Internet, chi vince e chi perde nella corsa a ostacoli dei megabit

@ Patrick Bombaert License CC By-SA
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La velocità di connessione è uno degli indici utili a circoscrivere il perimetro del digital divide di un Paese, e di questo con il resto dei Paesi del mondo.

Questo è ancor più vero oggi, visto che ben 2 miliardi di utenti nel mondo possono accedere a reti di ultima generazione. Destinati a diventare – secondo una stima di Ericsson – ben 5 miliardi nel 2022 (si parla di un aumento del traffico mobile totale del 900% entro il 2022).

A questo proposito Speedtest Global Index , strumento messo a punto dalla società Ookla (già nota per il servizio di verifica Speedtest.net), analizza – Paese per Paese – i cambiamenti nel tempo (mese dopo mese) dei valori nella velocità di connessione alla Rete, per testare miglioramenti o eventuali retrocessioni di ciascuna nazione.

Da questo rapporto risulta che, a livello globale, la velocità media delle linee di rete fissa nello scorso novembre è stata 40.11 Mbps (cioè megabit per secondo) in download e 19,96 Mbps in upload.

Mentre la velocità media in download si è attestata a 20.28 Mbps e a 8.65 Mbps in upload.

Se si guarda alla classifica dei Paesi con la migliore velocità di connessione, risulta che l’Italia, nel 2017, si è piazzata alla 32° posizione per quanto riguarda le reti mobili, e al 50° posto per quelle fisse.

Nonostante un miglioramento del quadro generale, che vede nel 2017 un incremento del 30% della velocità di connessione a Internet nel mondo, il Belpaese, con la sua velocità media di connessione pari a 8,7 Mega per secondo, appare ancora indietro rispetto agli altri Paesi europei.

La conferma di questo  arriva da un altro rapporto dettagliato sull’Italia, il Rapporto sullo stato di Internet, fatta dalla società statunitense Akamai che con i suoi server gestisce più di tremila miliardi di interazioni via web.

In testa alle classifiche europee, spiccano i Paesi nordici come Norvegia (con una velocità di connessione pari a 23,6 Mbps), Danimarca, Svezia, Finlandia, Lettonia, Svizzera.

L’Italia – rimasta indietro principalmente per problemi infrastrutturali – si piazza addirittura al 58esimo posta della classifica mondiale e al 28esimo posto in quella europea con una media di 8,3 Mbps (velocità media di connessione disponibile per un determinato Paese).

A questo si aggiunge il fatto che soltanto il 26% dei collegamenti Internet è uguale o superiore ai 10 Mega al secondo.

Nella prima edizione del rapporto – ha detto David Belson, responsabile del Rapporto –  la definizione di ‘banda larga ad alta velocità’ era uguale o superiore a 5 Mbps e registravamo un tasso di adozione del 16% a livello globale. Oggi registriamo un tasso di adozione della banda larga a 15 Mbps del 25%! Le tendenze di crescita sono incoraggianti ma accentuano la necessità delle aziende di ottimizzare i contenuti online per l’infinità di dispositivi connessi utilizzati dai loro clienti.

Nonostante la scarsa performance dell’Italia rispetto al resto dell’Europa, ci sono comunque segnali incoraggianti per il futuro: secondo i dati elaborati da Sostariffe.it, gli utenti della banda ultra larga sarebbero infatti aumentati in un solo anno del 126%, con Milano che svetta in testa alla classifica (confermandosi una della città più veloci, con 24,3 Mbps in download), seguita da Bologna e Torino. Le maggiori connessioni in fibra si trovano a Roma, Milano, Napoli e Torino.

Oggi ciascuno può verificare lo stato della sua connessione Internet. E in Rete non mancano certo strumenti per farlo.

Oltre al già citato Speedtest.net di OOKLA, che è uno dei più usati per calcolare la velocità di upload, di download e il tempo di latenza, esistono anche altri sistemi di misurazione della velocità, come lo Speed Test di Google, o i due sistemi messi a punto dall’Agenzia garante delle Comunicazioni (AGCOM), che sono Misurainternet Speed Test e il software NeMe.Sys

 

A livello internazionale Open Signal restituisce un’attenta fotografia delle connessioni in Africa.

Nell’intero continente, sarebbe in Sudafrica che si troverebbero invece le connessioni mobile più veloci (9,93 Mbps) seguita da Costa d’Avorio (7,64 Mbps) e Marocco (7,36).

Alliance for affordable internet, invece, insieme di privati, settore pubblico e società civile che promuove l’accesso alla rete per tutti, ha stilato un report che mette sotto la lente di ingrandimento la diffusione di Internet nei Paesi a medio o basso reddito nel 2016: in 58 Paesi, 28 sono africani.

Jonas Hjort e Jonas Poulsen, professori di Economia delle Università americane di Columbia e Harvard, nel saggio “The arrival of fast Internet and employment in Africa“, affermano che l’avvento di Internet ad alta velocità ha generato tra il 4% e il 10% in più di posti di lavoro nel Continente.

Segnali incoraggianti di uno sviluppo che va monitorato anno dopo anno, perché non si disperda un volano di ricchezza che sta oggi muovendo ancora – in alcune aree – i suoi primi passi.

Elena Paparelli

giornalista freelance, lavora attualmente in Rai. Ha pubblicato tra gli altri i libri “Technovintage-Storia romantica degli strumenti di comunicazione” e “Favole per (quasi) adulti dal mondo animale”.

Elena Paparelli

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