Braccianti indiani in Italia, quando il lavoro è schiavitù e violenza

Pagati 3,50 euro all’ora e costretti a lavorare spesso 10-12 ore al giorno inginocchiati nei campi: sono i nuovi schiavi della comunità sikh dal Punjab, che mandano avanti le aziende e cooperative agricole nella pianura pontina, nel Sud del Lazio. Privati dei più basilari diritti, questi lavoratori subiscono da anni intimidazioni, ingiustizie e atteggiamenti propri del caporalato, che qui è ormai sistemico. A parlarci di questo fenomeno ancora troppo diffuso è Marco Omizzolo, sociologo impegnato in prima linea nella causa dell’emancipazione della comunità indiana dagli abusi a cui sono sottoposti.

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Ambiente: estrazione della sabbia, grido d’allarme per l’ecosistema

Urbanizzazione di massa, industrializzazione, aumento della popolazione e del tenore di vita, tutti questi fenomeni hanno una comune conseguenza: richiedono di costruire e produrre sempre di più. E di avere a disposizione una delle risorse attualmente più preziose: la sabbia. Solo nell’edilizia si stima che ogni anno potrebbero essere impiegate 40 miliardi di tonnellate del materiale. L’impatto sull’ambiente – parliamo anche di estrazione illegale – è devastante; erosione delle coste, abbassamento delle falde acquifere, distruzione di fauna e flora, siccità. Dalla Cina all’India, passando per Singapore e Africa le storie di distruzione dell’ambiente sono già scritte.

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Ciad, varata prima legge sull’accoglienza dei richiedenti asilo

La normativa adottata dal Paese africano interverrà a tutelare gli oltre 480.000 rifugiati attualmente presenti sul suo territorio, ricevendo il plauso dell’UNHCR. L’India intende istituire una nuova “Università sulla disabilità” per meglio supportare le problematiche dei disabili. Legambiente critica le recenti intese istituzionali relative agli stabilimenti ex Ilva di Taranto. Mentre la comunità internazionale condanna l’esecuzione capitale da parte dell’Iran del giovane Hassan Rezaiee. Grecia e Israele siglano l’accordo più grande della loro storia in materia di sicurezza.

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Ecofemminismo, in difesa della Terra per una nuova umanità

Dominio e profitto rappresentano le fondamenta del sistema socio-economico odierno, ma esistono alternative a questo tipo di oppressione. Sono spesso i movimenti sociali dal basso che mettono in campo tali possibilità, soprattutto quando ad agire e cooperare è chi l’oppressione la subisce. Ambientalismo e femminismo si incontrano in un campo comune di resistenza, attivismo e trasformazione, per i diritti della Terra e per la dignità della vita di tutte e tutti.

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Amnesty denuncia le condizioni dei migranti nei centri di Melilla

La Sezione spagnola dell’ONG chiede l’immediato trasferimento dei migranti dagli attuali centri di accoglienza siti nell’enclave iberica in “alloggi più dignitosi”. Le loro condizioni sono inaccettabili. Il Relatore Speciale per i diritti delle persone con disabilità ha presentato le prime Linee guida internazionali in materia di accesso alla giustizia per i disabili. Secondo un nuovo report, lo sviluppo di sistemi alimentari sostenibili può ridurre il surriscaldamento globale. Si è svolto a Mosca, l’incontro sino-indiano sulla disputa territoriale in Himalaya. Mentre in Marocco, è iniziato il cosiddetto “dialogo libico” tra le fazioni rivali.

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Covid-19, quando l’Internet-shutdown pregiudica i diritti umani

Le raccomandazioni della comunità internazionale agli Stati, affinché garantiscano l’accesso alla Rete ai propri cittadini durante la pandemia da Covid-19, non hanno sortito alcun effetto in India, Myanmar e Bangladesh. I tre Stati asiatici hanno preferito mantenere il blocco di Internet in alcune zone dei loro territori, mettendo così a rischio la salute e la vita dei propri cittadini nonché dei migranti nei campi profughi. L’inaccessibilità alle informazioni online sta rischiando, peraltro, di tradursi in violazioni di diversi diritti umani: dal diritto all’informazione a quello di espressione, alla libertà di associazione.

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Covid-19, India in quarantena: la grande fuga e le scuse di Modi

In piena pandemia, il Governo di Nuova Delhi ha istituito – seguendo l’esempio di altri Paesi – la quarantena sull’intero territorio indiano. Nella progressiva implementazione delle nuove misure, lo Stato ha però dimenticato le fasce più deboli del sistema sociale. La grande fuga di milioni di lavoratori dalle città verso i villaggi di provenienza sta generando nuove problematiche. Le istituzioni sembrano poco interessate a individuare soluzioni efficaci per tutelare le classi meno abbienti. Intanto sono 24 i morti registrati dalla migrazione di emergenza.

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La “pandemia dell’acqua” ucciderà 4 mln di persone entro 2020

Nel mondo ancora si muore per mancanza di servizi idrici e igienici. Il problema travolge il 40% dell’umanità, Sono circa 3,4 milioni le persone uccise ogni anno dalla carenza d’acqua. L’indifferenza della politica globale e il silenzio dell’informazione su questa tragica realtà, allontanano soluzioni che pure sarebbero praticabili. Forse, il coronavirus potrà risvegliare la coscienza del mondo. Solo, però, se i Paesi ricchi saranno davvero e direttamente minacciati dalla diffusione del Covid-19 nei Paesi in Via di Sviluppo, India e Africa in primis.

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Scuole per l’assimilazione, prigioni per indottrinare gli indigeni

Tra i soprusi subiti dai popoli tribali c’è quello della privazione della propria cultura e libertà attraverso sistemi scolastici imposti da Governi e multinazionali estrattive. Un fenomeno diffuso ancora oggi, soprattutto in India ma non solo, è quello delle scuole per l’assimilazione. Questi istituti, già condannati in Canada nel secolo scorso per aver causato un vero e proprio genocidio culturale, costringono bambini indigeni a ripudiare tradizioni, abitudini, cultura e lingua delle proprie comunità in nome del pensiero dominante. Che tradotto significa diventare servi delle industrie minerarie, subendo lavaggi del cervello, traumi e la stessa morte.

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La nuova India, femminilità e conflitto identitario e religioso

Il nazionalismo indù – attraverso l’ideologia Hindutva – sta plasmando un Paese sempre più orientato alla rigorosa classificazione religiosa e di genere della società indiana. In questa visione radicale dello Stato, tutto, dalla politica alla vita quotidiana, prende spunto da una concezione fortemente maschilista, dove la donna è relegata alla sottomissione o alla militanza in nome della difesa del puro nazionalismo. Le conseguenze pericolose sono la marginalizzazione delle minoranze, come i musulmani, e la cancellazione delle libertà, soprattutto per le donne.

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