Zohra, la musica delle donne afghane che credono nella libertà

Fondata da Ahmad Naser Sarmast, primo afghano ad ottenere un dottorato in musica, la Zohra Afghan Female Orchestra è la prima e unica orchestra del Paese formata interamente da ragazze, tra i 13 e i 20 anni. L’attività concertistica, che è valsa loro anche riconoscimenti internazionali, è un modo per porre l’attenzione sulla condizione tuttora critica in cui vivono le donne afghane, vittime di violenze pubbliche e private. L’orchestra è però anche un segnale di quanto sta accadendo nella società civile che, tra molte difficoltà, alza la voce per affermare i propri diritti e l’eguaglianza.

Leggi il seguito

Venezuela: ascesa e crollo del chavismo, un’analisi storica

Molti nella sinistra latinoamericana hanno le idee chiare su quello che è successo a un Paese considerato una volta un faro di speranza. L’impatto di oltre un decennio di esplicite politiche anti-neoliberali ha fatto cattiva promozione alle alternative ideologiche alle dottrine del libero mercato, e mette in una posizione scomoda i socialisti di tutto il mondo che rispettano e seguono i processi democratici. Analisi retrospettiva che ripercorre vent’anni di storia della politica venezuelana.

Leggi il seguito

‘La schiavitù è politica’, una Carta internazionale contro gli abusi

Nel 2012 l’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha stimato che almeno 21 milioni di persone nel mondo vivono in condizioni di schiavitù e che l’11% della popolazione globale dei bambini sia costretta a lavorare. Alla luce di questi dati l’ONG Anti-Slavery International ha redatto una nuova Carta in cui si impegna a porre fine a questo dramma, che si manifesta in varie forme, dal matrimonio forzato ai lavori domestici non tutelati. Con questo documento l’organizzazione britannica si impegna a sconfiggere la schiavitù una volta per tutte, assegnando doveri e responsabilità a Stati, imprese e organizzazioni internazionali.

Leggi il seguito

Worldreader, in Africa la lettura che passa attraverso il cellulare

Digital in 2017 fa il punto sulla diffusione del digitale nel mondo: in Africa la maggior parte del traffico web passa attraverso il telefonino. E così cresce il successo di applicazioni destinate alla lettura, come Worldreader, che risulta la più popolare nel continente: 28.500 ebook distribuiti gratuitamente in 43 lingue, con l’obiettivo di arrivare a 15 milioni di lettori entro il 2018. L’utilizzo di questa app può essere utile anche in ambito scolastico, come dimostra il programma Read to Kids (R2K) per promuovere la lettura diretta ai bambini fino ai 6 anni.

Leggi il seguito

Onu, tagli alle missioni e umanitarismo ipocrita dei media USA

I tagli al budget delle Nazioni Unite minacciati dall’amministrazione Trump comporterebbero gravi conseguenze per le missioni di pace, come MONUSCO nella Repubblica Democratica del Congo, mettendo a rischio milioni di vite. Tuttavia le Nazioni Unite sembrano aver fallito nella gestione del proprio mandato di peacekeeping in questo Paese, permettendo agli alleati americani nella regione di commettere atrocità, mentre la maggioranza della popolazione vorrebbe che le truppe di pace lasciassero il loro territorio.

Leggi il seguito

Burundi: Iwacu, gli eroi dell’informazione che sfidano il potere

Questa è la testimonianza di un giornalista burundese in esilio, Antoine Kaburahe, fondatore e direttore del settimanale Iwacu, l’unico media indipendente di informazioni di carattere generale che non sia stato distrutto nel tentato golpe del maggio 2015. Il giornale ha continuato le pubblicazioni in condizioni estremamente difficili. Al momento Antoine è in esilio in Belgio, dopo essere stato più volte convocato dalla giustizia del Burundi. Dirige a distanza la testata e incoraggia i suoi colleghi a lavorare nonostante il contesto molto pericoloso. Moltissimi altri giornalisti burundesi sono stati costretti all’esilio, e dal luglio 2016 uno di loro risulta scomparso.

Leggi il seguito

Russia e Occidente: ricostruire relazioni e una nuova narrativa

Diplomazia e pubbliche relazioni sono separate da una linea tanto sottile quanto quella che esiste tra comunicare una certa politica e saperla vendere. Mentre si assiste alla discussione sui ruoli di Russia e Occidente nell’ordine mondiale con toni di esasperata polarizzazione, nell’articolo si sottolinea l’importanza del dialogo per la risoluzione dei dissensi e alla ricerca di nuovi terreni su cui far crescere la collaborazione. L’interazione è necessaria al fine di smascherare e demolire le discutibili teorie sullo scontro tra società civili in seno all’ordine mondiale.

Leggi il seguito

Pregiudizi e falsi miti, chi migra verso l’Europa e perché

Sui giornali italiani non si parla mai dei Paesi d’origine di rifugiati e richiedenti asilo, né trova spazio l’analisi concreta di alcuni fenomeni che i populisti impiegano nella loro retorica anti-immigrati. I fatti, però, smentiscono alcuni dei principali luoghi comuni sull’immigrazione, dalle operazioni per il salvataggio dei migranti in mare al fatto che i migranti sarebbero vettori di malattie, oppure l’equazione tra terrorismo, Islam e migrazione insieme all’idea dell’ “invasione” islamica in Italia, fino al classico slogan “Aiutiamoli a casa loro”. Mentre recenti studi indicano come la legalizzazione dei permessi di soggiorno farebbe calare il tasso di criminalità. Rendere l’Europa un luogo poco ospitale per lo straniero non solo non fermerà la migrazione, ma rischia di minare la stabilità sociale europea.

Leggi il seguito

Fake news e accoglienza: cosa sappiamo (o no) sui migranti

Media, politici e social network sono, in concerto, responsabili della diffusione di decine di bufale e notizie false sui migranti. In questo lavoro (I parte) analizziamo le principali falsità riguardo all’accoglienza con l’obiettivo di fornire al lettore gli strumenti per riavvicinarsi alla verità. Non è vero, dunque, che l’Italia e l’Europa sono sotto assedio da parte dei migranti, così come è falso che per i richiedenti asilo l’ospitalità in Italia è una vacanza all-inclusive in un gradevole hotel a 5 stelle. Inoltre, i richiedenti asilo non ricevono 35 euro al giorno dai contribuenti, così come non rubano il lavoro o le case popolari agli italiani. Infine, ci siamo abituati ad associare il rifugiato al povero, ma si tratta di un corto circuito cognitivo falso. Lo smartphone che quasi tutti hanno in tasca è l’unico canale aperto verso le proprie famiglie, oltre che un prezioso strumento una volta arrivati in Europa.

Leggi il seguito
Pagina 1 di 4512345...102030...Ultima »