Sud Sudan: "finalmente liberi"

Così hanno detto di sentirsi i cittadini della nuova Nazione nel giorno della cerimonia che ne ufficializzava la nascita: “liberi”. Il 9 luglio è nato il 54esimo Stato africano, dopo anni di guerra, migliaia di vittime e tentativi di negoziati. Cosa pensa la popolazione di questo storico evento? In questo post, pubblicato su Global Voices, le reazioni di alcuni blogger.

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La tecnologia contro l’omofobia

Soprusi e discriminazioni nei confronti degli omosessuali sono all’ordine del giorno – soprattutto in certi Paesi. Ma i social media hanno sviluppato canali di comunicazione che stanno aiutando il cambiamento di mentalità. E aiutano a rendere pubbliche le lotte di quanti sfidano giudizi morali e leggi punitive per quello che in alcuni Stati è considerato un crimine. Azioni che spesso mettono in pericolo la loro vita.

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25 giugno, per un mondo libero dalle armi nucleari

Il 25 giugno è il giorno del “Nuclear abolition day”, una campagna che si svolge in tutte le nazioni del mondo per chiedere il totale disarmo nucleare. L’occasione è data dall’incontro in programma il 29 e 30 giugno a Parigi dove Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia e Cina si incontreranno per discutere – ancora una volta – del Trattato di non proliferazione. Nel mondo si calcolano più di 20.000 armi nucleari e l’Italia ne “ospita” 90.

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Nella Rete della censura, 125 ad oggi i netizen reclusi

Un tempo si usavano ciclostili e volantini, oggi si scrive sui blog. Cambiano i mezzi utilizzati per il dissenso e la protesta ma non quelli per ostacolarli. Gli ultimi dati dell’associazione ’Reporters sans frontières’ riportano 125 netizen reclusi: e in alcune zone del mondo blogger e utenti dei social network rischiano la vita.

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Le donne africane meritano il Nobel per la Pace

Candidare il genere femminile di un intero continente al Nobel per la Pace ha un forte valore simbolico che da un lato vuole aiutare le donne di quel continente a riscattarsi, dall’altro vuole accendere i riflettori sulle tante azioni positive e spesso silenziose portate avanti per il rispetto dei diritti umani, la convivenza civile e il miglioramento delle condizioni di vita. Questo è lo scopo della Campagna Noppaw che sollecita l’assegnazione del Nobel 2011 alle donne africane.

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Attivismo online, le mille censure dei governi africani

In molti Paesi africani è in atto una continua censura che limita l’attivismo on line e l’uso di Internet. Sul tema c’è scarsa attenzione da parte del mondo occidentale, concentrato in questi ultimi tempi esclusivamente su ciò che accade in Medio Oriente e in Nord Africa. Ma Paesi come la Costa d’Avorio, l’Uganda e il Sudan portano avanti una dura politica repressiva della libertà in Rete.

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Crisi umanitarie ed emergenze ambientali, il ruolo sociale del Web 2.0

Il Web 2.0 è uno strumento eccezionale a disposizione di chiunque voglia fornire un servizio alla collettività. Come utilizzare – attraverso piattaforme libere – l’open source, mappature e geolocalizzazioni per rispondere a crisi ed emergenze come terremoti, incendi, rivolte di piazza.

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Le parole in Rete, le rivoluzioni nelle piazze

Il ruolo dei Social Network nelle proteste in Nord Africa e Medio Oriente, enfatizzato o sminuito. Se ci affidiamo alle statistiche scopriamo che la diffusione di Internet in quelle aree è molto bassa. Il clamore l’ha creato una sorta di cooperazione tra i dimostranti della piazza e quelli, dall’Occidente, collegati in Rete. Una sorta di “cittadinanza attiva comune” che ha coinvolto persone che avevano a disposizione strumenti diversi: chi solo la parola, chi anche Internet per diffonderla.

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Mercenari per soldi o per "passione"?

La rivolta in Libia è anche segnata dalla denuncia della presenza di mercenari al soldo di Gheddafi. Ma i mercenari hanno combattuto e continuano a combattere fianco a fianco di eserciti regolari soprattutto dei paesi occidentali, come gli USA. E questo nonostante una Convenzione ONU che ne vieta l’utilizzo e l’addestramento. Molti lo considerano un “mestiere” come un altro. Tanto è vero che esistono agenzie di reclutamento e siti che dispensano consigli e informazioni.

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Primo marzo, gli immigrati tornano in piazza

Il primo marzo gli immigrati, regolari e non, tornano a manifestare contro il razzismo e contro politiche miopi e discriminatorie. Quest’anno la protesta, dedicata al venditore ambulante che si è dato fuoco dopo l’ennessimo sequestro della merce, è anche segnata da quanto è accaduto e sta accadendo nel Nord Africa. Presidi e appuntamenti sono organizzati in tutta Italia dal Comitato promotore dell’iniziativa.

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