Ex colonie, uscire dalla povertà rinunciando ai combustibili fossili

Sin dai primi viaggi degli esploratori europei nel 1400, il Sud globale è stato depredato delle sue ricchezze naturali. Tra queste, i combustibili fossili che nel corso dei secoli hanno contribuito nell’emisfero Nord a una crescita economica costante e, nell’altro, a un continuo impoverimento. Come dimostrato dalla scienza, però, l’impiego massiccio di fonti di energia come petrolio, carbone e gas va ridotto se non azzerato, affinché si riesca a contenere l’aumento delle temperature a livello globale. Questi combustibili sono tuttavia attualmente i più economici; come possono, dunque, i Paesi più poveri esercitare il loro diritto allo sviluppo rinunciando all’utilizzo di tali fonti di energia?

Leggi il seguito

L’estrattivismo verde che non può risolvere l’emergenza climatica

Per fronteggiare l’emergenza ambientale globale cresce il ricorso ai “minerali di transizione”, utilizzati nella produzione di veicoli elettrici, pale eoliche o altre attrezzature. Le industrie minerarie, e i Governi, non possono però applicare all’estrazione di questi materiali le usuali logiche non sostenibili. Serve una “transizione giusta”, che porti a una società veramente circolare, post-estrattiva e allineata con le esigenze di giustizia climatica, nel rispetto di tutti i territori e le comunità coinvolti nei nuovi processi industriali. Lontano dall’illusione dell’ininterrotta “crescita verde”.

Leggi il seguito