I 27 anni della Bosnia Erzegovina: tra recessione, corruzione, paure

A circa un mese dall’anniversario dell’Accordo di Dayton del 1995, l’ex-Repubblica yugoslava si è recata alle urne in un clima ricco di tensione e disillusione dei suoi cittadini. Scarsa affluenza e totale sfiducia nei confronti della politica sono trend che continuano a crescere nel Paese. Nonostante la sconfitta dei candidati nazionalisti, lo strappo tra la politica e la popolazione appare sempre più grande e difficile da ricucire. L’assenza di crescita economica e il clientelismo hanno prostrato la società bosniaca, che nel frattempo si prepara a un inverno rigido e in piena crisi energetica.

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Combustibili fossili, l’Europa li critica ma poi vince la lobby del gas

Dall’inizio dell’anno il costo del gas naturale sta subendo un forte incremento, ma nonostante ciò, l’Europa continua a investire in nuovi progetti in materia. Alcuni studi hanno messo in evidenza l’enorme divario esistente tra le dichiarazioni rilasciate dai membri della Commissione e quello che realmente avviene nella pratica. Se da un lato ci si rende conto del problema, dall’altro il lobbismo complica ogni possibilità di cambiamento rispetto alle leggi e ai finanziamenti. Di fronte, dunque, a una battaglia economica e politica, la strada verso le energie pulite sembra un miraggio.

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