Anno: 2011

Respinti dall’Italia, profughi nel Sinai. Intervista a Roberto Malini (Everyone Group)

L’illegittimo respingimento di profughi che cercano di sbarcare in Italia è un fatto gravissimo che può comportare indescrivibili odissee per i respinti: è questo il caso dei 250 profughi eritrei e africani ancora nelle mani dei trafficanti di uomini nella penisola del Sinai. Abbiamo intervistato al proposito Roberto Malini, fondatore dell’Everyone Group, da tempo impegnato nella campagna a sostegno di questo gruppo di profughi.

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“Caro Maroni, ecco che succede appaltando gli immigrati alle dittature”

Riceviamo e volentieri diffondiamo questa lettera del regista Andrea Segre sulla cosiddetta “invasione biblica” di immigrati provenienti a Lampedusa dalla Tunisia. Invece di evocare l’emergenza, dovremmo riconoscere che le attuali difficoltà di gestione di questi profughi sono frutto dell’eccessiva tolleranza dell’Italia nei confronti dei regimi dittatoriali, a cui abbiamo appaltato negli ultimi anni la gestione dei flussi migratori.”

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Lipa, a sostegno delle donne migranti per garantirne l'inte(g)razione

Essere migranti in Italia vuol dire affrontare ogni giorno nuove difficoltà, anche a causa del varo di leggi e normative che spesso limitano l’integrazione anziché favorirla. Ci sono però associazioni che operano per garantire sostegno e informazione agli stranieri. In particolare Lipa, nata per volontà di alcune donne originarie della ex-Jugoslavia, promuove l’inte(g)razione delle donne migranti nel nostro Paese.

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Egitto: rimpasto o rivoluzione?

E’ molto difficile scrivere di un fenomeno mentre questo avviene: gli eventi si succedono a una velocità impressionante e le notizie, dopo poche ore, sono già vecchie. Ora con Mubarak fuori di scena, l’impatto concreto della situazione diverrà visibile solo nei prossimi mesi quando si capirà quale delle tante forze attive nella protesta sarà riuscita a prevalere. Quello che si può tentare di fare oggi è innanzitutto celebrare e poi dare un quadro generale…

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Haiti e il miraggio della ricostruzione

Haiti un anno dopo. Chi si aspettava un Paese pronto a rinascere dalle macerie del terremoto che nel gennaio 2010 lo ha sconvolto, oggi, di fronte ad accampamenti, epidemie e cantieri fantasma si deve tristemente ricredere. Venerdì 11 febbraio alle ore 17.30 si terrà a Roma presso Officine Fotografiche, via Libetta 1, l’evento “Roma incontra Haiti ad un anno del terremoto”, a cura dell’associazione Roma Multietnica.

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Altissima moda: come portare veri abiti indigeni sulle passerelle e farne progetti sociali

Da qualche anno, alcune passerelle a Parigi e New York si vestono con l’etnico stile wayúu. Tipiche tuniche colorate che conservano nei loro intrecci la cultura ancestrale di questa comunità indigena latinoamericana. Una novità, quella di portare autentici indumenti indigeni sugli scenari dell’alta moda e aiutare la loro popolazione, che è stata un’iniziativa della Fondazione Wayúu Taya dell’attrice e modella venezuelana Patricia Velásquez.

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Il ‘Viaggio di un Tuareg’ visto e raccontato da due bambini, telecamera in mano

Il documentario “Solo andata. Viaggio di un Tuareg” — in programma al Nuovo Cinema Aquila di Roma, giovedì 3 febbraio alle 20.30 — racconta la storia di una famiglia Tuareg del Niger subsahariano immigrata nel ricco nordest produttivo italiano. Costretta ad affrontare le difficoltà di una quotidianità fatta di mille problemi, il padre lotta per riunire l’intero nucleo famigliare e dare loro una vita migliore: proprio qui, in quest’Italia imperfetta che per molti sembra diventata la terra promessa.

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Sahara Verde, la strada dell'Acqua

L’acqua inquinata è causa nel mondo di un numero di decessi superiore a quello provocato da ogni forma di violenza, guerre incluse. Spinti dall’idea che l’acqua dovrebbe invece essere un diritto umano universale, gli attivisti dell’Onlus Pane&Rose di Roma sono impegnati nel complesso e ambizioso progetto del Sahara Verde – La Strada dell’Acqua.

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Dheisha, la voce dei rifugiati

La definizione di “rifugiato” assume in Palestina connotati complessi e pieni di tensione. Cacciati dall’occupazione israeliana nel 1948, i rifugiati palestinesi sono in qualche modo rimasti nella loro nazione senza però poter tornare nei loro luoghi di nascita diventati ora territorio israeliano. Dheisha è il più grande campo rifugiati della Palestina.

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