Guerre e clima, un nuovo studio conferma il pericoloso legame

Un team di ricercatori del PIK, dopo aver esaminato una serie di dati scientifici, ha ribadito la stretta connessione tra catastrofi ambientali e insorgenza di conflitti armati. Cento ONG, intanto, hanno chiesto alle istituzioni europee di vigilare per garantire l’accesso, da parte degli Stati, ai servizi abortivi durante la pandemia da Covid-19. Il Pakistan, invece, pretende l’estradizione del leader dell’ISIS-K, arrestato dalle forze di polizia afghane. Mentre un altro giornalista viene assassinato in Messico, si rinnova la tensione tra Marocco e Sudafrica in relazione alla questione del Sahara Occidentale.

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Marocco, lo sviluppo che aumenta marginalità e disuguaglianze

Nel Paese del Nord Africa il processo di urbanizzazione prosegue senza sosta così come la realizzazione di nuove grandi opere. Il porto Tanger Med o il primo treno ad alta velocità del continente sono solo alcuni esempi degli sviluppi in corso. Tuttavia, senza interventi sociali adeguati, si assiste all’aumento delle disparità tra campagna e città nonché tra centro e periferie. Casablanca, in particolare, presenta le più evidenti contraddizioni: cuore bancario e locomotiva dell’economia marocchina con elevati tassi di povertà, problemi sociali e mancanza di servizi.

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La violenza nelle università marocchine, una crisi sottovalutata

L’ambiente universitario dovrebbe rappresentare un luogo di crescita, cultura ed esperienza per i ragazzi in modo da prepararli poi ad affrontare il mondo esterno e quello del lavoro. Questo non avviene attualmente in Marocco, dove i campus sono ormai teatro di continui scontri che hanno anche provocato vittime. A parte le ideologie e le opinioni politiche differenti che contraddistinguono i vari gruppi, queste brutalità sono il prodotto in parte di un’istruzione inadeguata ma soprattutto di una società profondamente divisa e di uno Stato assente che non ha ancora compreso la fondamentale importanza dei propri giovani.

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Yemen, si entra nel quarto anno di una terribile guerra civile

Il 26 marzo 2018 si è entrati nel quarto anno di conflitto in Yemen. Una terribile tragedia che non ha trovato un’adeguata copertura nei media occidentali e la dovuta attenzione della comunità internazionale. La risoluzione della guerra appare di là da venire, mentre migliaia di civili continuano a pagare per l’avidità dei Paesi interessati a spartirsi le ricchezze del territorio. Anche l’ONU si conferma impotente a intervenire per porre fine ai bombardamenti. Nell’articolo una sintesi della situazione.

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Sahara Occidentale, la lotta contro l’occupazione marocchina

In quest’intervista Malainin Mohamed Lakhal, giornalista e traduttore Saharawi, riflette sulla lotta del suo popolo per la libertà. “Credo che molti popoli africani non sappiano che c’è una nazione africana colonizzata che sta ancora lottando. Molti, tra cui i Sudafricani, pensano forse che la gloriosa lotta contro l’Apartheid sia stata l’ultima lotta e l’ultima resistenza contro l’oppressione, il colonialismo e la segregazione. Ebbene non è così. I Saharawi stanno conducendo proprio ora una battaglia simile contro un regime coloniale africano che sta usando le stesse strategie e la stessa violenza utilizzate una volta dal regime dell’Apartheid”.

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Unione Africana, dopo 52 anni vive ancora la colonizzazione

Continua, con il consenso delle forze occidentali, la brutale occupazione del Sahara Occidentale da parte del Marocco. Territorio conosciuto ufficialmente come Repubblica del Saharawi e Stato membro a tutti gli effetti dell’ex OAU dal 1982 e uno degli Stati fondatori dell’Unione Africana. L’Organismo ha da poco celebrato la sua nascita con il rammarico di dover constatare che il continente è ancora lontano dal realizzare quel concetto di panafricanismo teorizzato dai suoi fondatori. Si assiste invece ad una forma di neo-colonialismo di uno Stato africano su un altro.

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Marocco, la prostituzione in un film e la censura si scatena

Presentato al festival di Cannes – e circolato su YouTube – “Much loved” di Nabil Ayouch ha provocato molte polemiche. La pellicola presenta uno spaccato realistico e crudo della vita notturna di quattro prostitute di Marrakesh. Ne racconta gli incontri con uomini di differenti nazionalità, la sofferenza, le difficoltà che si ritrovano ad affrontare e la loro solitudine. I guai per il regista sono cominciati all’indomani della diffusione di alcuni spezzoni del film su YouTube. Il film, censurato dalle autorità, sta ora girando in Rete in versione pirata.

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No alle trivellazioni nel Sahara occidentale, la protesta all’ONU

Fermare lo sfruttamento petrolifero e autodeterminazione del popolo Saharawi: lettera all’ONU di una coalizione contro i piani coloniali del Marocco che, con totale inosservanza di un chiarissimo parere legale delle Nazioni Unite del 2002, si è aggiudicato  nel territorio sette autorizzazioni per il gas e il petrolio. Tutte le società coinvolte si sono coalizzate con la compagnia petrolifera statale di proprietà del governo marocchino, ignorando le numerose proteste del popolo Saharawi.

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“Eco de femmes”, l’emancipazione che passa dal lavoro

“Il diritto a guadagnarsi da vivere”, sosteneva Virginia Woolf, l”e donne non se lo faranno portare via”, riconoscendo in esso la prima e autentica forma di emancipazione da una società patriarcale spersonalizzante. Lo stesso diritto, difeso nel lontano 1938, è rivendicato oggi dalle donne che popolano l’area tra il Marocco e la Tunisia. Presentiamo dunque un progetto e un documentario sulla dimensione femminile – di sfruttamento e ineguaglianza – nelle aree rurali del Maghreb.

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Tra India e Marocco, culture allo specchio

Gironzolando all’interno del museo archeologico ospitato dal Palazzo del Sultano (Dar Al Makhzen) della città di Tangeri resto molto colpita dalla mostra presente in una delle numerose stanze. Ad esporre i portrait è un fotografo marocchino, che grazie agli scatti catturati durante il suo viaggio in India ci ha permesso di viaggiare per qualche istante e incontrare una nuova cultura, nuovi volti. Uno in particolare ha catturato la mia attenzione.

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