Jugendamt, il terzo genitore dei bambini residenti in Germania

Oggi si dibatte molto di separazioni e di affido, ma si dimentica il diffuso fenomeno delle sottrazioni internazionali, o meglio lo si affronta da un punto di vista unilaterale. Tale punto di vista non può portare a nessuna proposta concretamente risolutiva, proprio perché incompleto. Tra i Paesi che non restituiscono i bambini e trattengono anche i figli di coppie straniere non separate va annoverata la Germania, seguita dall’Austria, Paesi con ordinamenti familiari molto simili ed entrambi con la particolare caratteristica di prevedere per ogni bambino sotto la propria giurisdizione un terzo genitore, il “genitore di Stato”.

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Germania, echi del passato più buio nelle nuove leggi di polizia

Dopo Regno Unito e Francia, i Länder della Repubblica Federale annunciano leggi per rafforzare i poteri di polizia in nome della lotta al terrorismo e del contrasto ai migranti. Nonostante le manifestazioni – 30.000 persone scese in piazza a Monaco in maggio – in Baviera sono stati approvati i nuovi regolamenti, una simile partita è aperta in Nordreno-Vestfalia. Oltre che per le lesioni dei diritti personali quali la libertà di riunione e di espressione, minacciate da queste misure, la mobilitazione è intensa anche per la loro evocazione del periodo più tragico della Storia tedesca.

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Hate speech, le responsabilità di cittadini, Stati e social media

Il Consiglio d’Europa e la UE chiedono con sempre maggior vigore agli Stati europei di agire contro l’hate speech. Contemporaneamente rinviano la gestione del problema alle grandi aziende della Rete come Facebook, Google o Twitter, demandando di fatto il compito di censurare e cancellare i contenuti ritenuti illegali. Tuttavia la mancanza di definizioni giuridiche chiare e la conseguente soggettività dell’azione di censura fa temere che così si vada a ledere la libertà di espressione dei cittadini.

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La crisi dei rifugiati, i diritti digitali e le censure dei governi

Le storie di rifugiati che si allontanano in massa dalla Siria e da altri Paesi teatro di conflitti per cercare di raggiungere l’Europa occidentale si trasferiscono nel territorio parallelo dei diritti digitali, dato che l’accesso alle reti di comunicazione è diventato davvero vitale per chi si muove a piedi in territori sconosciuti, e dovendo anche affrontare una crescente pressione da parte delle autorità di frontiera nell’Europa meridionale e centrale. Questa e altre storie in Rete da una sintesi del Netizen Report, bollettino settimanale a cura di Global Voices Advocacy.

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