Sudafrica, ritorna a vivere la musica di un’antica pittura rupestre

[Traduzione a cura di Davide Galati dell’articolo originale di Neil Rusch e Sarah Wurz pubblicato su The Conversation]

Una sezione della pittura rupestre di Cederberg, migliorata digitalmente per enfatizzare i colori rosso-ocra. © Neil Rusch
Una sezione della pittura rupestre di Cederberg, migliorata digitalmente per enfatizzare i colori rosso-ocra. © Neil Rusch

Gli archeologi trascorrono molto tempo a esaminare i resti di passati lontani, compreso lo studio delle pitture rupestri. Quest’ultimo è in gran parte un lavoro visivo, ma a volte possiamo “ascoltare” l’antico passato usando metodi acustici.

La nostra ricerca archeoacustica consiste nel restituire vita ai suoni prodotti da persone che hanno vissuto nel passato. Non ci rimane nessuna registrazione sonora, ma la gente ballava, cantava e batteva le mani. Gli strumenti musicali non esistono più, o sono estremamente rari. Un’eccezione sono le rocce gong, note come strumenti litofoni, che suonano quando vengono colpiti e producono suoni percussivi intenzionali. Occasionalmente, nelle pitture rupestri sono raffigurati strumenti musicali sconosciuti e rari.

In un nuovo studio abbiamo rivolto le nostre orecchie a una pittura rupestre sulle montagne del Cederberg nella provincia del Capo Occidentale del Sudafrica. Le figure umane in questo dipinto sono state finora interpretate come guaritori che impugnano fruste scacciamosche mentre eseguono una danza per entrare in trance. Le fruste scacciamosche erano un accessorio importante per la danza perché si pensava che tenessero a bada le “frecce del male”.

Ma i nostri risultati suggeriscono che le ipotizzate fruste per mosche siano in realtà strumenti musicali di un tipo noto come !goin !goin – un nome che esiste solo nell’ormai estinta lingua ǀ Xam che era parlata dai cacciatori-raccoglitori nell’Africa centro-meridionale. Il !goin !goin è un aerofono; questi strumenti producono suoni creando vibrazioni nell’aria quando vengono fatti ruotare attorno ai loro assi.

Per raggiungere questa conclusione abbiamo combinato le tecniche di recupero di immagini digitali con strumenti creati da modelli a grandezza naturale basati sui nostri risultati. Gli otto strumenti sono stati suonati in uno studio musicale a Città del Capo e le sonorità sono state registrate. Il suono prodotto dagli strumenti ricreati corrisponde in modo convincente allo spettro sonoro (90 – 150 Hz) prodotto da un modello simile dell’aerofono !goin !goin risalente al 19° secolo, conservato nella Collezione Kirby di strumenti musicali presso il Collegio di Musica dell’Università di Città del Capo.

Strumenti realizzati utilizzando dimensioni estrapolate dalla pittura rupestre di Cederberg. © Neil Rusch
Strumenti realizzati con dimensioni estrapolate dalla pittura rupestre di Cederberg. © Neil Rusch

I nostri risultati suggeriscono che gli aerofoni di tipo !goin !goin fossero usati intorno a 2000 anni fa o prima. Questa conclusione si basa sull’età dell’immagine, dipinta con la tecnica delle linee sottili che è uno stile pittorico scomparso con l’arrivo dei pastori nel territorio dell’Africa meridionale 2000 anni fa.

Il dipinto di Cederberg è uno dei soli quattro esempi conosciuti tra le pitture rupestri presenti nel territorio dell’Africa meridionale in cui venga raffigurato l’utilizzo dell’aerofono. Al contrario, molti dipinti sono identificati come illustrazioni di fruste scacciamosche. I nostri risultati suggeriscono la necessità di maggiori sfumature di analisi nello studio delle pitture rupestri. Forse alcune delle raffigurazioni della frusta volante dovrebbero essere rivisitate come un “orecchio che ascolta”?

Composizione

Il !goin !goin genera un distinto suono pulsante dovuto alla rotazione circolare del braccio del musicista e all’attorcigliarsi e districarsi del cavo che fissa la lama rotante al bastone.

Una scoperta inaspettata è stata la possibilità compositiva offerta quando due o più !goin !goin vengono suonati contemporaneamente. Accelerare e rallentare la rotazione permette di cambiare leggermente il suono. Due strumenti, di cui uno suonato velocemente e l’altro lentamente, creano una composizione. La riproduzione sincronizzata e non sincronizzata aggiunge un altro livello di creazione musicale.

Non abbiamo potuto suonare otto strumenti contemporaneamente nello studio musicale. Un’esecuzione con otto strumenti richiedeva più spazio di quello che lo studio può mettere a disposizione. Ma una registrazione audio di tre !goin !goin che suonano insieme suggerisce quali sonorità può aver prodotto l’esecuzione di musica di gruppo con i !goin !goin.

Registrazione di tre strumenti !goin !goin suonati insieme

 

Questo aspetto compositivo dello strumento non era affatto ben noto, quindi abbiamo approfondito la questione. Nell’archivio delle Collezioni Speciali dell’Università di Città del Capo abbiamo trovato un’oscura descrizione del !goin !goin che confermava, come fa il dipinto di Cederberg, che gruppi di musicisti suonassero gli strumenti insieme.

Strumento costituito da una lama di legno attaccata ad un bastoncino, che va tenuto in mano. L’esecutore che afferra il bastoncino fa roteare la lama nell’aria, producendo un ronzio. È usato da entrambi i sessi tra i Boscimani [altro nome usato per i San e oggi considerato dispregiativo da alcuni] e, a volte, da un certo numero di persone insieme al fine di provocare la pioggia.

I cacciatori-raccoglitori di lingua Xam associavano il suono del !goin !goin alle api mellifere. Arrivarono persino a pensare che con il !goin !goin potessero far “muovere le api”. Questo integra l’affermazione precedente che collega il suono dello strumento con il “causare la pioggia”. La dichiarazione d’archivio conferma anche che uomini e donne hanno lavorato con la pioggia, usando il suono del !goin !goin per questo scopo.

Collegamenti con i rituali della trance

Che dire della danza sciamanica suggerita dalle precedenti interpretazioni del dipinto di Cederberg? È noto che tutti i sensi, non solo la vista, possono avere allucinazioni nella fase di trance e che l’allucinazione uditiva del ronzio è interpretata come il suono delle api, del vento impetuoso o dell’acqua che cade. Quindi il dipinto si collega ai rituali di trance per l’associazione con le api e il ronzio, e gli oggetti raffigurati nel dipinto sono strumenti musicali, non frustini scacciamosche.

Davide Galati

Nato professionalmente nell'ambito finanziario e dedicatosi in passato all'economia internazionale, coltiva oggi la sua apertura al mondo attraverso i media digitali. Continua a credere nell'Economia della conoscenza come via di uscita dalla crisi. Co-fondatore ed editor della testata nonché presidente dell’omonima A.P.S.

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