Messico, elezioni 2018: gli zapatisti propongono un’indigena

Durante il quinto Congresso nazionale indigeno (CNI), le comunità e l’Esercito zapatista di liberazione nazionale (EZLN) hanno dichiarato di voler nominare una donna come candidata indipendente alle elezioni presidenziali nel 2018. L’eventuale nomina di una candidata indigena alla presidenza del Paese da parte dell’EZLN è in contrasto con la realtà che le donne devono affrontare in politica, in particolare quelle che sono state costrette a rinunciare alle loro cariche elettive ottenute legalmente. Com’è stato ad esempio per Rosa Perez, che il popolo di Chenalhó in Chiapas – precisamente lo Stato dove l’EZLN ha una presenza importante – ha costretto a lasciare l’incarico.

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Donne saudite contro il sistema di sorveglianza maschile

Nell’ambito degli sforzi per porre fine alle leggi draconiane contro le donne nell’area del Golfo, le donne saudite hanno lanciato una campagna su Twitter per chiedere la fine della tutela maschile sul lavoro, il diritto di proprietà e la possibilità di viaggiare. La campagna segue la pubblicazione di un corposo rapporto di Human Rights Watch sulla questione. Moltissimi sostenitori da ogni parte del mondo hanno aderito a questa campagna, usando l’hashtag #TogetherToEndMaleGuardianship.

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Dalla violenza di genere all’autodeterminazione delle donne

Donna: un mistico viaggio dal quale non si torna, colmo di vissuti multiformi e sfumati, di prospettive che ricercano un senso a volte di difficile ricostruzione, di vite complesse, laddove l’appartenenza al proprio intimo essere donna rischia di trasformarsi in una condanna dettata dal “genere”. Nell’era della modernità, dei miti delle false certezze di una società sempre più “liquida”, irrompe assordante il fenomeno della violenza contro le donne. Un’ampia riflessione nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

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Istanbul, o delle nostre convenzioni

Due coppie per le strade di Sultanahmet, storico quartiere di Istanbul. Misurare l’affetto e il rispetto reciproci in termini di distanza fisica potrebbe non rivelarsi necessariamente un buon indicatore. Tuttavia rimane vero che i ruoli definiti e stereotipati entro i quali imbrigliamo i nostri affetti e le nostre idee possono costituire l’anticamera della discriminazione.

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