Anno: 2015

“Installate software libero per evitare la censura”

L’appello di Appelbaum, giornalista esperto di tecnologie, sicurezza e crittografia. “Vogliono toglierci le libertà fondamentali”. “Stiamo assistendo al fallimento dei nostri servizi di intelligence che, in tutto il mondo sostengono che la crittografia è un problema. In realtà la minaccia non viene dalla tecnologia o dalla crittografia. Alla base c’è l’intolleranza, la mancanza di apertura e di accoglienza, la paura dell’altro. Oggi c’è una tecnologia che ci aiuta a confermare, garantire, espandere le nostre libertà, Signal e Tor, per esempio”.

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Diritto allo studio, le falle di un sistema non adeguato all’Europa

“Gli esami – diceva Edoardo de Filippo – non finiscono mai”. Ma – aggiunge amaro Roberto Gervaso – “non finiscono mai nemmeno le raccomandazioni”. Che, con buona pace del diritto allo studio e della meritocrazia, via via che si cresce, si cominciano a salutare con un’alzata di spalle, considerandole quasi una male endemico e inevitabile della nostra società. Quanto è sentito e difeso oggi il diritto allo studio? In un Paese che si posiziona ormai dopo la Turchia nel numero dei laureati, e dove anche la ricerca è poco valorizzata e sostenuta. Intervista al professor Banfi dell’associazione Roars.

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USA, dopo Parigi gli attacchi alla libertà online

Nell’ambito della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria è stato presentato il libro di Julian Assange “Quando Google ha incontrato Wikileaks”; ne abbiamo approfittato per rivolgere alcune domande al traduttore italiano del testo (con Stefano Salpietro) Bernardo Parrella, attivista e giornalista online residente da tempo negli USA. Naturalmente non potevamo non tener conto dei recenti attentati a Parigi che plasmeranno senz’altro le dinamiche del conflitto in corso tra potere e cittadini, tra sorveglianza e libertà.

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Terrorismo e Medioriente, la violenza non è la risposta

Gli attacchi terroristici di Parigi, ultimi dopo una serie di attacchi in Tunisia, Turchia, Iraq, Libano e Russia hanno trasferito in Europa quelle stragi e carneficine che in Siria e altrove sono all’ordine del giorno. Mentre tutto il mondo piange insieme ai cittadini di Parigi che hanno perso i loro cari, i politici si affrettano a impegnarsi in una reazione impulsiva proclamando il mantra “si deve fare qualcosa”. Ma mai come dopo questi attentati l’azione militare appare non più sufficiente: occorre riflettere e adottare una diversa visione.

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UNGHERIA: La Commissione Europea verso la sopensione per l’ampliamento della centrale nucleare di Paks

In queste settimane la Commissione Europea sta prendendo decisioni circa l’eventuale sospensione dell’affido dei lavori per la costruzione di due nuovi reattori nella centrale nucleare di Paks, in Ungheria, alla società russa Rosatom. Ciò che si contesta è la mancanza di una gara d’appalto, in violazione delle regole di concorrenza dell’Unione Europea. Continua a leggere

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