Bielorussia, il regime usa la forza ma il mondo non reagisce

In seguito alle elezioni di agosto e alla controversa elezione del presidente Lukashenko, le proteste di massa dei cittadini sono state duramente represse dalla polizia di Stato. Sono stati denunciati torture, stupri, detenzioni arbitrarie e violazioni della privacy e del diritto d’espressione. Le organizzazioni internazionali a tutela dei diritti umani hanno tardato a condannare la situazione nel Paese e, ancora più gravemente, ad intraprendere azioni concrete per ottenere la condanna delle autorità responsabili e il ripristino di una condizione di tutela dei diritti umani.

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Minsk, cordoglio di regime

C’è un filo sottile che unisce tutte le dittature (o le autocrazie): quello dell’ordine e della pulizia nei luoghi pubblici. Tutto deve essere sorvegliato e organizzato, ogni momento della vita pubblica e collettiva deve rientrare in un preciso automatismo stabilito dall’alto. Anche l’emozione e il cordoglio. La Minsk di Alexander Lukashenko non sfugge alla regola, a un mese dall’attentato nella metropolitana che uccise 14 persone. (East Side Report).

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