Il populismo autoritario in Europa, i casi di Polonia e Ungheria

Gli ultimi venti anni hanno visto in Europa una crescente ascesa dei movimenti populisti, in particolare di quelli nostalgici dell’autoritarismo. Nell’articolo qui tradotto, il professore di Economia Tomasz Mickiewicz analizza il meccanismo alla base dell’ascesa del fenomeno populista in due ex nazioni comuniste, l’Ungheria e la Polonia. Tanti i fattori che hanno influenzato la diffusione di questo movimento politico tra cui il retaggio dell’era comunista, i rapidi cambiamenti culturali dei giorni nostri a cui si associa un senso di appartenenza verso valori tradizionali di stampo conservatore e, infine, il rapporto politico con la religione cattolica.

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Dalle rotte dei Balcani storie di violenze e soprusi sui migranti

Respingimenti illegali, violenze fisiche, violazioni continue dei diritti umani: questa è l’accoglienza riservata ai richiedenti asilo che tentano di entrare in Croazia. L’Europa dell’Est continua ad essere teatro di sofferenze e di politiche severe. Dopo la chiusura dei confini ungheresi, chi arriva sulla rotta bosniaca si ritrova ammassato in campi ormai al collasso. Il “gioco” dell’attraversamento di foreste e fiumi verso il territorio croato si trasforma, infatti, in espulsioni coatte illegali e nella negazione della primaria assistenza. Tutto questo nel cuore dell’Unione Europea.

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Ungheria di Orban, banco di prova per la democrazia in Europa

L’Unione Europea, con la votazione in Parlamento del ettembre scorso, ha avviato la procedura prevista dall’art.7 del Trattato Ue contro l’Ungheria. Lo Stato governato dal conservatore Viktor Orban è sotto osservazione per una serie di politiche e leggi considerate poco democratiche. La mozione presentata e votata in Parlamento richiama l’attenzione su metodi illiberali e soprusi contro i migranti. Il Consiglio europeo, formato da Capi di Stato e di governo, dovrà pronunciarsi all’unanimità per far scattare le sanzioni. L’Unione europea riuscirà a porsi come baluardo della democrazia?

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La crisi dei rifugiati, i diritti digitali e le censure dei governi

Le storie di rifugiati che si allontanano in massa dalla Siria e da altri Paesi teatro di conflitti per cercare di raggiungere l’Europa occidentale si trasferiscono nel territorio parallelo dei diritti digitali, dato che l’accesso alle reti di comunicazione è diventato davvero vitale per chi si muove a piedi in territori sconosciuti, e dovendo anche affrontare una crescente pressione da parte delle autorità di frontiera nell’Europa meridionale e centrale. Questa e altre storie in Rete da una sintesi del Netizen Report, bollettino settimanale a cura di Global Voices Advocacy.

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“L’odio è nel cuore”: l’Europa e i pregiudizi anti-rom

Le forme di estremismo anti-rom contaminano tutte le aree della vita pubblica in molti Stati membri dell’Unione Europea, e dovrebbero essere riconosciute come una forma specifica di razzismo. E’ giunto il tempo che la UE riconosca ufficialmente il pregiudizio contro gli zingari come forma antica e profondamente radicata. Tale riconoscimento formale è il primo passo necessario, all’interno di culture politiche in cui “incolpare la vittima” si radica profondamente in ciò che viene definito buonsenso.

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