Marocco, lo sviluppo che aumenta marginalità e disuguaglianze

Nel Paese del Nord Africa il processo di urbanizzazione prosegue senza sosta così come la realizzazione di nuove grandi opere. Il porto Tanger Med o il primo treno ad alta velocità del continente sono solo alcuni esempi degli sviluppi in corso. Tuttavia, senza interventi sociali adeguati, si assiste all’aumento delle disparità tra campagna e città nonché tra centro e periferie. Casablanca, in particolare, presenta le più evidenti contraddizioni: cuore bancario e locomotiva dell’economia marocchina con elevati tassi di povertà, problemi sociali e mancanza di servizi.

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Mondo arabo: “gli ultimi saranno i primi”

Pubblichiamo un intervento di Zineb Naini, giovane studentessa di origini marocchine residente in Italia, attivista del Movimento 20 Febbraio – Italia. Zineb si fa interprete appassionata degli eventi che stanno cambiando la storia della sponda sud del Mediterraneo, rappresentando in questa riflessione le aspettative e le istanze della sua generazione, quella parte impegnata per il cambiamento sociale e politico.

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Nella Rete della censura, 125 ad oggi i netizen reclusi

Un tempo si usavano ciclostili e volantini, oggi si scrive sui blog. Cambiano i mezzi utilizzati per il dissenso e la protesta ma non quelli per ostacolarli. Gli ultimi dati dell’associazione ’Reporters sans frontières’ riportano 125 netizen reclusi: e in alcune zone del mondo blogger e utenti dei social network rischiano la vita.

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Le parole in Rete, le rivoluzioni nelle piazze

Il ruolo dei Social Network nelle proteste in Nord Africa e Medio Oriente, enfatizzato o sminuito. Se ci affidiamo alle statistiche scopriamo che la diffusione di Internet in quelle aree è molto bassa. Il clamore l’ha creato una sorta di cooperazione tra i dimostranti della piazza e quelli, dall’Occidente, collegati in Rete. Una sorta di “cittadinanza attiva comune” che ha coinvolto persone che avevano a disposizione strumenti diversi: chi solo la parola, chi anche Internet per diffonderla.

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Primo marzo, gli immigrati tornano in piazza

Il primo marzo gli immigrati, regolari e non, tornano a manifestare contro il razzismo e contro politiche miopi e discriminatorie. Quest’anno la protesta, dedicata al venditore ambulante che si è dato fuoco dopo l’ennessimo sequestro della merce, è anche segnata da quanto è accaduto e sta accadendo nel Nord Africa. Presidi e appuntamenti sono organizzati in tutta Italia dal Comitato promotore dell’iniziativa.

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