Alla ricerca degli ultimi ‘hutong’, custodi della Pechino imperiale

Su, una giovane cinese cresciuta durante la politica del figlio unico, racconta della sua infanzia nelle case tradizionali, e di come la sua sia stata poi rasa al suolo durante il boom economico degli anni ’90. Ricorda di come migliaia di persone siano state costrette ad andarsene, a reinventarsi e a ricominciare da zero nelle periferie della città, e di come ci sia ancora una generazione di anziani che sceglie di resistere al progresso e di mantenere vivo il ricordo di quella Cina antica, preferendo un vecchio siheyuan ad un moderno appartamento.

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Kathmandu, città ‘senza freni’ e disagio post-terremoto

In seguito a una catastrofe, la necessità di ricostruire presenta anche inaspettate opportunità di cambiamento. Come in Nepal, devastato da terribili terremoti nel 2015. La capitale è quasi irriconoscibile, avendo perso molti dei suoi edifici simbolici. Tuttavia, a distanza di quattro anni e con milioni di donazioni, sono ancora molti i problemi da affrontare. Con le interferenze delle potenze internazionali interessate, la crescita senza controllo della città, le risorse del territorio stremate, i cittadini hanno ora capito quanto sia importate alzare la voce e proteggere un patrimonio culturale e storico unico al mondo.

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Abiy Ahmed, giovane leader a confronto con vecchi problemi

In un continente dove i vecchi leader faticano a staccarsi dal potere, il nuovo primo ministro etiope è presto diventato un’icona di riferimento per molti africani. Se da un lato sta cercando di far uscire il Paese dal passato liberando i prigionieri politici e mettendo fine al conflitto ventennale con l’Eritrea, dall’altro fronteggia il malcontento di molti gruppi etnici che sono stati a lungo ignorati. Come se non bastasse, nonostante il progresso registrato negli ultimi anni, la società è ancora afflitta da povertà e disuguaglianza. Sono quindi molte le sfide per il nuovo giovane leader.

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Città africane tra pianificazione e sviluppo informale

Le metropoli dell’Africa sub-sahariana stanno modificando il loro volto a causa delle massicce migrazioni interne e all’abbandono delle aree rurali. Ma a fronte di un dinamismo politico ed economico, aumentano le disuguaglianze fra ricchi e poveri, classe medio-alta e un proletariato sempre più isolato negli slum. Il dibattito sull’urgenza di una pianificazione urbanistica sconta una visione viziata da uno sguardo eurocentrico. Invece è importante capire l’originalità delle città africane e le dinamiche informali che le plasmano per affrontare i loro problemi in chiave autentica e locale.

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