Pratiche artistiche di resistenza alla politica di invisibilizzazione

Resistenza attraverso pratiche artistiche capaci di creare, rigenerare e riappropriarsi dello spazio pubblico. Questo il nodo centrale intorno a cui si è sviluppata Performing Resistance, piattaforma discorsiva digitale, promossa da Atlas of Transitions Biennale, che ha visto coinvolti artisti, accademici, curatori, attivisti e ricercatori internazionali. Nei giorni tra il 16 ed il 20 giugno hanno avuto luogo incontri e dialoghi, in streaming su Facebook e YouTube, a cui hanno partecipato più di 1200 persone provenienti da tutto il mondo. Ora queste testimonianze rimangono disponibili online sul sito web di Atlas of Transitions.

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Migrazioni, arti performative, città e forme di resistenza

Arti performative come strumento per promuovere azioni in comune nelle nostre città, per alimentare mutualità tra cittadini, abitanti, immigrati e nuovi arrivati, spazio di lotta contro le pronunce non inclusive che marginalizzano i migranti. Atlas of Transitions Biennale promuove una settimana di dialoghi e incontri dal titolo Performing Resistance. Uno spazio digitale che indaga il rapporto tra arti, migrazioni e città inclusive con interventi di studiosi, curatori e artisti internazionali. Gli incontri, aperti a tutti e gratuiti, si svolgeranno in streaming dal 16 al 20 giugno su Facebook e YouTube.

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Il femminismo nero che racconta la storia dell’Africa

“Dovremmo essere tutti femministi”, è il titolo dell’ultimo libro della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie. “Tutti”, non tutte”, perché un/una femminista è qualcuno che dice: sì c’è un problema di genere oggi e noi dobbiamo risolverlo, noi tutti dobbiamo far meglio. Ma i movimenti delle donne hanno sfumature e colori. Quelli africani, e le loro protagoniste, trascendono i canoni occidentali: esiste infatti un femminismo africano – per quanto a molti possa sembra strano o suonare come una novità. Perché il femminismo non è neutro, non è assoluto, e sarebbe un peccato non conoscerla questa storia nera del femminismo.

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