Afghanistan, è il momento di investire nella scuola e nelle ragazze

[Traduzione a cura di Luciana Buttini dall’intervista originale del Fondo ECW pubblicato su IPS]

L'azienda fondata da Rangina Hamidi,Kandahar Treasure. Flickr/Thunderbird School of Global Management in licenza CC
L’azienda fondata da Rangina Hamidi, Kandahar Treasure. Flickr/Thunderbird School of Global Management in licenza CC

Rangina Hamidi è la prima ministra afghana dell’Istruzione da 30 anni a questa parte. È nata a Kandahar e nel 1981, durante l’occupazione sovietica, è fuggita con la sua famiglia in Pakistan per poi emigrare negli Stati Uniti. In America ha frequentato le scuole superiori e ha conseguito una laurea triennale con una doppia specializzazione in Religione e Studi di Genere presso l’Università della Virginia.

Nel 2003, ha fatto ritorno in Afghanistan per partecipare alla ricostruzione della sua terra. Grazie alle sue doti in materia di leadership e di management, nel 2008 ha fondato il Kandahar Treasure, la prima impresa sociale posseduta e gestita da donne dell’omonima provincia. Il Kandahar Treasure si è sviluppato al punto tale da garantire a oltre 400 donne un reddito sostenibile grazie alla produzione di tessuti ricamati a mano per l’abbigliamento e l’arredo. Prodotti che vengono poi commercializzati sia a livello nazionale che internazionale. Sebbene sia di fondamentale rilevanza rendere autonome le donne sul piano finanziario, la ministra Hamidi ha compreso l’importanza della formazione dopo aver constatato che un cambiamento radicale nella vita delle donne può avvenire solo attraverso l’istruzione.

Ancora oggi la ministra continua a difendere i diritti delle ragazze e delle donne, sostenendo nuove iniziative  volte a garantire un’istruzione universale ed equa, così come delineato nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. La sua missione personale è quella, infatti, di diventare un modello per molte ragazze afghane che un giorno cambieranno il futuro del loro Paese.

In Afghanistan, oltre 3,7 milioni di bambini non frequentano la scuola, di cui almeno il 60% è costituito da bambine. Eppure, questo rappresenta un progresso significativo per il Paese. Può dirci qualcosa in più a riguardo?

In qualità di prima ministra dell’Istruzione negli ultimi 30 anni, sono orgogliosa del percorso intrapreso da questo ministero. Dal 2001, insieme abbiamo fatto molta strada in termini di risultati scolastici. Il ministero dell’Istruzione ha compiuto azioni significative nel processo di ricostruzione del sistema scolastico al fine di tutelare e promuovere i diritti dei bambini all’istruzione.

Passare da circa 800.000 studenti e da un numero molto basso di ragazze nel 2001 a più di 9 milioni di studenti nel 2020, di cui il 39% delle ragazze, è un grande risultato. Oggi, la maggior parte degli studenti che iniziano la scuola primaria in Afghanistan completeranno il loro percorso formativo nel Paese e questo costituisce un progresso.

Una tale espansione, senza precedenti, dell’accesso all’istruzione è sempre complicata da enormi sfide qualitative di cui risento pesantemente ogni giorno, tra cui l’aumento del tasso di frequenza della scuola primaria oltre l’attuale 55%. Gli obiettivi principali del mio ministero sono di introdurre riforme drastiche volte a migliorare la qualità e raggiungere il 100% degli iscritti alla scuola primaria. Riportare a scuola tutti quei bambini che non la frequentano, in un ambiente propizio all’apprendimento, è uno degli obiettivi principali che ci siamo prefissati. In qualità di ministra, ho uno scopo preciso: lavorare per incrementare il numero di iscrizioni e la permanenza delle ragazze a scuola.

Nel 2018, in collaborazione con il ministero e i partner dell’istruzione, il Fondo ECW [Education Can’t Wait,”l’istruzione non può aspettare”, NdT] ha presentato un programma pluriennale di resilienza in Afghanistan al fine di rispondere ai bisogni educativi di quei bambini che non vanno a scuola. Quanto è stato rilevante e incisivo questo programma nella vita dei ragazzi e delle ragazze che non frequentano la scuola, in particolare coloro che vi accedono per la prima volta? 

Con l’obiettivo di far iscrivere mezzo milione di bambini che non vanno a scuola, il programma pluriennale di resilienza (MYRP) finanziato dal Fondo ECW rappresenta un’importante piattaforma che contribuisce ad aiutare il ministero dell’Istruzione nel raggiungimento di tale scopo.

Il fatto di rivolgere l’attenzione sui bambini non scolarizzati e il ricorso all’istruzione comunitaria come modalità di erogazione dei servizi educativi si allinea perfettamente con l’obiettivo e le priorità politiche del ministero. La progettazione pluriennale e i finanziamenti iniziali costituiscono approcci innovativi in quanto la mancanza di fondi troppo spesso interrompe la continuità di apprendimento dei nostri alunni.

