Taxi Cairo, un tour attraverso convivenze difficili

Cristiani, danzatrici del ventre, maiali. Il capoluogo egiziano visto attraverso un insolito giro turistico della città. Dopo la rivoluzione e le proteste della Primavera araba nel 2011 sono cambiati molti scenari. In questo breve reportage si racconta il Paese attraverso occhi diversi e storie che non vengono raccontate dai mainstream, ma che danno la misura dei difficili rapporti interni. Passando da squallidi locali o quartieri e ascoltando chi oggi preferisce parlare sottovoce. Nota dell’autore: nomi e riferimenti che potessero ricondurre agli intervistati sono stati cambiati. Per lo stesso motivo sono state omesse precisazioni dettagliate sui luoghi descritti

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La Turchia colpisce l’ISIS ma il vero obiettivo restano i curdi

“La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi”, affermava Clausewitz. In nessun altro luogo questa massima è altrettanto evidente che in Turchia nell’attuale fase di duplice offensiva contro l’ISIS da un lato e il Partito Curdo dei Lavoratori (PKK) dall’altro. Piuttosto che un’inversione a U politica, com’è stata in generale descritta sui giornali, quest’offensiva rappresenta una nuova fase tattica del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) per districarsi, nella sua strategia di radicamento nazionale ed egemonia regionale, da un impasse strutturale che vede al suo centro i progressi della rivoluzione curda in Turchia e Siria.

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Quando sul Maghreb soffiava il vento della primavera

Da ricordi di viaggio la ricostruzione di atmosfere che sarebbero diventate Storia attraverso le “rivoluzioni arabe”. Tunisia, Egitto, Algeria, Libia, Marocco: com’erano prima del 17 dicembre 2010 quando Mohamed Bouazizi, giovane venditore ambulante tunisino, si dà fuoco dopo che la sua merce viene sequestrata dalla polizia dando l’avvio alla Rivoluzione dei Gelsomini? Quali le atmosfere e i discorsi della gente?

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Primavera Araba, dall’entusiasmo all’impegno?

Viviana Premazzi presenta una piattaforma online dell’OIM che permette di mettere in rete le due sponde del Mediterraneo e di realizzare microprestiti, donazioni o anche solo scambio di consulenze e servizi tra le diaspore e gli imprenditori (o i futuri imprenditori) nei Paesi di origine.

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Donne, Iran e Primavera araba tra analogie e differenze

Un’analisi della Primavera araba nella quale si sottolineano con ottimismo le differenze rispetto alla rivoluzione iraniana del 1979: le esperienze delle donne di quel Paese, nel corso degli ultimi tre decenni, ci insegnano non solo quanto siano fragili i diritti acquisiti sotto i regimi autoritari ma anche come le donne siano capaci di affrontare le sfide.

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Imparare la Rivoluzione da una canzone

Un reportage della ricercatrice Sara Verderi sul workshop dedicato alla Rivoluzione egiziana tenutosi lo scorso marzo alla ‘Ayn alShams, una delle università più conservatrici del Cairo: eventi come questo fanno capire il grado di apertura e democratizzazione delle istituzioni accademiche operato dall’ultima rivoluzione egiziana.

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Addio 2012, quale eredità per i diritti umani?

Cosa rimane del 2012? Quali insegnamenti, quali battaglie, quali eredità? Parliamo di diritti umani e del percorso fatto in quest’anno che presto ci lasceremo alle spalle. I report della maggiori organizzazioni internazionali (non governative) impegnate su questo tema ci aiutano a fare ordine e a capire un po’ meglio dove sta andando questa umanità.

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Siria: nuovo anti-imperialismo e realtà sul campo

Post pubblicato in occasione del blogging day “Siria, I care” che ha avuto luogo l’11 novembre: un’analisi sulla complessità dell’interpretazione politica del conflitto siriano e le divisioni nella sinistra europea, auspicando che la complessità del quadro siriano possa comunque imboccare al più presto una via d’uscita pacifica.

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Appello sulla Siria, i media dicano la verità

Un appello, in 8 punti, per riportare l’informazione sui fatti in Siria su un piano di maggiore correttezza e conoscenza dei fatti. Lo hanno diffuso (e firmato) in queste ore attivisti, docenti universitari, arabisti, siriani che vivono nel nostro Paese, gente comune. Per non star zitti di fronte a chi sta diffondendo notizie distorte.

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