Leggi anti-gay, bisogna fermare la caccia alle streghe

Il presidente Yoweri Museveni ce l’ha fatta. Contro tutte le aspettative sollevate dalla sua precedente promessa, il leader ugandese ha fatto dietrofront e ha firmato la legge Anti-Omosessualità che lo scorso dicembre è stata approvata in Parlamento dal suo partito. Quali problemi dovrebbe risolvere una legge anti-gay? Quali benefici porta ad una nazione il carcere o l’esecuzione degli omosessuali? Le leggi punitive rivolte all’orientamento sessuale delle persone sono leggi ingiuste e devono essere contrastate.

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Uganda, la nuova legge anti-gay prevede l’ergastolo

Il Presidente dell’Uganda Yoweri Museveni ha firmato lo scorso lunedì, 24 febbraio, un controverso disegno di legge anti-gay che punisce gli atti omosessuali con la detenzione fino all’ergastolo, previsto in alcuni casi.
Il Parlamento ugandese aveva approvato a larga maggioranza la norma il 20 dicembre 2013. La legge prevede il carcere anche per le mancate denunce di comportamenti gay alle autorità, e punisce l’utilizzo di Facebook e Twitter per i diritti LGBT, con una pena massima di sette anni di carcere.

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Uganda, forza militare e finta democrazia

L’Uganda si caratterizza, come molti altri Stati africani, per la sua “dittatura democratica” con un presidente di 75 anni in carica da 26 e che vuole ora cambiare la Costituzione per ricandidarsi. Intanto la sua forza militare è sempre più massiccia, con l’obiettivo di essere una “forza di pace” per l’Africa.

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