Napoli capitale dei Diritti Umani attraverso il cinema

Dal 6 all’11 novembre si terrà la IX edizione del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. La manifestazione vedrà ospiti gli autori delle pellicole presentate, oltre ai testimoni di conflitti, abusi e violenze. Ogni giornata sarà dedicata a un tema portante – dalla legge contro la tortura alle migrazioni – su cui sono organizzati incontri, dibattiti e, naturalmente, proiezioni dei film in concorso e non. Il coordinatore del festival Maurizio Del Bufalo ci spiega la filosofia con cui dal 2008 porta avanti il #CineNapoliDiritti e ci guida attraverso le novità di quest’anno, l’edizione di cui Voci Globali farà da media partner.

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Immigrazione, uno sguardo storico per spiegare l’intolleranza

Rispetto agli anni Novanta le cifre odierne di coloro che si riversano in Europa sono diminuite notevolmente. Qual è dunque il motivo dell’attuale inasprimento degli europei nei confronti di immigrati, rifugiati e richiedenti asilo? Intervistato da Felicita Tramontana, lo storico dell’immigrazione Leo Lucassen spiega i fattori determinanti di un dilagante allarmismo che coinvolge sia il pubblico che la classe politica. L’11 settembre e l’islamofobia che ne ha conseguito, la crisi economica e il rafforzamento dei partiti di estrema destra, gli spostamenti via mare anziché via terra, hanno sicuramente fomentato scetticismo e paure verso il secolare fenomeno migratorio.

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Migranti climatici, urge una protezione giuridica internazionale

A causa del cambiamento climatico, o per disastri ambientali quali uragani e tempeste, o l’innalzamento del livello dei mari e la desertificazione, le migrazioni causate da calamità naturali sono un fenomeno destinato a diventare sempre più importante. Per affrontare questo tipo di emergenze serve l’adozione di nuove normative sovranazionali a tutela dei rifugiati ambientali, attualmente del tutto carenti. Gli Stati, soprattutto quelli più vulnerabili, dovranno inoltre anticipare risposte, sia in ottica preventiva di riduzione dei rischi che in chiave di adattamento.

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Nigeria del Nord, il volto femminile del desiderio di pace

I dati pubblicati nel giugno 2016 dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni parlano di 2 milioni di nigeriani costretti ad abbandonare le proprie case. La violenza continua e i disastrosi danni ambientali hanno avuto serie ripercussioni soprattutto sulla popolazione femminile. Nel nord del Paese più della metà degli sfollati – per la precisione il 53% – sono donne. Vi sono poi le sopravvissute alle violenze di Boko Haram, che tornano a casa ma che vengono poi emarginate, assieme ai figli avuti dai ribelli. A tutto ciò si aggiungono gli enormi problemi emotivi per i maltrattamenti, gli abusi fisici e psicologici subiti.

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Quegli sporchi finanziamenti europei per fermare le migrazioni

I recenti accordi bilaterali promossi dall’Unione Europea con Turchia, Afghanistan e alcuni Paesi del Corno d’Africa vanno a configurare un approccio alla cooperazione e ai fenomeni migratori fondato sulla sicurezza. La priorità dei Governi europei sembra essere l’esternalizzazione delle frontiere, demandando a regimi autocratici, Paesi instabili e polizie altrui la gestione dei confini. In particolare, attraverso il “Processo di Khartoum”, regimi in aperta violazione dei diritti umani si trasformano in interlocutori credibili e alleati per tenere richiedenti asilo e profughi lontani dai confini dell’Europa. Gli fa eco il “Migration Compact” italiano.

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Aumenta il numero dei migranti morti in mare

Il 2016 segna il nuovo record nel numero di migranti morti durante l’attraversamento del Mediterraneo, nonostante il forte calo del numero di traversate in termini assoluti, sinora circa un terzo rispetto all’anno scorso, in quanto sono aumentati i rischi delle traversate.

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Rotte del terrore, nuovi campi di tortura a scopo di estorsione

Nel periodo tra il 2009 e il 2014, nella penisola del Sinai si verifica una nuova forma di tratta: i migranti, principalmente di origine eritrea, vengono rapiti e portati nei cosiddetti “campi di tortura” a scopo di estorsione. La mancanza di interesse internazionale sulle atrocità avvenute nella regione e la violenza sancita dagli Stati in forma di politiche anti-immigrazione hanno impedito di combattere in modo efficace le violenze contro i migranti, quando invece ci sarebbe soprattutto bisogno di vie legali e sicure per l’immigrazione. Oggi questo tipo di rapimenti si verificano anche in altre aree incluse Libia, Sudan e Yemen.

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La morte di Emmanuel (non) vista dal Continente nero

Da questa parte del mondo si continua a partire. O a sperare di riuscirci, un giorno… Da questa parte del mondo l’Europa rimane quel richiamo che non smette di affascinare. Il sogno americano da lungo tempo è stato sostituito dal sogno europeo. L’Europa delle opportunità, l’Europa dove tutto funziona – soprattutto il welfare – l’Europa dei diritti, insomma. Si pensa così da questa parte del mondo. Si sogna così. Uccidere non servirà a fermare la Storia. Non servirà a fermare i flussi migratori. Dopotutto, l’uomo ha sempre viaggiato, ha sempre esplorato e sempre continuerà a farlo.

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L’Europa al centro della Storia, così si alimenta l’ignoranza

Ci si è mai chiesti se il modo e il metodo con cui studiamo la Storia non abbia portato, più o meno in maniera diretta, alla crescita di xenofobia e pregiudizi nei confronti di migranti e rifugiati? Talmente abituati a considerare l’Europa come orizzonte geografico e morale della propria identità, diventa complesso anche semplicemente raccogliere le informazioni e le conoscenze che abbiamo sul “resto del mondo”. Il ruolo dei “Corridoi educativi” contro i pregiudizi attraverso il progetto U4Refugees, esperimento avviato nelle università per ricreare uno spazio comune libero e aperto a favore dei richiedenti asilo e rifugiati.

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L’emigrazione che cambia il volto delle città. Nonostante tutto

Dopo l’accordo stretto il 18 marzo a Bruxelles dai leader dei 28 Stati dell’Ue e dal primo ministro turco Ahmet Davutoğlu – e fortemente caldeggiato dalla Germania – per molti migranti “illegali” è iniziato l’incubo. In questo scenario di fondo  un’approfondita riflessione viene suggerita dall’ultimo report a cura dell’International Organization for Migration che ha per tema “Migranti e città: nuove partnership per gestire la mobilità” e disegna lo scenario del futuro a fronte di una mobilità, soprattutto urbana, in forte crescita. In che modo migrazioni e migranti stanno trasformando le città?  Come incide la vita dei migranti su organizzazioni e regole di un nucleo urbano?

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