Sudan, al club “Mellow” i giovani talenti che guardano al futuro

“Durante il sit-in la gente ha iniziato ad accettarsi a vicenda senza badare all’appartenenza ad un gruppo sociale, al proprio aspetto, alla propria provenienza.” Così ci racconta la giovane Majda sui giorni delle proteste a Khartoum prima della destituzione di Omar Al-Bashir. I suoi sono desideri di libertà, pace, giustizia per il suo Paese, e così per gli altri giovani incontrati. Per loro, democrazia significa una società inclusiva e non classista, il superamento delle forme di pensiero legate a certe tradizioni sociali o religiose, e un impegno per la difesa di tutti diritti. Testimonianze da un Sudan che guarda al futuro con speranza.

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Nella galleria d’arte di Vasan, l”enfant terrible’ della Thailandia

Chi crede che il Sud-Est asiatico sia solo un paradiso per le vacanze estive dovrebbe conoscere la storia di Vasan Sitthiket, vulcanico e ribelle artista e attivista che ormai da quarant’anni si batte contro “tutto quello che non è giusto”, attirandosi l’antipatia del Governo e l’amore del suo popolo. Attraverso i suoi occhi ci vengono svelati molti problemi del suo Paese quali quelli dell’agricoltura, della prostituzione, del turismo di massa, dell’ambiente e della corrotta dittatura militare – ciò che l’occhio distratto del turista spesso non vede.

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Algeria, basta Bouteflika. Il popolo abbatte il muro della paura

Le attuali proteste pacifiche significano soltanto una cosa per il popolo algerino: l’inizio di un nuovo capitolo nella sua storia. Il Paese, infatti, dopo anni di rivoluzioni e lotte per il potere, si ribella all’annuncio lanciato dal Fronte di Liberazione Nazionale che parla di un quinto mandato del presidente ottantunenne Bouteflika alle votazioni del prossimo 18 aprile. I cittadini scendono in piazza per denunciare l’incapacità dei leader politici di trovare soluzioni volte alla costituzione di una società giovane e creativa. E questa volta non si può ignorare il loro grido.

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