Cambogia, schiavi dello sviluppo urbano e mattoni insanguinati

I cambiamenti climatici e gli interessi occidentali nello sviluppo edilizio cambogiano hanno portato il Paese a una situazione dove la schiavitù è sempre più diffusa. I piccoli proprietari terrieri stanno perdendo tutto e si sono indebitati rendendosi così vulnerabili allo sfruttamento nelle fornaci in cui si cuociono quei mattoni su cui si fonda la crescita del Paese a favore degli investitori per lo più stranieri. Dietro quindi l’apparente indignazione verso abusi e violazioni di diritti umani, è proprio l’Occidente a trarre i principali benefici di queste condizioni terribili.

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Lavoro minorile, vietato sì ma con regole diverse nei vari Paesi

Lo sfruttamento di minori, in particolare nella produzione agroalimentare, non costituisce una realtà limitata al terzo mondo, bensì un fenomeno sviluppato anche in Europa e Stati Uniti d’America, laddove la tutela del più debole dovrebbe costituire un fondamentale pilastro dell’ordinamento democratico. A denunciare questo “caporalato invisibile” è un recente report della FAO che denuncia lo sfruttamento di circa 108 milioni di bambini. Vale la pena segnalare tuttavia che sulla questione nemmeno l’ONU stabilisce regole chiare ed esaustive per scongiurare tali abusi.

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Lavoro minorile, i benefici al di là dei luoghi comuni occidentali

Nel mondo occidentale l’impegno dei bambini è considerato una violazione dei loro diritti, ma sono diversi i vantaggi che esso può offrire ai minori, compresa l’educazione nel senso di apprendimento di nuove conoscenze e di sviluppo delle proprie capacità, e l’approfondimento della propria cultura. Non solo può aiutare a ridurre lo stato di povertà, ma può anche essere d’aiuto a livello psicologico per lo sviluppo delle relazioni sociali. Il punto di vista antropologico tiene conto di questi fattori, quello economico si concentra invece esclusivamente sui rischi e ragiona sulle basi di normative e concetti spesso imposti da altri modelli.

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Abuso e traffico di minori, la ferita aperta del Nepal

Il disastroso terremoto che ha colpito il Nepal lo scorso aprile e le scosse successive hanno causato perdite umane e danni al settore turistico, che è una grande risorsa per il Paese. A tutto questo si aggiunge il vergognoso traffico di minori: in questo Paese ogni anno 10-15mila persone, per lo più donne e bambini, sono vittime di tratta per prostituzione e sfruttamento del lavoro. Ora il sisma, nella confusione creatasi e tantissimi che hanno perso casa e lavoro, ha peggiorato le cose. I molti bambini rimasti orfani, pertanto facilmente adescabili, fanno aumentare la preoccupazione.

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Schiavitù minorile, una macchia nera nel Belpaese

Se il fenomeno della schiavitù, a cominciare dalla tratta degli esseri umani, è ancora drammaticamente presente ai nostri tempi, la cosa più inquietante è che il numero dei bambini vittime di questa realtà è ancora eccessivamente alto. Un minore vittima di tratta è ogni persona al di sotto dei 18 anni che è reclutata, trasportata, trasferita, ospitata o accolta a fine di sfruttamento, sia all’interno che all’esterno di un Paese, anche senza che vi sia stata coercizione, inganno, abuso di potere o altra forma di abuso.

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Schiavitù minorile, una generazione di bambini a rischio

Il fenomeno della schiavitù dei bambini non è mai stato così diffuso come oggi. Ogni giorno, bambini di appena cinque anni sono venduti al mercato nero a un prezzo inferiore a quello del bestiame. E quando si trovano nelle mani del nuovo padrone, sono costretti a lavorare per 20 ore al giorno. Le bambine subiscono una situazione particolarmente a rischio, perché più vulnerabili rispetto allo sfruttamento sessuale. Per sradicare il fenomeno serve un approccio globale a ciò che è un problema globale. L’istruzione è il punto di partenza.

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Bambini migranti sbarcano soli in Italia

I ragazzi immigrati lasciano i loro Paesi e arrivano in Italia senza i genitori, nella speranza di trovare lavoro e migliori opportunità, ma le loro aspirazioni svaniscono velocemente. Spesso rischiano di essere sfruttati per lavorare in nero o vengono reclutati da bande criminali, senza che nessuno riesca a proteggerli.

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Lavoro minorile in Africa, le ‘curiosità’ di una bambina italiana

“Cos’è il lavoro minorile visto con i tuoi occhi?” 10 domande di una bambina di 12 anni. Una promessa per un citizen journalism schietto, immediato, senza filtri. Abbiamo deciso di pubblicare questa intervista, che nasce da una ricerca scolastica, perché dà la misura dell’attenzione e sensibilità che i bambini e ragazzi possono avere nei confronti di un tema così serio.

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Bambini ghanesi, lavoratori per necessità

Pubblicati i dati del “The state of the world children”. In Ghana il 34% dei bambini esercita un’attività lavorativa. Del resto si tratta di uno dei Paesi dell’Africa subsahariana dove l’urbanizzazione ha raggiunto livelli europei, pur non essendo le città in grado di garantire servizi efficaci. Ma per capire il fenomeno del lavoro minorile bisogna calarsi nella realtà locale.

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Ghana: troppo povero, torna a scuola a 24 anni

La storia di John Larsey è solo una tra migliaia che non vengono a galla. La storia di bambini costretti a lasciare la scuola e a lavorare, anche in condizioni di semi-schiavitù. Ma Larsey è un esempio anomalo, dopo tanti anni di sfruttamento è tornato a scuola. Ora ha 24 anni e frequenta la quinta delle primarie.

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