Robot-giornalisti, l’ultima frontiera dell’informazione

Vantaggi e svantaggi del giornalismo automatico che sta producendo risultati ‘convincenti’ con l’ausilio di particolari software. I vantaggi del cosiddetto “giornalismo automatico” riguardano la velocità di scrittura, la possibilità di cercare e gestire una mole significativa di dati in poco tempo, minori costi nella produzione delle notizie. Secondo Noam Lemelshtrich-Later tutto questo non può che portare a nuove sfide per il vecchio giornalismo, costretto ad alzare il livello di approfondimento per non restare appiattito su una produzione facilmente sostituibile dagli algoritmi. Sarà così?

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Capire l’ISIS svelando i meccanismi della propaganda

Dalla ricerca di AGC Communication il documentario “ISIS: morte di uno stato mai nato?”, nuova luce sui video di Daesh. Sono proprio i video a fare la differenza: realizzati con tecniche (e un centinaio di tecnici) hollywoodiane, si diffondono in Rete raggiungendo simpatizzanti e possibili reclute in tutto il mondo. Spesso vengono oscurati in breve tempo, tuttavia è proprio studiando questi video che si può comprendere più a fondo ciò che accade dentro lo Stato Islamico.

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L’Africa e i suoi storyteller: i media e i social del continente

“Fino a che il leone non ha il suo storyteller, il cacciatore avrà sempre la parte migliore nella storia.” È un vecchio proverbio africano, che motiva assai bene il cambio epocale nel settore della informazione e dei mass media nel continente. Perché, se il racconto dell’Africa sui media occidentali è spesso stereotipato, blog e social africani offrono una narrazione più autentica. E da tempo l’Africa ha i suoi storyteller che raccontano assai meglio di molti media occidentali cosa accade nei suoi Paesi.

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Gillmor, giornalisti alzatevi in piedi e siate attivisti

Ci sono argomenti, come la libertà, su cui non si può fare a meno di essere chiari, alzare la voce e diventare attivisti. Il giornalista e scrittore americano Dan Gillmor approfitta del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia per lanciare un appello a chi fa informazione affinché le libertà fondamentali siano rispettate. “Alzatevi, fate sentire la vostra voce, diventate attivisti, altrimenti lascerete spazio a chi vorrà controllare il vostro, il nostro mondo, la nostra vita”.

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Africa e media occidentali: luoghi comuni, approssimazioni, inesattezze

Quale Africa viene diffusa sui media occidentali? Come se ne parla e perché sono ancora tanti i luoghi comuni sul Continente? Voci Globali ne ha parlato ieri nel corso di un panel ospitato al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.

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Il prezzo del silenzio: sorveglianza di massa e auto-censura

Nei Paesi liberi, almeno uno scrittore su tre (34%) afferma di aver rinunciato a scrivere o parlare su argomenti scottanti, dopo le rivelazioni di Edward Snowden. E anche i giornalisti temono di essere sorvegliati. Ma ogni volta che un giornalista rinuncia a fare un ricerca su Internet per paura si perde qualcosa, qualcosa sarà raccontato male, una possibilità di creare un dibattito più consapevole scomparirà.

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Ebola e tutto il resto, se la storia è scritta a tavolino

Una storia raccontata dai protagonisti, una storia raccontata da testimoni oculari è certamente diversa. Diversa da chi la racconta per sentito dire, inseguendo le voci su Internet o quelle ufficiali di Governi, Agenzie Onu e quant’altro. Giornalismo, dopotutto, è questo: raccontare quello che vedi, quello che accade, quello che puoi testimoniare con foto, dichiarazioni sul campo, osservazione. In questo post riprendiamo la testimonianza oculare di un giovane giornalista, blogger e fotografo ugandese.

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Cos’è il citizen journalism? Un manifesto programmatico

Grazie al web 2.0 e allo sviluppo delle tecnologie per la comunicazione si è aperto uno spazio per tutti i cittadini che hanno voglia di registrare e trasmettere notizie e fatti attraverso Internet. Ma come popolare al meglio questo spazio? Quale può essere il futuro del citizen journalism, anche in rapporto alle dinamiche del giornalismo mainstream? Riflessioni e spunti programmatici per il nostro progetto: il dibattito è aperto.

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Quando social media e crowdsourcing fanno più male che bene

L’era del giornalismo condiviso avanza, così come gli errori commessi nel fare informazione: riflessioni (e lezioni) a margine del bailamme mediatico sui tragici fatti di Boston. E’ bene tenere a mente la confusione che c’è nel campo dei social media e che non tutto quello che passa è accurato o verificato evitando, noi stessi netizen, di tenere sempre il dito sul mouse per l’incessante ‘retweet’.

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Il futuro del giornalismo

In vista del Festival Internazionale del Giornalismo (Perugia, 25-29 aprile), pubblichiamo una riflessione sul tema tratta da openDemocracy. In quest’articolo, presentato alla Goldsmiths Leverhulme Media Centre Conference, Angela Phillips descrive l’attuale situazione dei media e sfata alcuni miti, per esempio che il giornalismo possa essere gratuito. Il futuro si gioca tra due possibili alternative…

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