Spionaggio di Stato sui diritti umani, ONG nel mirino

Il caso di Amnesty International è solo l’ultimo di una lunga serie. Accade sulla base di accordi segreti internazionali che permettono alle varie agenzie governative di condividere informazioni. In particolare l’accordo UKUSA che include 5 nazioni (Five Eyes), con la statunitense NSA, la Britannica GCHQ, la canadese CSEC, l’australiana ASD e la neozelandese GCSB. L’alleanza è cominciata dopo la Seconda guerra mondiale e ha costruito una solida infrastruttura di sorveglianza globale delle comunicazioni. Collaborano in diversi compiti e sviluppano molti programmi di raccolta dati e analisi.

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Il sistema ‘Big intelligence’ è il ‘Grande fratello’ della Cina

Il regime cinese spia ogni cittadino della Cina, inclusi i funzionari di alto rango del Pcc, lo riporta Creaders.net, sito web cinese di notizie con sede a Vancouver. Il programma segreto, gestito dal Ministero della Pubblica Sicurezza del regime cinese, si chiama ‘Big intelligence’: in 12 minuti esamina l’intera popolazione di un miliardo e trecento milioni di cinesi, in quattro minuti controlla ogni persona della lista dei ricercati della Cina e impiega tre minuti e mezzo per il controllo della patente di guida di chiunque nel Paese.

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Ghana, quando la spia è parente del ministro

C’erano una volta le spie. Quelle che si nascondevano piccoli registratori tra i vestiti, quelle con i chip collegati agli auricolari di ufficiali della CIA o del KGB. Poi sono arrivati i telefoni cellulari, e le intercettazioni hanno perso quella sottile nota di romanticismo. Ma quel vecchio modo di spiare da qualche parte è ancora utilizzato, e funziona assai meglio delle intercettazioni. In trappola ci è cascata questa volta la ghanese Victoria Hammah, oggi ex ministro della Comunicazione.

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