Selam, il palazzo simbolo di un’Africa dimenticata

Rifugiati sudanesi, etiopi, eritrei, somali, per lo più: questo palazzone fatiscente dal “prestigioso” passato (era l’ex facoltà di lettere di Tor Vergata), ribattezzato “citta invisibile” (l’omaggio a Calvino è involontario) è il simbolo di un’Africa dimenticata. Un noto scandalo di inefficienza tutta italiana che perdura da anni. Onore al merito dei volontari dell’Associazione Cittadini del Mondo, organizzazione indipendente e senza fini di lucro che da anni vi opera e ha recentemente presentato un report dettagliato sulla situazione.

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In scena le traversate del Mediterraneo, la storia si fa teatro

Il racconto di storie di migrazione su grande schermo è molto frequentato. Il linguaggio teatrale, rispetto al tema della migrazione, pur avendo spesso altrettanto coraggio, ha invece parlato ad un pubblico molto più ristretto. Mirando a una grande espressività dei corpi, delle voci e della musica, nel tentativo di operare una sintesi drammaturgica fra culture diverse, lo spettacolo “Galghi”, da un’idea del griot senegalese Badarà Seck, è stato recentemente ospitato dai Giardini della Filarmonica di Roma.

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