Anno: 2017

Media sotto attacco e attivismo in fermento, arriva Donald

Nella prima conferenza-stampa dopo sei mesi, il neo-presidente attacca a testa bassa i media, per poi dedicarsi al tipico “Twitter storm”, alimentando i dubbi sulla trasparenza, il dibattito pubblico, la molteplicità delle voci diverse. E mentre proseguono le controverse audizioni al Senato sul possibile gabinetto più ricco della storia Usa, il fronte del dissenso continua ad allargarsi (e organizzarsi), inglobando anche molti seguaci buddisti — tra una miriade di iniziative diffuse per superare attriti e spaccature profonde.

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ONU, il nono uomo alle prese con i nazionalismi misogini

Il primo gennaio António Guterres ha assunto la carica di nono Segretario generale delle Nazioni Unite. Una delle richieste più pressanti da parte di UN Women, ma anche di gruppi femministi esterni all’ONU è quello di attuare azioni e programmi per resistere all’ondata globale di nazionalismo misogino. A cominciare da Trump fino agli stessi meccanismi interni alle Nazioni Unite, le donne rischiano di fare passi indietro rispetto alle posizioni raggiunte. All’ONU, inoltre bisognerà fare i conti con l’immunità di cui gode personale civile e militare che si è macchiato di abusi e violenze durante missioni al’estero.

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A bordo della Topaz Responder, dove si salvano vite umane

Reportage dalla nave soccorso che fa capo al MOAS, Migrant Offshore Aid Station, che fornisce assistenza e soccorso alle persone in alto mare o bloccate su imbarcazioni non sicure. In una notte salvate centinaia di vite umane. Il racconto delle operazioni, tra i professionisti impegnati nelle attività di aiuto, i sopravvissuti e coloro che non ce l’hanno fatta. “Assistere a un salvataggio di migranti in mare, in estrema sintesi, significa smettere di preoccuparsi della crisi migratoria in Europa. Di fatto, durante un salvataggio non c’è tempo per pensare. Tutte le tue energie sono impegnate nel cercare di impedire che le persone muoiano, che tu stesso muoia durante le operazioni di salvataggio, e chiaramente anche nel gestire il peso emotivo di tutto questo.”

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Parte l’attacco all’Obamacare, tra dubbi e dissensi sparsi

Mentre l’Internet Archive esporta materiali governativi su server basati in Canada per evitare possibili “oscuramenti” d’informazione e conoscenza, un membro del prestigioso Mormon Tabernacle Choir (che si esibirà nella cerimonia di investitura) si dimette come protesta pubblica contro Trump. Intanto la demolizione dell’Obamacare appare manovra ardua e complessa, e i media polemizzano perché da oltre 160 giorni Trump non tiene una conferenza-stampa.

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Sei più istruito? Non per questo sei più tollerante

È opinione comune che il grado di tolleranza di un individuo auomenti con il suo livello d’istruzione. I recenti avvenimenti politici suggeriscono tuttavia che questa linea di ragionamento è troppo semplicistica. I sentimenti contrari agli immigrati – sia nel voto per la Brexit che nell’elezione di Trump – sono risultati evidenti nonostante i crescenti livelli d’istruzione dei cittadini britannici e americani. Nostra traduzione di un’analisi sociologica da The Conversation, che indaga sugli effetti dell’aumentata competitività nel mercato del lavoro e sull’insicurezza economica.

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Yemen, dove la fame sta uccidendo una generazione

La guerra civile in Yemen che vede contrapposti i ribelli sciiti Houti alle forze lealiste alleate dell’Arabia Saudita è costata la vita a più di 6.000 persone in due anni. Una delle conseguenze più gravi è il danno strutturale che il Paese sta subendo: l’agricoltura non produce più, le importazioni sono bloccate e l’82% della popolazione dipende dagli aiuti umanitari. A subirne gli effetti sono principalmente i bambini, a forte rischio di malnutrizione. Si stima che ogni dieci minuti muore un bambino per fame. Il tutto nel silenzio delle istituzioni internazionali e dei media mainstream.

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