Oggi, il MYRP dell’Afghanistan può vantare la presenza a scuola – per la prima volta – di oltre 150.000 studenti , di cui il 58% sono ragazze che continuano a studiare e a superare sfide come quella del Covid-19, che ha costituito una grave battuta d’arresto per l’intero settore scolastico. Inoltre, quasi la metà (il 48%) degli insegnanti reclutati attraverso il programma MYRP sono donne.

Apprezzo anche la strategia globale di istruzione inclusiva per i bambini con disabilità, intrapresa nell’ambito delle iniziative scolastiche comunitarie guidate dal MYRP.

Inoltre, una delle caratteristiche importanti del Programma è il solido meccanismo di governance nel Paese, alla cui guida c’è il ministero dell’Istruzione con la partecipazione attiva di donatori, agenzie multilaterali come la Banca Mondiale, agenzie delle Nazioni Unite quali l’UNICEF e l’UNESCO, e gli attori della società civile. Questo meccanismo rafforza l’efficacia e l’allineamento del programma.

Il MYRP per essere totalmente finanziato e raggiungere i 3,7 milioni di ragazze e ragazzi che non vanno a scuola, deve ancora mobilitare 108 milioni di dollari. Qual è la strategia del Governo per ridurre il deficit del finanziamento? Quest’ultimo è stato preso in considerazione sia nel Piano di Risposta Umanitaria che nel Piano Settoriale della Pubblica Istruzione? 

Grazie per aver posto una domanda così importante. Dal profondo del cuore, ringrazio il Presidente Ashraf Ghani per aver stanziato 49,8 miliardi di afghani (circa 646 milioni di dollari statunitensi) per l’istruzione, il che equivale all’11,6% del budget nazionale. Questo gesto dimostra l’impegno dei più alti dirigenti del Paese anche in questo periodo difficile a causa della pandemia. Tuttavia, il sostegno dei donatori resta essenziale per lo sviluppo di programmi e progetti scolastici in Afghanistan. Una fonte significativa di questo finanziamento riguarda il contributo di 49,5 milioni di dollari da parte del Fondo ECW per il programma MYRP. Ringrazio tutti i donatori che contribuiscono al Fondo globale comune di ECW, in particolare la Svezia e la Svizzera che hanno destinato 13,5 milioni di dollari al programma.

Investire nel programma MYRP contribuisce a rafforzare la coerenza tra le azioni di aiuto di emergenza e quelle per lo sviluppo, promuovendo al contempo la pace. Siamo fiduciosi che altri donatori contribuiranno generosamente, sul modello dei finanziamenti stanziati dai nostri amici svedesi e svizzeri. Allo stesso modo, esorto tutti i donatori a onorare gli impegni assunti durante la conferenza dedicata a questo tema. Questo ci aiuterà a realizzare il nostro Piano di Risposta Umanitaria e altri piani strategici ambiziosi.

L’Afghanistan ha una popolazione giovane con un’età media di 18 anni, elemento che incide profondamente sul sistema scolastico. Ci può descrivere le sfide che devono affrontare le ragazze e i ragazzi afghani per accedere a un’istruzione di base di qualità? Quali sono le priorità e le strategie messe in campo dal ministero dell’Istruzione per andar loro incontro?

Abbiamo appena completato un’analisi del settore che mostra importanti risultati scolastici per i bambini afghani. Tuttavia, abbiamo ancora sfide notevoli da superare: la carenza di infrastrutture scolastiche, l’insicurezza, che colpisce in modo sproporzionato le ragazze, la mancanza di un numero adeguato di docenti qualificati, in particolare di insegnanti donne, che possa influire sul numero di iscrizioni delle ragazze, e l’impiego di materiali didattici e di apprendimento inadeguati. Il ministero dell’Istruzione sta attuando un programma di riforme che riesaminerà il programma nazionale richiedendo la diffusione di nuovi libri di testo e la formazione degli insegnanti. Il nuovo programma di riforme sarà attuato alla luce delle sfide che il ministero dell’Istruzione ha dovuto affrontare negli ultimi vent’anni poiché il suo obiettivo è ora rivolto alla qualità dell’istruzione.

I Piani Strategici del ministero dell’Istruzione sono lungimiranti e sono mirati a colmare le lacune esistenti e al contempo ad ampliare l’offerta dei servizi scolastici. Per raggiungere questi obiettivi, stiamo sfruttando le innovazioni del 21° secolo, quali l’impiego delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) per creare delle piattaforme di apprendimento digitale, un miglior utilizzo dei dati per prendere decisioni basate su evidenze concrete e la presenza di piattaforme estese di condivisione delle conoscenze per permettere ai partecipanti di tutto il mondo di collegarsi.

Il programma MYRP finanziato dall’ECW è uno strumento essenziale nell’attuazione del Piano Settoriale della Pubblica Istruzione. Sono fermamente convinta che contribuirà a incrementare gli sforzi nazionali volti a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, non solo nel settore scolastico, ma anche per porre fine a fenomeni come la carenza di cibo e la povertà e garantire l’uguaglianza di genere senza lasciare indietro nessuno.

