Turchia accusata di usare armi chimiche sui curdi. E il mondo tace

Numerose testimonianze da parte di civili curdi hanno portato il PKK a rivolgersi alla comunità internazionale perché vengano avviate indagini ufficiali sull’utilizzo da parte della Turchia di armi non convenzionali. Una serie di rapporti hanno provato a dimostrare l’uso di armi chimiche come causa della morte delle vittime, ma spesso le autorità turche hanno impedito lo svolgimento delle indagini. L’UE e gli Stati Uniti sembrano reticenti a intervenire contro la Turchia, a differenza della Siria contro cui agirono duramente nel 2012 – a dimostrazione del diverso peso sullo scacchiere politico ed economico dei due Paesi.

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Afghanistan, le rotte circolari che i migranti preferiscono all’Europa

Alla luce degli ultimi sviluppi in Afghanistan, il mondo intero teme un nuovo flusso migratorio di massa. Tuttavia, un’analisi più approfondita dimostra come questa sia solo una concezione erronea della situazione e che le origini della migrazione – sia interna che esterna – siano da lungo tempo radicate nella cultura e nell’economia afghana. L’autore ripercorre le tappe e le motivazioni che hanno portato alcuni giovani di lingua turkmena, da lui intervistati, a emigrare in Turchia – destinazione d’elezione – offrendo una visione della questione slegata dagli avvenimenti recenti.

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La crisi in Afghanistan, quali scenari si aprono per il Medio Oriente

Il ritorno al potere dei talebani in territorio afghano sta scuotendo il mondo. Sebbene l’avanzata stesse proseguendo da qualche tempo, la presa di Kabul si è consumata nel giro di poche ore lasciando alle autorità statunitensi – presenti nel Paese da 20 lunghi anni – solo la possibilità di una fuga precipitosa. E lasciando ai cittadini ben poche, e disperate, possibilità di salvezza. Tutto questo si sta consumando all’interno di un quadro politico ed economico complesso che coinvolge l’intera regione mediorientale. Gli interessi in gioco sono molteplici e le conseguenze, per lo più nefaste, sono visibili all’orizzonte.

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Ciad, varata prima legge sull’accoglienza dei richiedenti asilo

La normativa adottata dal Paese africano interverrà a tutelare gli oltre 480.000 rifugiati attualmente presenti sul suo territorio, ricevendo il plauso dell’UNHCR. L’India intende istituire una nuova “Università sulla disabilità” per meglio supportare le problematiche dei disabili. Legambiente critica le recenti intese istituzionali relative agli stabilimenti ex Ilva di Taranto. Mentre la comunità internazionale condanna l’esecuzione capitale da parte dell’Iran del giovane Hassan Rezaiee. Grecia e Israele siglano l’accordo più grande della loro storia in materia di sicurezza.

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Plastica, la salute della fauna marina sempre più compromessa

Per la prima volta vengono pubblicati i dati relativi agli effetti devastanti della plastica presente nelle acque statunitensi sulla salute di mammiferi e tartarughe marine. Uno studio rileva come l’evasione fiscale internazionale generi diseguaglianza sociale soprattutto nel Sud del mondo. L’ECOWAS individua tra le sue priorità la trasformazione digitale della regione africana. Intanto, Amnesty International denuncia le gravi interferenze di Amazon sulla libertà sindacale dei suoi dipendenti. E il Parlamento iraniano approva un disegno di legge per riprendere l’arricchimento dell’uranio.

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Costa d’Avorio, torna lo spettro del terrorismo islamico

Gli esperti di sicurezza temono una nuova ondata terroristica in Africa occidentale dopo l’attentato lungo il confine tra Costa d’Avorio e Burkina Faso. Il Segretario Generale ONU chiede sbarchi immediati per gli equipaggi navali, in mare da troppo tempo a causa del Covid-19. Human Rights Watch, attraverso un dettagliato report, accusa la polizia francese di razzismo contro africani e arabi. Intanto, l’Iran si oppone a una nuova ispezione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Mentre in Italia, vengono presentati i risultati di un progetto quadriennale sulle specie aliene invasive, ritenute tra le principali cause di perdita della biodiversità.

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Iran, dove le donne combattono tra pregiudizi e contraddizioni

La Repubblica islamica è un Paese fatto di tante storie, identità, contraddizioni, movimenti più o meno palesi che invocano il cambiamento. Tiziana Ciavardini, giornalista e antropologa, racconta la grande e complessa nazione persiana con uno sguardo particolare sul mondo femminile. La loro lotta contro l’imposizione del velo islamico è diventata il simbolo di un Iran dinamico, che rivendica diritti e libertà civili soffocate dal regime, e da retaggi culturali e religiosi. Nelle personali e drammatiche storie di alcune coraggiose iraniane si nasconde tutta la complessità dell’Iran odierno.

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Italia, a rischio desertificazione il 20% del territorio nazionale

Cambiamenti climatici e pratiche agronomiche forzate stanno determinando l’inaridimento di vaste aree del Bel Paese. L’ANBI lancia l’allarme e avvia un progetto sperimentale di recupero. In Nepal, riaffiora la questione delle violenze contro i “fuori casta” dopo gli omicidi di 4 giovani Dalit. La nuova legge antiterrorismo delle Filippine suscita la forte reazione delle ONG, preoccupate delle ripercussioni sui diritti umani. Intanto, gli utenti social iraniani attaccano l’Ayatollah Khamenei per il suo discorso contro gli USA dopo la morte di George Floyd. Mentre Egitto, Etiopia e Sudan riprendono i negoziati sulla Diga Grande Rinascita.

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Sanzioni economiche e pandemia, come peggiorare la crisi

Cosa c’entrano le misure sanzionatorie con la pandemia? Il legame, purtroppo, esiste e riguarda i diritti fondamentali delle popolazioni. Stati in endemica difficoltà economica e fragilità politico-sociale, quali Iran, Venezuela, Cuba o lo Zimbabwe, potrebbero subire il colpo mortale dal connubio epidemia-sanzioni. Questo a causa soprattutto dell’intransigente politica di pressione USA, che continua a bersagliare i Paesi nemici con misure restrittive economiche e finanziarie. Impedendo, così, l’arrivo di beni di prima necessità, tra cui farmaci e dispositivi per la cura del Covid-19, e inasprendo la spirale di povertà delle nazioni sottoposte a embargo.

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Iran, non si fermano le persecuzioni contro minoranze religiose

Non si fermano le pratiche violente di repressione del Governo iraniano nei confronti di dissidenti e minoranze. Sono ancora tanti, infatti, i gruppi etnici e religiosi non riconosciuti come degni per godere dei principali diritti e non tutelati dai principi costituzionali. In particolare Baha’i e sunniti, sistematicamente perseguitati, arrestati e spesso anche giustiziati solo per aver praticato la propria fede. A capo di tale sistema di disumana repressione ci sono il regime iraniano e il Corpo delle Guardie della Rivoluzione, che eseguono brutali condanne a morte di curdi, minoranze religiose, dissidenti del potere, oppositori in protesta. Compiendo crimini che restano impuniti.

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