Gente di Dublino, voci di migranti che sfidano i Regolamenti UE

Essere liberi di decidere dove stabilirsi è un privilegio che i richiedenti asilo non hanno. Molti di loro entrano in Europa attraversando Paesi di frontiera, dove però non intendono restare. I loro progetti urtano con le norme che individuano uno Stato responsabile per il loro futuro, in cui sono obbligati a rimanere. Cosa li spinge a tentare comunque di spostarsi? Qual è il loro rapporto con l’illegalità, in un sistema che non ammette desideri? Leggere le testimonianze di chi ha compiuto questo viaggio ostinato ci avvicina a capire la frustrazione e speranza del sentirsi pedina in un meccanismo fallito.

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Diritti calpestati dall’etica di facciata, le insidie del rightswashing

Esiste un fenomeno ancora troppo poco dibattuto, tuttavia incredibilmente diffuso, che fuorvia le scelte di molti di noi: al supermercato, in campagna elettorale, o in altri ambiti meno sospettabili. Ha un impatto su di milioni di persone, attraverso l’occultamento di pratiche discriminatorie fino al vero e proprio sfruttamento. Per chi lo usa si tratta di far finta di avere la coscienza pulita, lavandosene in realtà le mani. Riflettere su questo tema d’attualità insegna a riconoscerne i mille volti e pone un interrogativo chiave: come si smantella la coltre d’inganni che ricopre i diritti umani?

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L’Europa che alimenta le disuguaglianze e sfrutta i migranti

Ci sono dei migranti che tutti vogliono: quelli che lavorano tra abusi e precariato. Poco importa da dove vengano o quali documenti abbiano in tasca. Gli Stati dell’UE li fanno arrivare quando servono e li inseriscono nei settori in cui più hanno bisogno, trattandoli come fossero prodotti destinati al consumo. Ma le loro condizioni contrattuali e lavorative sono direttamente responsabili della carenza di personale che il mercato europeo lamenta in vari ambiti economici. È il momento di tenere gli occhi aperti sui dibattiti in corso; per cambiare, dando priorità ai loro diritti.

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Catalogna, l’ascesa e il declino del sogno indipendentista

La cronaca internazionale racconta ampiamente di una Spagna colpita dal coronavirus, e ormai poco del fragile equilibrio politico che esiste tra le sue comunità autonome. Ma una situazione è forse lo specchio dell’altra. A tre anni dal referendum di autodeterminazione, che fine hanno fatto i separatisti? Ritratto di un movimento nazionalista in auge ieri, in una impasse oggi, ma che resta un elemento chiave per la comprensione delle dinamiche locali e invita a interrogarsi sul futuro elettorale della regione. Da Barcellona, analisi di un complesso conflitto politico.

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