Abbiamo riconosciuto l’istruzione comunitaria come una via di apprendimento formale per quei bambini che vivono in aree difficili da raggiungere, poco sicure, emarginate e culturalmente sensibili e per questo abbiamo creato un settore di istruzione comunitaria sotto la diretta supervisione del vice ministro dell’istruzione, Attaullah Wahidyar. La politica di istruzione comunitaria e le strategie corrispondenti trarranno certamente beneficio dalle esperienze del programma MYRP, come ad esempio la valutazione dell’apprendimento, la strategia di formazione di insegnanti su misura e i piani di transizione degli studenti.

La pandemia ha colpito i bambini in modo sproporzionato in quanto ha frapposto ulteriori ostacoli all’istruzione. In Afghanistan, si prevede che 4,1 milioni di alunni di età compresa tra i 6 e i 18 anni saranno privati dell’istruzione a causa del Covid-19. La pandemia ha già pregiudicato un anno scolastico per tutti gli studenti che vivono nelle province a clima freddo mentre ha ritardato l’inizio del nuovo anno in quelle a clima caldo. Siamo impegnati attivamente con tutti gli attori dell’istruzione per affrontare gli eventuali abbandoni scolastici e la perdita di apprendimento a causa del Covid-19, in particolare nei contesti di apprendimento scolastico comunitari.

I nostri lettori vorrebbero conoscerla un po’ di più sul piano personale. Può dirci che cosa rappresenta per lei personalmente l’istruzione e perché? Può condividere con noi tre libri che la hanno influenzata di più sul piano personale e/o professionale e il motivo per cui ne consiglierebbe la lettura agli altri? 

Nel 1987 vivevo con la mia famiglia a Quetta, in Pakistan, come bambina rifugiata afghana, e io e mia sorella abbiamo avuto il privilegio di essere nate in una famiglia in cui l’istruzione era vista come un diritto non esclusivo dei ragazzi. I miei genitori hanno lavorato sodo per trovare il denaro per iscrivere i propri figli alle scuole private poiché ai bambini rifugiati non era permesso iscriversi alle scuole pubbliche pakistane. Sfortunatamente, i membri anziani della comunità che erano impegnati attivamente nella lotta contro l’invasione sovietica ritenevano che ricevere un’istruzione non fosse appropriato per le ragazze in quanto non indispensabile per il loro futuro. Pertanto, ci hanno ritirate dalla scuola per timore di dover subire gravi ripercussioni causate dalle punizioni inflitte a coloro che a quel tempo non rispettavano le regole, come ritrovarsi il viso sfregiato dall’acido. Così, mio padre nel 1988 ha preso la coraggiosa decisione di trasferirsi in America in quanto non vedeva alcun futuro per le sue figlie se fosse rimasto dov’era. Oggi io sono il risultato di quella decisione presa 33 anni fa. L’istruzione cambia l’avvenire delle ragazze.

I tre libri che mi hanno portato a essere quella che sono oggi sono: Islamic Roots of Democratic Pluralism di Abdulaziz Sachedina, Mille splendidi soli di Khaled Hosseini e Ghost Wars di Steve Coll.

Queste tre opere, che hanno lasciato un segno dentro di me, parlano di quelle che sono le mie passioni nella vita: l’Islam nel mondo moderno, i problemi delle donne afghane e l’attuale situazione dell’Afghanistan.

Per concludere, ci sono altri punti chiave che vuole condividere con i nostri lettori nel mondo circa l’importanza di collaborare con il Fondo ECW e con i suoi partner per affrontare il problema dell’istruzione nelle situazioni di emergenza e aiutare i bambini e i giovani colpiti dalla crisi, a riprendere a studiare con la feroce urgenza dell’oggi?

In qualità di leader del settore scolastico e custode dell’istruzione dei bambini afghani, lodo l’approccio collaborativo con il Fondo ECW che garantisce risposte più efficaci e coordinate tra tutti i soggetti coinvolti nell’istruzione. Il MYRP in Afghanistan sta già dando risultati positivi e ci auguriamo che la durata del programma possa essere estesa per permettere a tutti i 150.000 studenti in età prescolare di completare almeno il primo ciclo di istruzione. Chiediamo inoltre un ulteriore sostegno da parte di altri donatori al fine di poter estendere il programma a un maggior numero di bambini che ancora oggi continuano a essere privati di un’istruzione di qualità.

Oggi, l’Afghanistan è sulla buona strada per riprendersi da decenni di conflitti e numerose crisi. Il nostro Governo, insieme a partner come il Fondo ECW, sta adottando misure coraggiose per mettere l’istruzione al centro delle opere di risanamento. Invito dunque i leader mondiali, i decisori politici e i donatori a rimanere al fianco delle ragazze e dei ragazzi afghani. È proprio ora il momento di investire nell’istruzione, in quanto questo sarà il trampolino di lancio per i nostri figli verso un futuro più luminoso, prosperoso e pacifico.

Luciana Buttini

Laureata in Scienze della Mediazione Linguistica e Specializzata in Lingue per la cooperazione e la collaborazione internazionale, lavora come traduttrice freelance dal francese e dall'inglese in vari ambiti.

    Luciana Buttini

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