Africa tech, il digitale per la salute, i soldi e l’educazione

A dispetto del digital divide, in Africa il settore tech – con lo sviluppo del mobile in testa – si sta sviluppando a grande velocità. Silicon Cape in Sudafrica o Silicon Savannah in Kenya sono realtà dove l’innovazione e la sperimentazione sta di casa già da tempo.

Konza Tecnopolis, foto dal sito http://www.konzacity.go.ke/
Konza Tecnopolis, foto dal sito http://www.konzacity.go.ke/

E nei pressi di Nairobi occhi puntati su Konza, la techno city che si candida a diventare entro il 2030 la capitale della tecnologia dell’intera Africa: sessanta chilometri a sud della capitale, un hub tecnologico sostenibile, una città verde con una tecnologia intelligente e con servizi integrati sviluppata su 5000 acri di terra. Un vero e proprio “polmone” economico per la nazione, con un mix di aziende e lavoratori che promette la creazione di 17.000 posti di lavoro.

L’economia ridisegna le sue geometrie, in forza di innovazioni ormai consolidate come il mobile money, vale a dire il trasferimento del denaro attraverso il cellulare e gli SMS senza necessità di connessione internet.

Il sistema mPesa, per esempio, piattaforma nata in Kenya che permette lo spostamento di flussi monetari senza bisogno di toccare mai il denaro, è spesso citata perché da dieci anni è riuscita a garantire un servizio efficiente coinvolgendo più di 100 milioni di clienti.

Altro settore a cui si sta guardando con particolare interesse è quello legato alla tecnologia dei droni utilizzati a scopo di consegna in ambito sanitario per medicinali e sacche di sangue, attualmente  in fase di sperimentazione grazie a Zipline International  ma che promette di diventare il sistema di consegna più grande del mondo.

La tecnologia in Africa è un work in progress continuo e gli ambiti di intervento vanno dai satelliti alle reti mobili, dal mobile money transfer alle applicazioni per smartphone, dai progetti di e-health a quelli di e-learning.

E’ per questo che l’organizzazione ICT Africa ha pensato bene tempo fa di raccogliere fondi “dal basso” lanciando una campagna di crowdfunding sul sito kickstarter.com per mettere a punto un database sull’innovazione digitale in Africa.

Diversi sono comunque i database che già si incaricano di costituire un valido raccordo per organizzare in modo quanto più ordinato possibile ed utile le tantissime informazioni che riguardano l’Africa e i suoi rapidi mutamenti. Permettendo così agli utenti di tutto il mondo  di avere un aggiornamento puntuale sui tanti aspetti che riguardano il Continente. Passati, presenti e futuri. Ne citiamo alcuni.

Voyages: il database Transatlantic Slave Trade  è un ottimo strumento liberamente consultabile online che permette di prendere in considerazione notizie su circa 36mila viaggi di schiavi avvenuti fra il 1514 e il 1866.

Dai viaggi di ieri ai viaggi di oggi: in seguito alla tragedia del 3 ottobre 2013, che ha visto la tragica morte di più di 300 persone nel naufragio a largo di Lampedusa, l’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) ha messo a punto un progetto per radunare i dati che si riferiscono ai migranti scomparsi durante le traversate: Missing Migrants Project.

Un portale molto ricco che attinge a più database per fornire un archivio globale sull’Africa sub-sahariana è invece ilissAfrica, progetto del dipartimento africano della biblioteca universitaria Johann Christian Senckenberg a Francoforte sul Meno in collaborazione con il centro di informazioni GIGA: Africa Library ad Amburgo. E che ordina e rende consultabile moltissimi siti web sia privati che istituzionali, basi dati e cataloghi di biblioteche. Di particolare interesse anche la sezione e-journal che raduna più di 700 riviste.

Chi invece cerca dati nudi e crudi sull’Africa può approdare a Data Portal che dà all’utente l’opportunità di acquisire strumenti personalizzati per raccogliere e visualizzare gli indicatori socio-economici di un Paese in un determinato intervallo di tempo scelto, e avere a disposizione grafici e analisi accurate su scala regionale e nazionale.

Oltre a questo, altro punto di riferimento è African Financial & Economic Data (AFED) che sull’Africa fornisce altrettante e puntuali informazioni finanziarie ed economiche.

Non solo dati e numeri, ovviamente. Relativo all’Africa sub-sahariana c’è persino un database che riguarda la religione che permette all’utente di avere informazioni e notizie su 19 nazioni dell’Africa sub-sahariana e su temi come credenze e pratiche religiose.

Infine, l’Africa-Wide Information che raduna diverse basi dati che riguardano studi africani e sudafricani attraverso l’utilizzo di fonti che provengono da Africa, Europa e Stati Uniti.

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