Elezioni in Ghana e promesse non mantenute, il caso di Keta

[Questo articolo è a firma di James Caunt. James – di nazionalità australiana e britannica – sta frequentando un Master in Studi Africani all’Università di Copenaghen. Il passaggio finale dei suoi studi prevede una tesi e un Internship che James sta svolgendo con Voci Globali. Al momento sta effettuando una serie di ricerche a Keta, nella Regione del Volta in Ghana. Si sposterà poi in altre aree del Paese. La traduzione dall’originale in inglese è a cura di Benedetta Monti]

Il 7 dicembre di quest’anno si terranno le elezioni presidenziali e parlamentari in Ghana, nonostante un’azione legale presentata da alcuni candidati esclusi abbia sollevato timori riguardo ad un rinvio. Allo stato attuale i Ghanesi andranno alle urne potendo scegliere tra quattro candidati alla presidenza.

Nella lista elettorale, come al solito, prevalgono i candidati dei due partiti principali: il presidente in carica John Mahama del partito National Democratic Congress (NDC) e Nana Akufo-Addo del partito National Patriotic Party (NPP), che sono ampiamente considerati gli unici veri candidati  in corsa per la presidenza, con i loro sguardi che ti fissano dai manifesti attaccati sui muri e per le strade di Keta, una piccola cittadina nella Regione orientale del Volta.

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Il partito NDC predomina da sempre la scena politica nella Regione del Volta e a Keta. Ci si aspetta che più del 90% dei voti vada al suo candidato, il presidente uscente, anche se per protesta contro problemi non risolti la percentuale degli astenuti potrebbe essere molto alta.

A Keta predomina tradizionalmente l’NDC, ma nel corso di quest’anno in molti hanno manifestato delusione circa l’operato di questo partito per non aver mantenuto le promesse fatte durante la campagna elettorale delle precedenti elezioni. La questione più importante che riguarda quest’area è l’opera di difesa lungo la costa, eretta a protezione delle ondate dell’Oceano e delle conseguenze dovute all’erosione della costa.

Completata un decennio fa con cerimonie pompose, secondo molti non è adeguata. “Hanno promesso di sollevare il territorio che si trova tra il mare e la laguna sopra il livello del mare, ma così non è stato. Hanno costruito il muro e lo hanno lasciato così. Quindi se il livello del mare si dovesse alzare anche di poco, siamo nei guai.”  dice Josephine Kpodo, 68 anni

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L’opera di difesa dalle ondate ha attutito il problema ma non ha dato soluzioni nel lungo termine.

Keta si trova in posizione precaria su una piccola striscia di sabbia tra il Golfo di Guinea e la laguna e, dal 1910, ha perso circa due terzi di territorio, invaso dal mare. L’erosione costiera è un pericolo evidente, un problema che ha già reso alcuni residenti di quest’area “rifugiati climatici“.

Oltre alla soluzione temporanea della cinta muraria alcune conseguenze impreviste, come il blocco del flusso di sedimenti, hanno comportato una rapida erosione lungo la costa, causando – all’inizio di quest’anno – la sparizione di due villaggi. La mancanza di una strategia di gestione mirata da parte del Governo per proteggere dal mare sia Keta che la zona circostante è considerato da molti residenti come il maggior fallimento dell’NDC.

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Le inondazioni sono una costante a Keta, soprattutto nella parte bassa, tra la Laguna e l’Oceano.

Il Governo ha destinato fondi per le infrastrutture sperando in questo modo di porre le basi per un futuro più prospero. Le strade sono state migliorate e lo stesso è stato fatto per scuole e ospedali. Secondo Promise Okumeh, 46 anni, agricoltore, tuttavia alcuni di questi progetti sono per certi versi sbagliati. “Le nuove strade vanno bene, ma come possiamo utilizzarle se non abbiamo i soldi per acquistare macchine e biciclette?” Queste lamentele sono un fattore comune riguardo alle spese del Governo a cui non sarebbero state date le giuste priorità.

Il costo dei consumi di energia elettrica aumentato fino al 60% durante lo scorso anno, incide fortemente su molte esigenze primarie. La maggior parte della popolazione si mantiene grazie all’agricoltura, all’allevamento e alla pesca di sussistenza. Ma ciò che si riesce a ricavare è il minimo indispensabile per nutrire sé stessi e le proprie famiglie. Sono poche le eccedenze da poter vendere ai mercati.

Il territorio è ricco e il mare fornisce abbastanza pesce, ma non esistono mezzi per lo stoccaggio o la trasformazione dei prodotti, poiché gli aumenti del costo dell’energia rendono impossibile  la refrigerazione dei prodotti. Gli alti livelli di deterioramento dei prodotti riducono quindi l’opportunità di raccogliere le eccedenze destinate al commercio.

