Zimbabwe, finita l’era Mugabe tutto sembra come prima

È stata enorme la copertura mediatica degli eventi che hanno portato alle dimissioni del presidente Mugabe. Henning Melber, esperto del Nordic African Institute e intervistato da oltre trenta media svedesi, danesi, norvegesi e finlandesi, in questa pubblicazione riassume la sua visione in un’analisi senza filtri della situazione nel Paese. A partire da un excursus che racconta, sin dall’Indipendenza raggiunta il 18 aprile 1980, l’articolata storia di lunga repressione del Paese nell’era del mugabismo, l’autore affronta il presente e il futuro dello Zimbabwe, restando pessimista rispetto al possibile superamento dell’autocrazia che lo governa.

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La sindrome del leader a vita. In Africa una scelta calcolata

Dal 2000 sono una dozzina i leader africani che le hanno provate tutte (e molti ci sono riusciti) per restare in carica nonostante la scadenza dei termini dettati dalla Costituzione. La metà di loro ci è riuscita, molti sono morti mentre erano ancora i carica. Le strategie per superare il limite dei due mandati sono tante, prima tra tutte gli emendamenti costituzionali. Ma la società civile in alcuni casi ha avuto la meglio sul culto del “big man” e l’uso delle risorse dello Stato come se fossero un bene privato. Infatti, non va sempre bene a chi usa ogni strategia in suo possesso per evitare l’alternanza. Sono sei i Paesi dove tali tentativi sono stati infruttuosi.

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