Pesticidi illegali, un fiorente mercato che sta avvelenando il mondo

4,4 miliardi di euro all’anno: a tanto ammontano le entrate dalla vendita di prodotti vietati e assai nocivi impiegati nelle coltivazioni. Dagli USA alla Cina, fino al Kenya, al Brasile, alla Turchia e alla stessa Italia, la vendita di contrabbando di questi pericolosi fitofarmaci per l’agricoltura, banditi dalle leggi, si sta diffondendo sempre di più. La situazione rischia di precipitare soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove le entrate agricole sostengono spesso l’intera economia nazionale. La salute dell’uomo e dell’ambiente sono in grave pericolo.

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Amazzonia, riforestazione spontanea non compensa aumento CO₂

L’incremento dei terreni agricoli per le coltivazioni intensive è la principale causa del vasto disboscamento in Amazzonia. Non sempre, tuttavia, i bulldozer rappresentano la fine della storia: quasi il 30% della terra disboscata viene abbandonata dopo il suo utilizzo, rigenerando nuova vegetazione. Questi habitat, noti come foreste secondarie, sono in grado di assorbire CO₂ dall’atmosfera ma, come dimostra un recente studio, riescono a compensare solo il 9% delle emissioni generate dal disboscamento. Servono cambiamenti drastici per non fallire gli obiettivi fissati nell’Accordo di Parigi.

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Braccianti indiani in Italia, quando il lavoro è schiavitù e violenza

Pagati 3,50 euro all’ora e costretti a lavorare spesso 10-12 ore al giorno inginocchiati nei campi: sono i nuovi schiavi della comunità sikh dal Punjab, che mandano avanti le aziende e cooperative agricole nella pianura pontina, nel Sud del Lazio. Privati dei più basilari diritti, questi lavoratori subiscono da anni intimidazioni, ingiustizie e atteggiamenti propri del caporalato, che qui è ormai sistemico. A parlarci di questo fenomeno ancora troppo diffuso è Marco Omizzolo, sociologo impegnato in prima linea nella causa dell’emancipazione della comunità indiana dagli abusi a cui sono sottoposti.

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Ambiente, i danni alla terra delle ‘erbe cattive’ create dall’uomo

Le erbe infestanti stanno minacciando le coltivazioni a livello globale. È il risultato di decenni di agricoltura industriale che ha sempre puntato al miglioramento genetico delle piante in termini di maggiore “efficienza” e “produttività”, e meno sulla resilienza ai cambiamenti ambientali. La selezione di ridottissimi pool genetici per le colture ne ha impoverito inoltre la diversità. Alla luce del fallimento della “Big Agriculture” è sempre più urgente il passaggio a un paradigma agro-ecologico, anche in vista della Conferenza sulla biodiversità (COP15) che verrà ospitata in Cina il prossimo ottobre.

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In Africa l’agricoltura è la chiave di volta per crescita e sviluppo

Il Commissario all’Economia dell’UA ha ribadito l’importanza del settore agricolo e della blue economy per la prosperità del continente. In Cambogia, le attività illegali minacciano la foresta di Pray Lang. Il Dipartimento di Giustizia filippino riconosce, per la prima volta, il ruolo della polizia nazionale in migliaia di uccisioni illegali nella “guerra alla droga”. ONG di tutto il mondo chiedono l’embargo totale sulle armi in Myanmar dopo il golpe. In Australia, il report di una Commissione governativa rivela quanto sia grave e diffuso il fenomeno degli abusi sugli anziani nelle case di riposo.

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Covid-19, cambiamento climatico e duplice rottura metabolica

Agroindustria e pandemie: qual è il nesso che le lega? Gli allevamenti intensivi e le filiere della distribuzione globale generano canali per l’evoluzione, la proliferazione e la trasmissione su scala mondiale di virus letali. Da oltre un quarto di secolo gli epidemiologi ci mettono in guardia prospettando l’ipotesi di un’epidemia capace di sopraffare l’umanità. Un’umanità stremata e svilita dalla legge del capitale, impantanata nelle logiche del profitto secondo le quali la prevenzione di una pandemia non viene implementata perché non redditizia.

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Pirati dei Caraibi ai tempi della Brexit: la guerra delle banane

Lo Stato insulare della Dominica, nelle Antille, è un esempio di come gli accordi commerciali con l’Unione Europea rischino di danneggiare più che avvantaggiare le piccole economie. Spesso vengono allocate risorse per lo sviluppo di settori e prodotti che fanno comodo al “Primo Mondo”, senza tener particolarmente conto delle realtà locali. I negoziati per una nuova partnership di scambi tra Europa e Paesi caraibici, e l’uscita del Regno Unito dagli Stati membri dell’UE, offrono il pretesto per chiedersi: a chi conviene davvero la monocultura?

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Pesticidi, colosso della chimica rinuncia al velenoso Clorpirifos

La statunitense Corteva Inc. entro l’anno smetterà di produrre un insetticida tossico per l’ambiente e la salute umana. La Croazia, invece, apre alle “adozioni gay” grazie a una storica sentenza della Corte costituzionale. Intanto, l’Autorità Nazionale Palestinese boccia il cosiddetto “Deal of the Century” proposto dagli USA. E la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si pronuncia a favore della Spagna in un caso di “respingimento” di migranti verso il Marocco. In Camerun, massacro di civili nel corso di un’operazione antiterrorismo ad opera delle forze di sicurezza, che però parlano di “sfortunato incidente”.

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Cambiamento climatico: prevenzione, la chiave per affrontarlo

Per superare le sempre più frequenti emergenze alimentari dovute a eventi estremi legati ai disastri ambientali, i Paesi africani stanno investendo in innovativi sistemi di allerta preventiva. Ma non basta: occorre sostenere soprattutto la ricerca applicata all’agricoltura cosiddetta intelligente, in grado di offrire colture resistenti a siccità e inondazioni. La speranza è che i Governi e le popolazioni africane siano resilienti, senza piombare in ulteriore insicurezza alimentare che oggi come oggi è comunque già un’emergenza.

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Bisogno d’acqua. Il cambiamento climatico e i danni nel Sahel

Il Sahel è da sempre colpito da siccità cicliche che in passato si presentavano ogni dieci anni. Da qualche tempo, però, le cose stanno peggiorando. I periodi di pioggia sono sempre più rari e Paesi come ad esempio la Mauritania e il Ciad ne risentono profondamente. La carenza idrica rende difficile sia l’agricoltura che gli allevamenti e aumenta il tasso di mortalità infantile. Secondo alcuni studi esisterebbe un legame diretto tra lo scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia e la mancanza d’acqua nella regione africana.

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