26 Febbraio 2024

child marriage

Spose bambine, sono 640 milioni al mondo. Milioni di vite bruciate

Secondo l’ultimo rapporto Unicef questo è il numero di casi totali nel mondo, di cui quasi la metà in Asia Meridionale. In Africa Sub-sahariana preoccupano le prospettive per il prossimo futuro. Il matrimonio infantile è una piaga sociale e di genere che continua a infettarsi. Ed è un affare globale, capace di impattare il benessere di Paesi e popolazioni intere, generazioni a venire comprese. Mentre si avvicina il 2030 che avrebbe dovuto segnarne la fine, conflitti, shock climatici e pandemia rischiano di vanificare i progressi – irregolari, spesso iniqui, ma comunque significativi – degli ultimi 25 anni. Al ritmo attuale, siamo lontani tre secoli dal traguardo zero. Ma dal raggiungimento di questo obiettivo passa la garanzia di ogni diritto femminile in ogni parte del mondo.

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Yemen: diplomazia ONU sempre più in affanno, la pace è lontana

L’Inviato Speciale del Segretario Generale ONU, Martin Griffiths, tenta di raggiungere un accordo di cessate-il fuoco nel Paese mediorientale, incontrando funzionari yemeniti e sauditi. Personalità politiche europee di spicco esprimono sostegno all’inchiesta della CPI sui crimini in Palestina. Lo Stato di New York è vicino all’emanazione di una legge contro i matrimoni precoci. Mentre la FAO rileva un maggior impegno nella lotta alla pesca illegale, la Nigeria “banna” Twitter accusandolo di destabilizzare l’unità nazionale.

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Matrimoni precoci, anche l’Occidente viola i diritti dei minori

Contrariamente a quanto si possa pensare, i matrimoni infantili non sono prerogativa esclusiva del Sud del mondo. La pratica esiste anche nei cosiddetti Paesi sviluppati, compresi gli USA. Il problema è che vi sono normative che, non rispettando gli standard internazionali, prevedono una serie di scappatoie volte a rendere legittime le unioni precoci. L’ONU considera il “child marriage” una violazione dei diritti umani e una pratica dannosa che impedisce, soprattutto alle donne, di vivere la propria vita libera da ogni forma di violenza. Per tale ragione, ha avviato una campagna volta a sradicare il fenomeno, a livello globale, entro il 2030.

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