Kafala, quando il lavoro diventa sfruttamento, abuso, schiavitù

Il sistema di sponsorizzazione del lavoro straniero – diffuso nei Paesi del Golfo Persico, in Giordania e in Libano – genera gravi forme di sfruttamento. Permettendo di fatto ai datori di lavoro un controllo quasi totale sulle vite dei migranti. ONU, UE, organizzazioni a tutela dei diritti umani ne chiedono da tempo l’abolizione. Senza però grandi risultati. Solo Arabia Saudita e Qatar hanno avviato delle riforme, che – ad oggi – non sono state ancora pienamente attuate. Da Beirut, una buona notizia: a febbraio si terrà l’udienza del primo processo penale instaurato contro un kafeel.

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Arabia Saudita, l’ombra degli abusi e violenze sui lavoratori

Lavorare come schiavi, sottoposti a violenze di ogni genere e con la certezza di non potersi muovere liberamente: questo accade nello scintillante Regno saudita arricchito – e protetto – grazie al suo petrolio. Il sistema di reclutamento della manodopera nella monarchia, formata soprattutto da stranieri, è un vergognoso meccanismo che obbliga i lavoratori ad obbedire ai loro padroni e subire ingiustizie e abusi. Ora il principe ereditario saudita ha lanciato un piano di riforme, anche sul lavoro, per dare una nuova immagine alla nazione. Ma i migranti rischiano di restare senza i diritti fondamentali.

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