Ecocidio e rifugiati ambientali, il caso del Delta del Niger

Un terzo dei rifugiati nel mondo proviene dall’Africa, molti scappano dall’orrore ecologico creato da Governi e multinazionali. Da tempo è in atto la distruzione dei mezzi di sussistenza attraverso lo sfruttamento spietato delle materie prime e la politica di sovvenzioni delle nazioni industrializzate dell’Occidente. Un utilizzo “pacifico” delle materie prime da parte della popolazione che vive in tali aree è quasi diventato impossibile, la vita stessa è diventata insostenibile nella maggior parte delle zone ricche di risorse dell’Africa. Si parla di “Crimine contro l’umanità”.

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Olio di palma, lo sfruttamento nascosto dietro la certificazione

I piccoli produttori pagano le scelte degli Stati e l’avidità delle multinazionali che in 15 anni hanno acquisito 4 mln di ettari nell’Africa occidentale e centrale. In questo gran parlare dell’olio di palma c’è qualcosa su cui bisogna andare più a fondo. La deforestazione, per esempio e l’espropriazione delle terre alle comunità locali. E non è difficile pensare che l’etichettatura obbligatoria vorrà dire chiedere anche la certificazione del prodotto e quindi aumentare i costi e avere bisogno di più spazio di produzione.

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Land grabbing, l’accaparramento della terra altrui

Una devastante politica alimentare condotta alle multinazionali nei Paesi africani. Un neocolonialismo che danneggia il territorio e le popolazioni che vi abitano per il profitto di pochi. La racconta Alfredo Bini, fotogiornalista, in una mostra ospitata a Milano, nei giorni dell’Expo che vuole “nutrire il pianeta”.

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La morte di Mandela e gli apartheid del XXI secolo

Ufficialmente l’era dell’apartheid è finita, nelle leggi e nelle politiche del Sudafrica, ma il mondo sta affrontando nuove forme di separatismo che si stanno sempre più consolidando con un impatto fatale – questa volta su scala globale. Dal potere delle corporation transnazionali alla sicurezza ambientale, le iniquità dell’ordine globale contemporaneo richiedono responsabilità e creatività di tutti noi nel prendere decisioni urgenti contro le complicità personali, legali, politiche, economiche con gli apartheid oppressivi del XXI secolo.

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La farmacia India contro le multinazionali

In linea con le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), le industrie indiane non possono, dal 1° gennaio 2005, produrre e commercializzare farmaci con diritti di brevetto garantiti in India. Di questo stanno approfittando le multinazionali del farmaco che continuano a caricare prezzi esorbitanti sui farmaci salvavita.

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