Hate speech, le responsabilità di cittadini, Stati e social media

Il Consiglio d’Europa e la UE chiedono con sempre maggior vigore agli Stati europei di agire contro l’hate speech. Contemporaneamente rinviano la gestione del problema alle grandi aziende della Rete come Facebook, Google o Twitter, demandando di fatto il compito di censurare e cancellare i contenuti ritenuti illegali. Tuttavia la mancanza di definizioni giuridiche chiare e la conseguente soggettività dell’azione di censura fa temere che così si vada a ledere la libertà di espressione dei cittadini.

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La crisi dei rifugiati, i diritti digitali e le censure dei governi

Le storie di rifugiati che si allontanano in massa dalla Siria e da altri Paesi teatro di conflitti per cercare di raggiungere l’Europa occidentale si trasferiscono nel territorio parallelo dei diritti digitali, dato che l’accesso alle reti di comunicazione è diventato davvero vitale per chi si muove a piedi in territori sconosciuti, e dovendo anche affrontare una crescente pressione da parte delle autorità di frontiera nell’Europa meridionale e centrale. Questa e altre storie in Rete da una sintesi del Netizen Report, bollettino settimanale a cura di Global Voices Advocacy.

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