L’Europa che alimenta le disuguaglianze e sfrutta i migranti

Ci sono dei migranti che tutti vogliono: quelli che lavorano tra abusi e precariato. Poco importa da dove vengano o quali documenti abbiano in tasca. Gli Stati dell’UE li fanno arrivare quando servono e li inseriscono nei settori in cui più hanno bisogno, trattandoli come fossero prodotti destinati al consumo. Ma le loro condizioni contrattuali e lavorative sono direttamente responsabili della carenza di personale che il mercato europeo lamenta in vari ambiti economici. È il momento di tenere gli occhi aperti sui dibattiti in corso; per cambiare, dando priorità ai loro diritti.

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La società dello sfruttamento che genera 40 milioni di schiavi

Nel mondo esiste una significativa quantità di persone costrette a vivere in condizioni di schiavitù. Di queste, il 71% è costituito da donne e il 29% da uomini. Cittadini spesso considerati marionette nelle mani dei potenti e dello stesso Stato, obbligati ad offrire manodopera in modo disumano senza ricevere retribuzione. E tanti sono i bambini legati a sfruttamento e lavoro altamente pericoloso. I casi più emblematici in Corea del Nord, al primo posto di questa triste classifica. Mentre le nazioni sviluppate continuano incuranti ad importare prodotti che provengono dal lavoro coatto.

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