20 Aprile 2024

epidemia ebola

Colombia, “falsi positivi”: ancora accuse per crimini internazionali

Tra le notizie di questo mese: Fawzia Koofi – ex portavoce del Parlamento afghano – chiede immediato intervento della comunità internazionale a tutela della disperata condizione delle donne nel Paese. In Olanda, i gruppi ambientalisti denunciano KLM per “greenwashing”. La CEDU condanna la Grecia per il respingimento mortale dei migranti avvenuto nel 2014. Kenya, la tribù degli Ogiek vince la battaglia per i suoi diritti territoriali. Primo vertice Arabia Saudita-Grecia dall’uccisione del giornalista saudita Jamal Khashoggi nel 2018.

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Taiwan, riconoscimento legale del genere: emessa sentenza storica

Secondo la Corte di Taipei, l’intervento chirurgico di riassegnazione del sesso non è requisito necessario per il riconoscimento del genere. In Francia cresce l’islamofobia istituzionale. Sciolto un altro gruppo antirazzista, accusato di “propaganda islamista”. Ben 672 istituzioni finanziarie europee intrattengono rapporti con le aziende coinvolte nell’espansione degli insediamenti illegali in Cisgiordania. Il presidente congolese chiede giustizia per le vittime degli abusi sessuali commessi dai dipendenti OMS durante l’Ebola. Blitz di Greenpeace a Rotterdam contro i combustibili fossili.

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RDC, count-down per la fine dell’Ebola. Così ne stiamo uscendo

All’inizio di marzo, l’ultimo paziente affetto dal virus ha lasciato il centro terapeutico nella città orientale di Beni. Al momento non ci sono nuovi casi nel Paese. Un dato senz’altro incoraggiante anche se dovranno trascorrere 42 giorni senza segnalazioni di nuovi malati prima che l’epidemia possa dirsi davvero conclusa. È stata una crisi sanitaria difficile da affrontare. Yap Boum, rappresentante regionale di Epicenter Africa, racconta in un’intervista quali sono state le azioni cruciali che hanno permesso la gestione dell’emergenza per arrivare a “quasi” debellare la malattia. Prima fra tutte un approccio comune e globale.

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Ebola, se l’aiuto arriva da Internet e dai volontari

Nel mondo c’è più voglia di partecipazione di quanto si immagini. E la Rete può aiutare a gestire l’incontro tra il bisogno e chi vuole dare una mano. Ad oggi sono 4186 le persone che hanno risposto all’appello proposto su Avaaz, la piattaforma online che lancia campagne pubbliche sui diritti e su temi civili e sociali. L’appello riguarda la ricerca di volontari disposti a recarsi nei Paesi africani del West Africa colpiti dall’ebola. Di queste persone circa 3.000 sono pronte a partire. Sarebbe interessante se qualcuna delle persone che andrà laggiù terrà un diario online per raccontare la sua esperienza.

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