Femminismo in Tunisia: elitarismo, sfruttamento ed esclusione

Nel corso della Storia tunisina, il movimento a favore dei diritti delle donne ha raggiunto traguardi importanti che hanno portato a cambiamenti fondamentali. Tuttavia, un’analisi approfondita del panorama femminista nel Paese mette in luce gravi problematiche. Tra queste, l’emarginazione delle donne nere da una partecipazione concreta e l’indifferenza verso le necessità della popolazione rurale. Sembra quindi ancora lunga la strada verso l’uguaglianza con gli uomini, soprattutto perché prima è necessario andare oltre un atteggiamento elitario diffuso tra le stesse attiviste.

Leggi il seguito

La violenza nelle università marocchine, una crisi sottovalutata

L’ambiente universitario dovrebbe rappresentare un luogo di crescita, cultura ed esperienza per i ragazzi in modo da prepararli poi ad affrontare il mondo esterno e quello del lavoro. Questo non avviene attualmente in Marocco, dove i campus sono ormai teatro di continui scontri che hanno anche provocato vittime. A parte le ideologie e le opinioni politiche differenti che contraddistinguono i vari gruppi, queste brutalità sono il prodotto in parte di un’istruzione inadeguata ma soprattutto di una società profondamente divisa e di uno Stato assente che non ha ancora compreso la fondamentale importanza dei propri giovani.

Leggi il seguito

Iran, dove il futuro del Paese si gioca sul corpo delle donne

Nel 2015 viene approvata in Iran da 289 uomini e 9 donne una legge retrograda che annulla le conquiste della pianificazione familiare dei decenni precedenti. In nome dell’apparente necessità di aumentare la popolazione, la normativa incoraggia il matrimonio in giovane età e frequenti gravidanze. Le donne perdono così il diritto di decidere se e quando sposarsi, divorziare o avere figli. Si assiste in pratica a un’inversione di tendenza che potrà forse migliorare la popolazione in termini di numeri, ma incide pesantemente, seppur in modo diverso a seconda della classe sociale, sulle vite delle iraniane.

Leggi il seguito

Messico, donne e poesia per proteggere le lingue indigene

Impedire la scomparsa di una lingua vuol dire impedire la scomparsa di un’intera cultura. Lo sanno bene le donne messicane che si impegnano ad evitare la scomparsa delle lingue indigene del Messico attraverso la poesia e la narrazione. Il Messico è infatti uno dei Paesi nel mondo con il maggior numero di lingue indigene, in America Latina secondo solo al Brasile. Le lingue sono importanti per capire chi siamo e per comprendere il mondo di cui siamo parte, ed è necessario impegnarsi per preservarle e tramandarle alle generazioni future.

Leggi il seguito

India, il moralismo delle leggi sulla tratta e prostituzione

Una delle piaghe più controverse che colpisce la società indiana è la dilagante tratta degli esseri umani. La legge attualmente in vigore presenta contraddizioni e rischi che mettono in pericolo la vita delle vittime. La nuova proposta legislativa non sembra peraltro promettere di risolvere la già pesante situazione. Nonostante alcuni punti di forza, il testo presenta infatti programmi di intervento simili a quelli già presenti e mal funzionanti, in particolare viene sistematicamente ignorata la volontà delle vittime, che spesso tornano in un contesto di abusi e violenza, come intrappolate in un circolo vizioso infinito.

Leggi il seguito

SOS Nicaragua, un Paese stretto nella morsa della repressione

Centinaia di morti, altrettante persone scomparse e sconcertanti violazioni dei diritti umani rappresentano l’attuale scenario di un Paese governato da un tiranno – così è considerato – determinato a portare avanti una feroce repressione contro le ormai dilaganti proteste civili. ll presidente nicaraguense, Ortega, al potere da oltre vent’anni, non sembra infatti intenzionato a cedere all’oltre 70% della popolazione che vorrebbe un cambiamento al Governo. Ma se l’opposizione politica si è dimostrata debole, il popolo sembra invece determinato a raggiungere la tanto desiderata, e necessaria, democrazia.

Leggi il seguito

Mali, capire i motivi dell’estremismo per costruire la pace

La recente ondata di attacchi estremisti in Mali ha riportato alla luce la necessità di rivedere l’approccio alla sicurezza militare, unico mezzo impiegato come risposta al terrorismo nel Sahel. Per poter condurre il Paese verso una maggiore stabilità, è invece necessario capire quali siano i motivi che spingono così tanti giovani a unirsi a gruppi armati. Solo affrontando le cause profonde del conflitto e riacquistando la fiducia di un popolo disilluso, questa nazione potrà finalmente intraprendere il cammino tanto sognato quanto sofferto verso la pace.

Leggi il seguito

Germania, echi del passato più buio nelle nuove leggi di polizia

Dopo Regno Unito e Francia, i Länder della Repubblica Federale annunciano leggi per rafforzare i poteri di polizia in nome della lotta al terrorismo e del contrasto ai migranti. Nonostante le manifestazioni – 30.000 persone scese in piazza a Monaco in maggio – in Baviera sono stati approvati i nuovi regolamenti, una simile partita è aperta in Nordreno-Vestfalia. Oltre che per le lesioni dei diritti personali quali la libertà di riunione e di espressione, minacciate da queste misure, la mobilitazione è intensa anche per la loro evocazione del periodo più tragico della Storia tedesca.

Leggi il seguito

Senza nome e dimenticati, la sorte dei migranti annegati

Il diritto ad essere identificati dopo la morte è universalmente riconosciuto a livello nazionale e internazionale sia per la dignità di ogni persona, sia per i familiari che meritano la possibilità di conoscere il destino dei loro cari. Questo diritto non viene però garantito alle migliaia di migranti privi di documenti che ogni anno muoiono nelle acque del Mediterraneo prima di raggiungere le coste. Un sistema di riconoscimento inadeguato, disparità di trattamento e una grave dissonanza tra i valori dichiarati e le azioni intraprese rendono chiaro che si può, e si deve, fare di più.

Leggi il seguito

Gaza, il futuro frenato dall’indifferenza e dalle paure di Israele

Le immagini di uomini, donne, giovani e anziani palestinesi diretti verso il confine israeliano hanno creato una terribile angoscia nell’immaginario collettivo. Non c’è da affrontare solo il recente conflitto esploso sulla Striscia, ma anche far fronte alle sue cause, per dare agli abitanti di Gaza un qualche motivo per credere ancora nel loro avvenire. Ma Israele, in realtà, nutre forti preoccupazioni circa la sua sicurezza. Si preoccupa che il miglioramento delle condizioni, in particolare di quelle economiche, darebbe ad Hamas nuove opportunità per rafforzarsi.

Leggi il seguito