La crisi ucraina e il “ritorno” degli armamenti nucleari

Un’analisi di openDemocracy sulla questione nucleare, quando appaiono ormai lontani i tempi in cui il disarmo dominava l’agenda globale. Negli ultimi anni, il disarmo nucleare non ha più visto grandi sostenitori. Abbiamo capito ancora una volta, purtroppo, che c’è bisogno di una crisi per ottenere l’attenzione del pubblico e dei politici in tema. Il problema è che le situazioni di crisi portano a considerare le armi atomiche ancora più attraenti e utili invece di spingere verso la loro eliminazione.

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Conferenza a Nayarit, per un disarmo nucleare umanitario

La discussione sempre più vivace sull’impatto umanitario delle armi nucleari può far progredire le trattative sul disarmo. Una recente conferenza in Messico ha avuto proprio lo scopo di ribadire gli scenari e i rischi che corre il pianeta e di sottolineare strategie positive per il dialogo che porti all’abolizione dell’uso di tali ordigni. L’obiettivo è quello di superare gli interessi nazionalistici a favore della sicurezza reale di tutto il genere umano.

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Senzatomica, persone comuni per dire no alle armi nucleari

Una mostra-evento organizzata dalla Soka Gakkai, istituto buddista laico e ONG, per sensibilizzare su un pericolo che cesserà solo con la messa al bando di tali arsenali. Nel mondo ci sono 20.530 testate nucleari, di queste 5.027 sarebbero pronte ad essere usate in qualunque momento.

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25 giugno, per un mondo libero dalle armi nucleari

Il 25 giugno è il giorno del “Nuclear abolition day”, una campagna che si svolge in tutte le nazioni del mondo per chiedere il totale disarmo nucleare. L’occasione è data dall’incontro in programma il 29 e 30 giugno a Parigi dove Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia e Cina si incontreranno per discutere – ancora una volta – del Trattato di non proliferazione. Nel mondo si calcolano più di 20.000 armi nucleari e l’Italia ne “ospita” 90.

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