Come la destra populista in Europa strumentalizza le donne

Diritti umani, libertà delle donne, difesa dell’emancipazione femminile: questi sono i temi centrali della retorica populista e anti-migratoria puttosto diffusa tra i partiti politici di destra europei. L’intento è di presentare l’islamofobia come tutela delle libertà. Il risultato, invece, è la cultura di marginalizzazione dei cittadini musulmani, ormai fortificata attraverso l’uso strumentale della differenza tra “noi” e “loro” soprattutto in termini di diritti al femminile. Ne è un esempio la destra in Francia e Germania, i due Paesi europei presi in questione nell’analisi che pubblichiamo.

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Schiavitù, trauma transgenerazionale e diritto alla riparazione

Il Castello di Elmina in Ghana ricorda gli oltre 400 anni di ingiustizie subìte dai popoli africani e indigeni fatti schiavi. Sebbene le violenze e le atrocità avvenute tra le mura di questa Fortezza appartengano a un passato lontano, alcuni studi ci dimostrano la loro continuità con il presente. Infatti, esse hanno ancora oggi un impatto sulla salute delle popolazioni africane e indigene. Per questo, l’articolo passa in rassegna i motivi per i quali la richiesta e l’attuazione di riparazioni per una “giustizia sanitaria” sarebbero fondamentali per risarcire tali atrocità.

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Dieci anni di Voci Globali, l’informazione con i piedi nel mondo

Mi è rimasto fisso nella memoria il momento in cui un gruppetto di persone, che per inciso si incontravano per la prima volta di persona, hanno deciso di fondare VG. La nostra poteva sembrare una decisione irrazionale, senza un editore pagante alle spalle e un panorama dell’informazione che sembrava saturo. E invece l’assenza di qualcuno che pretendesse e magari censurasse è stata la nostra forza, e di storie trascurate nel mondo ce n’erano (e continuano ad essercene) tante. Continuiamo a fare giornalismo “di resistenza”, legato a progetti sul campo nel continente africano. Per mischiarci con le realtà del mondo e così raccontarvele.

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Sudan, immagini dal sit-in che ha segnato la rivoluzione

Il sogno di un Paese diverso, in cammino verso una democrazia stabile dopo decenni di dittatura e repressione militare, ha fatto sbocciare e dato finalmente spazio ad artisti e movimenti popolari rimasti nell’ombra per moltissimi anni. I giorni delle proteste a Khartoum, tra l’aprile e il giugno di quest’anno, hanno rappresentato un momento di forte liberazione e creatività tra i giovani sudanesi, e non solo, culminati in espressioni artistiche quali poesie e graffiti sui temi del cambiamento e della rivoluzione. Proseguono le corrispondenze di Michele Pasquale.

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Attesa nel 2020 ondata di austerity nei Paesi in via di Sviluppo

In ogni parte del mondo, le politiche economiche restrittive sono quasi diventate la “nuova normalità” con conseguenze gravi su quasi 6 miliardi di persone. Il rigore, in passato, ha permesso di ridurre la spesa pubblica degli Stati. Adesso però mette a rischio il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile incidendo, in particolare, sui più poveri. I leader mondiali dovrebbero individuare nuove soluzioni funzionali per la prosperità di tutti, Paesi in via di Sviluppo compresi. Tuttavia, non sembrano essere orientati in questa direzione.

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India e crisi ambientale, informazione soffocata dalla censura

Se è vero che la democrazia si misura anche attraverso la libertà e l’indipendenza dell’informazione, allora lo Stato indiano è in allarme. Troppo spesso, infatti, i giornalisti vengono messi a tacere e le notizie “scomode” per il Governo non vengono diffuse. Dai gravi problemi ambientali del Tamil Nadu alla carenza di acqua nei piccoli villaggi fino ai casi di suicidi in aumento, molti eventi dell’India sono mal documentati. Diminuisce, così, la qualità della democrazia e la possibilità di avere una popolazione davvero consapevole.

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Reporter, quei moderni Griot che raccontano le voci di dentro

Raccontare il mondo con autenticità ed empatia è un bisogno ancestrale. Ed è un’arte difficile che passa attraverso conoscenza ed empatia.Lo sanno bene quei fotoreporter che, con immagini e parole, diffondono la conoscenza di luoghi, persone, stati d’animo, senza cadere nella trappola dei pregiudizi, del sensazionalismo, della banalità. Un po’ ladro e un po’ rivoluzionario, il reporter si serve da sempre della fotografia per costruire ponti tra chi osserva e chi viene immortalato. Se poi è un cooperante, il suo affascinante e difficile compito del narrare è ancora più impregnato di vita vissuta.

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Africa, la “democrazia” occidentale strumento del neoliberismo

Il concetto di “buona governance” è stato elaborato dopo la caduta del muro di Berlino e da allora utilizzato come ricetta universale per risolvere nel continente africano le questioni relative allo sviluppo. Anche se l’agenda neoliberale vorrebbe diffondere la democrazia di stampo occidentale nel continente presentandola come soluzione a tutti i mali, in realtà un’analisi culturale dimostra come varie comunità africane siano depositarie di propri valori “democratici” che, applicati al contesto territoriale, garantiscono una governance caratterizzata da partecipazione ed efficienza.

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Erdoğan, il linguaggio autarchico e i giochi di comunicazione

Leader politico e abile comunicatore, il presidente della Turchia è riuscito negli anni ad adattare il proprio modo di esprimere le sue idee non solo a seconda dell’interlocutore, ma anche del periodo storico. Inizialmente liberale e attento ai diritti, con il tempo l’ex studente di una scuola religiosa “Imam Hatip” ha concentrato il suo programma elettorale sulla religione, per poi passare a una forte censura che ha seguito il periodo delle rivolte del 2013 e del golpe del 2016. L’ultima tendenza del politico? Parlare di terrorismo riferendosi ai curdi, che minacciano l’unità identitaria.

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Iraq, uniti nella Rivolta di Ottobre al grido “vogliamo una Patria”

Gassid Mohammed, poeta, scrittore, docente universitario, ci porta nelle piazze irachene dove da oltre un mese i cittadini e le cittadine sunniti, sciiti, cristiani, yezidi, curdi, senza alcuna distinzione stanno manifestando contro il Governo, contro i partiti, contro la logica di spartizione e amministrazione del potere che impera da anni. Moltissime le donne scese per le strade. In questo contributo una ricostruzione degli eventi sociali e politici che hanno portato fin qui. Partendo dall’aprile del 2003, quando un carro armato americano ha abbattuto la statua del dittatore Saddam Hussein.

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