Corea del Sud, la stanca tigre asiatica consumata dallo stress

Benvenuti a Seul, esplosa negli ultimi decenni come un fuoco d’artificio. In città è giorno anche di notte: i mercatini e i centri commerciali rimangono aperti fino all’alba, i cartelloni pubblicitari e le luci al neon brillano come stelle, affiancati dalle insegne della Samsung e della Hyundai, mentre il K-Pop infuria in ogni karaoke bar. Tutto ciò ha però un prezzo: la Corea è il Paese che lavora di più al mondo, anche 14 o 15 ore al giorno. La conseguenza è solitudine e alienazione. Spesso i lavoratori finiscono per isolarsi nella loro sofferenza, o per prendere decisioni drastiche.

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In Ghana è emergenza suicidi, anche bambini e adolescenti

Un vero e proprio allarme sociale che si scontra con lo stereotipo degli “africani poveri ma sempre sorridenti”. In un anno circa 1.800 persone si sono tolte la vita, ma potrebbero essere di più considerato lo stigma che circonda il suicida e il fatto che esiste una legge che condanna e punisce l’atto. Povertà, mancanza di prospettive per il futuro, assenza di cure da parte dei genitori, ma anche fallimenti scolastici, sono tra le principali cause di suicidio.

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