Nigeria, il gigante africano con le identità radicate nelle viscere

Un Paese vasto dalle molte peculiarità, gravido di novità e di Storia. La Nigeria ha una popolazione eterogenea, quasi 200 milioni di abitanti e al suo interno convivono diverse religioni e culture tutte fortemente identitarie e millenarie. In Italia l’estrema attenzione dei media ai fenomeni migratori ha colpevolmente contribuito a diffondere pregiudizi su questo Paese, ma è bene che si lasci lo spazio alla curiosità perché esso riserva grandi sorprese e piacevoli scoperte. Abbiamo parlato con la ricercatrice Luisa Casagrande che da italo-nigeriana ci ha offerto un punto di vista privilegiato.

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Azerbaijan, come silenziare gli attivisti “usando” il Covid-19

L’ex Repubblica sovietica approfitta del Covid per silenziare il dissenso attraverso detenzioni arbitrarie. Lo denuncia HRW. Benin e Costa d’Avorio disconoscono la giurisdizione della Corte Africana DU, che non potrà più pronunciarsi su eventuali violazioni dei diritti umani. Il “Day of Silence”, iniziativa contro il bullismo verso gli studenti LGTBTQ, compie 25 anni. Secondo il report “Finanza Fossile” di Greenpeace e Re:Common, il settore finanziario italiano inquina più delle centrali a carbone. Infine, il Governatore della Banca Centrale libanese smentisce le accuse rispetto al suo ruolo nella grave crisi economica che sta travolgendo il Paese.

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Famiglie africane, sessualità, relazioni: mix di leggi e tradizioni

Le strutture familiari in Africa, sotto il profilo giuridico, sono ancora terreno di “scontro” tra tradizione e diritto di importazione europea, con sottese problematiche etiche e morali. Poligamia, dote, matrimonio tradizionale, sono tutte pratiche fortemente radicate nelle popolazioni locali e vengono trattate in maniera diversa nei vari Paesi. Inoltre, la criminalizzazione dei rapporti sessuali adolescenziali è una realtà ancora diffusa negli ordinamenti africani, che continua a sollevare critiche da parte di studiosi sia europei sia africani. Mentre la giurisprudenza del continente nero offre soluzioni e approcci dissimili e contrastanti.

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Riso e petrolio, il fiorente contrabbando tra Nigeria e Benin

I due Paesi, nonostante la firma – lo scorso luglio – di un accordo per la libera circolazione di beni e servizi nel continente (AfCFTA – African Continental Free Trade Agreement), continuano ad essere protagonisti di un fruttuoso commercio illegale. Dalla Nigeria parte la benzina, raffinata clandestinamente nelle cosiddette “firewood distilleries“, venduta per le strade del Benin in bottiglie di plastica. In cambio, i porti beninesi, grazie a costi di importazione inferiori, servono ai nigeriani da punto di approdo per il riso del sud-est asiatico destinato al mercato nero. Il governo nigeriano tenta di reagire attraverso un blocco al confine tra i due Paesi.

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Benin, perché tradizioni e capi religiosi contano più dello Stato

Un viaggio nei remoti villaggi africani può stupire per l’organizzazione amministrativa e istituzionale delle piccole società. Qui, infatti, spesso si mescolano strutture burocratiche e di gestione del potere imposte dal colonialismo occidentale e sistemi di autorità tradizionali. Il risultato? A Sokpontà (Benin) per esempio, un misto di figure e istituzioni come la gendarmerie, l’ufficio del delegué, il centro di geomanzia, il palazzo del re, il capo religioso. Ecco perché la giustizia tradizionale africana resiste sul diritto occidentale e può essere preziosa per le comunità locali.

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Lo strano legame tra HIV, Miss Vergine, ricostruzione dell’imene

Una ricerca compiuta in Togo da una studiosa italiana per l’Università di Aix-Marsiglia, porta a galla l’influenza negativa delle politiche statunitensi pensate per combattere l’AIDS in Africa, che in realtà si sono dimostrate una costrizione sociale e culturale per le donne. I gruppi religiosi evangelici hanno contribuito a creare modelli e comportamenti che si allontanano dalle tradizioni delle popolazioni locali. Tutto ciò sta facendo crescere la tendenza ad usi e abusi sulle donne: tra questi l’uso di sostanze per restringere la vagina e i controlli per verificare che non sia stata violata.

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Benin, il villaggio sotterraneo che rimette in moto la Storia

L’archeologia in Africa ha privilegiato il periodo preistorico, anzi si è concentrata a lungo solo su quegli aspetti che riguardano l’evoluzione degli esseri umani. Questo ha reso difficile doversi ricredere su quel pregiudizio che vuole che il continente non abbia sviluppato opere, manufatti e culture senza bisogno di attendere gli arabi o gli europei. Ora qualcosa si muove. E a Bohicon è venuto alla luce una città sotterranea e materiale ferroso che rimettono in gioco le attuali conoscenze archeologiche e storiche.

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Ouidah, dove i discendenti degli schiavi ti raccontano la Storia

Parlare della tratta degli schiavi può sembrare anacronistico. Non lo è affatto. Non lo è soprattutto in quei luoghi che ne portano prove, segni, simboli e racconti. Non lo è per quelle persone, popoli che ne conservano il ricordo e ne preservano la memoria. Bisogna entrarci dentro in questi luoghi, bisogna parlarci con queste persone. Un viaggio in Benin vuol dire anche questo, ripercorrere i luoghi della memoria. Perché qui non si è affatto dimenticato. La maggior parte di coloro che furono portati via in catene non sarebbero più tornati, non avrebbero riattraversato la “Door of no return”. Ma molti dei loro discendenti sì, e gli eventi vengono tenuti vivi proprio da quelli che hanno deciso di tornare.

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Una speranza chiamata permacultura

In Africa un sistema di coltivazione basato sulla cosiddetta “permacultura” può aiutare le popolazioni locali a superare la fase della semplice economia di sussistenza. Nello stesso tempo, può favorire il rispetto e la conoscenza del proprio territorio difendendolo – se possibile – dalle logiche perverse dello sfruttamento delle multinazionali. Moira Fusco, al ritorno del suo viaggio in Benin ci racconta come funziona.

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