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Il mercato di Keta, dove agricoltori e pescatori possono vendere il surplus dei loro prodotti.

Wisdom Gozah, bibliotecario di 28 anni, è chiaro riguardo alla necessità di creare posti di lavoro nelle zone rurali come Keta. “Invece di costruire un nuovo aeroporto a Ho (capitale della Regione del Volta NdT)  il Governo dovrebbe concentrare la propria attenzione sulle esigenze di base della popolazione. Abbiamo bisogno di un mercato del pesce con aree di stoccaggio refrigerate appropriate, in modo che i pescatori possano tenervi il pescato, di stabilimenti per trasformare le montagne di pomodori e di altre verdure che le persone coltivano, per metterle nei barattoli o per fare delle salse e venderle alle altre nazioni. Tutto questo creerebbe posti di lavoro, non i fantastici aeroporti per le persone ricche che possono permettersi di viaggiare.”

Wisdom teme che questa situazione possa causare apatia in alcuni dei votanti, e aggiunge che molte persone hanno smesso di credere che un cambio di Governo possa portare cambiamenti reali nella zona. “La Regione orientale del Volta in generale viene trascurata da entrambi i partiti principali,” afferma. La capitale Accra è di fatto sopraffatta dall’immigrazione dalle zone rurali alle zone urbane. E lo svuotamento graduale delle campagne è un problema che devono affrontare molte nazioni africane.

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Wisdom, “il Governo dovrebbe aiutare la gente a trovare lavoro anziché realizzare costose e per noi inutili infrastrutture”

Nonostante questi problemi, i locali rimangono di parte e mostrano riluttanza a votare per l’NPP visto che l’NDC è così radicato nella regione. “La maggior parte della gente non andrebbe a votare piuttosto che dare il proprio voto all’NPP,” afferma Edna Adzakey, 19 anni, insegnante. Tuttavia, Edna crede che la mentalità dei giovani sia cambiata nel corso degli anni. Oggi si è portati a ritenere che, sebbene l’NDC prevalga nell’area, ognuno sia libero e in grado di esercitare la propria opinione e, se lo desidera, di votare per il partito concorrente.

A Keta si ha la sensazione che ci sarà una scarsa affluenza alle urne, considerando l’astensione come una sorta di punizione per l’NDC che non è stato all’altezza delle aspettative della popolazione. Adzakey afferma che il voto, oltre ad essere un diritto importante, sia un dovere per difendere ciò che considera un esempio per le altre nazioni africane, l’orgoglio per il carattere pacifico del Ghana e per la sua democrazia.

Tuttavia comprende la sensazione di apatia dei suoi concittadini e teme che questo possa portare ad una compravendita dei voti. “Non ho incontrato finora qualcuno che abbia accettato denaro in cambio del voto, ma, avvicinandoci alla data delle elezioni, ho sentito dire che accade ed è un tipo di comportamento possibile per le persone che hanno fame.”

La democrazia del Ghana, così celebrata, sta incontrando un ostacolo? “Non sono solamente le elezioni ogni quattro anni a fare una buona democrazia,” ha affermato Kofi Annan, ghanese, ex segretario generale delle Nazioni Unite. Una buona governance nel periodo che trascorre tra le elezioni dovrebbe comprendere aspetti come la sicurezza e lo stato di diritto, la partecipazione dei cittadini e il rispetto dei diritti umani, prospettive sostenibili in campo economico e lo sviluppo umano.

L’Ibrahim Index of Good Governance, che fornisce una valutazione annuale sulla qualità della governance in ogni nazione africana, ha nuovamente declassato il Ghana ponendolo al 7° posto. Sebbene sia una posizione ragionevole, fa parte di una tendenza negativa di peggioramento a partire dal 2001, con il maggior calo nel settore delle prospettive sostenibili in campo economico. L’NDC avrà un compito difficile se vorrà invertire tale tendenza e riguadagnarsi la fiducia della nazione.

Come era prevedibile, a Keta sono state fatte una serie di nuove promesse dal deputato dell’NDC Richard Quarshiga, che ha invitato i suoi elettori ad avere fiducia nell’esplorazione petrolifera nella zona. Il deputato afferma che sono stati stanziati 40 milioni di dollari per continuare a proteggere la zona dal mare e di avere il desiderio che Keta riacquisti le glorie passate di nodo commerciale costruita attorno ad un nuovissimo porto marittimo. Affermazioni davvero ambiziose, ma gli abitanti della zona ci crederanno? A noi sembra che sia invece lo scetticismo a prevalere.

[Tutte le foto sono di James Caunt]

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