Ambiente: estrazione della sabbia, grido d’allarme per l’ecosistema

Urbanizzazione di massa, industrializzazione, aumento della popolazione e del tenore di vita, tutti questi fenomeni hanno una comune conseguenza: richiedono di costruire e produrre sempre di più. E di avere a disposizione una delle risorse attualmente più preziose: la sabbia. Solo nell’edilizia si stima che ogni anno potrebbe essere impiegate 40 miliardi di tonnellate del materiale. L’impatto sull’ambiente – parliamo anche di estrazione illegale – è devastante; erosione delle coste, abbassamento delle falde acquifere, distruzione di fauna e flora, siccità. Dalla Cina all’India, passando per Singapore e Africa le storie di distruzione dell’ambiente sono già scritte.

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Ghana, l’erosione della costa che distrugge vite e villaggi

All’estrazione della sabbia da parte dei locali e l’uso del legno di mangrovie, viene imputata la distruzione della costa nell’area di Keta, Regione del Volta in Ghana. Se queste attività incidono certamente sull’erosione, tra i motivi ci sono però anche i cambiamenti climatici, la mancanza di infrastrutture a protezione costiera e scarse politiche di sviluppo della zona da parte dei leader politici. Voci, opinioni e immagini nel reportage di uno studente dell’Università di Copenaghen che sta svolgendo un Internship con Voci Globali.

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Elezioni in Ghana e promesse non mantenute, il caso di Keta

Il 7 dicembre di quest’anno si terranno le elezioni presidenziali e parlamentari in questo Paese dell’Africa occidentale. I due partiti principali l’NDC e l’NPP devono fare i conti con la disillusione della popolazione alle prese con la scarsità di lavoro e l’aumento dei costi, soprattutto dell’elettricità. Così anche dalle roccaforti ci si aspetta delle sorprese, come un alto astensionismo, visto come forma di protesta. Da una di queste aree ci arriva il contributo di uno studente dell’Università di Copenaghen, impegnato in uno stage con la nostra testata.

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