborgo di Accra, la più grande discarica di questo genere in Africa. Qui, computer, cellulari, stampanti e altro, vengono smontati a mani nude per ricavarne tutte le parti che – per pochi spiccioli – è possibile rivendere ad acquirenti locali. Questo reportage racconta la storia di alcuni dei “dannati” che vivono e “lavorano” in questo luogo in un ciclo senza sosta di povertà di cui sono colpevoli governi, aziende e singoli, ma anche la società del consumo sfrenato e senza limiti. Società in cui anche il concetto – e l’applicazione – dell’obsolescenza programmata ha la sua parte di responsabilità. Ma ci sono anche storie di riscatto e amore per il prossimo.

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Cambiamenti climatici, uniti per evitare la catastrofe

Le reazioni a caldo all’elezione di Trump di alcuni militanti e attivisti che si battono a favore del clima, riuniti per i colloqui annuali COP22 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, a Marrakech. “La decisione di eleggere un nemico del clima pesa come una condanna a morte” è la critica più forte. E si dice no al negazionismo del nuovo presidente USA che vuole lo status quo a favore dell’industria petrolifera americana. Agli Stati Uniti si chiede di mantenere gli impegni climatici per evitare di scivolare inevitabilmente verso una grande crisi.

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Sodoma e Gomorra, la discarica nera dell’Occidente

Luoghi maledetti al mondo: il primo è ad Accra, in Ghana. La grande discarica di Agbogbloshie si è ingrandita al ritmo del progresso dell’elettronica e dell’hi-tech, la proporzione è semplice: più cellulari, frigoriferi, computer di nuova generazione si acquistano nei Paesi occidentali più ne arrivano quaggiù di quelli dismessi. Il “materiale” arriva – spesso illegalmente – come prodotto di seconda mano o persino come donazione e ne vengono estratte, a mani nude, tutte le parti rivendibili.

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Cina: industria avvelena la rete idrica all’insaputa dei cittadini

Per cinque giorni la popolazione della città di Handan ha continuato a utilizzare acqua avvelenata: il fiume Zhanghe, principale fonte della città, è stato contaminato il 31 dicembre da sostanze chimiche provenienti da alcune industrie della zona. L’occultamento dei fatti da parte delle autorità e la grave violazione ambientale hanno scatenato un’ondata di condanne online.

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