Anno: 2014

Conferenza a Nayarit, per un disarmo nucleare umanitario

La discussione sempre più vivace sull’impatto umanitario delle armi nucleari può far progredire le trattative sul disarmo. Una recente conferenza in Messico ha avuto proprio lo scopo di ribadire gli scenari e i rischi che corre il pianeta e di sottolineare strategie positive per il dialogo che porti all’abolizione dell’uso di tali ordigni. L’obiettivo è quello di superare gli interessi nazionalistici a favore della sicurezza reale di tutto il genere umano.

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Guantanamo è ancora lì e si moltiplica… in Europa

Uno dei motivi per cui il mandato del Presidente Obama non ha raggiunto le aspettative internazionali è stata la mancata chiusura della base americana nella Baia di Guantanamo. Anche in Europa, la persistente presenza di ben 400 centri di detenzione di immigrati, nel mancato rispetto di diritti umani e leggi internazionali, rendono la situazione di casa nostra non troppo distante da quella statunitense.

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Qatar: immigrati, sudore e sangue nel Paese più ricco del mondo

Durante il suo recente viaggio in Medioriente, il PM Enrico Letta ha ribadito il suo impegno per i diritti umani in … Russia. Non ha speso una parola per le condizioni inumane dei lavoratori immigrati nei Paesi della regione, in particolare in Qatar. Eppure, questo emirato non è un esempio per il rispetto dei diritti dei lavoratori, in special modo per quelli che stanno lavorando nei cantieri delle strutture che accoglieranno la Coppa del Mondo 2022 di calcio.

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Cos’è il citizen journalism? Un manifesto programmatico

Grazie al web 2.0 e allo sviluppo delle tecnologie per la comunicazione si è aperto uno spazio per tutti i cittadini che hanno voglia di registrare e trasmettere notizie e fatti attraverso Internet. Ma come popolare al meglio questo spazio? Quale può essere il futuro del citizen journalism, anche in rapporto alle dinamiche del giornalismo mainstream? Riflessioni e spunti programmatici per il nostro progetto: il dibattito è aperto.

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Dancalia, l’orgoglio degli uomini Afar

Gli Afar sono i soli abitanti della Dancalia, la regione più inospitale della terra, e rappresentano il 4% della popolazione etiope. Viaggiatori ed esploratori, nei secoli li hanno sempre descritti come un popolo guerriero e di innata ferocia; oggi sono ancora quasi tutti nomadi e si spostano con le capanne smontate sui loro cammelli, sono dediti alla pastorizia e al commercio del sale. Molti Afar limano ancora a punta gli incisivi, pratica che in passato serviva ad incutere timore nell’avversario.

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Mugabe, l’African Renaissance e il pregiudizio razziale

Una riflessione su alcuni meccanismi mentali e sul rancore che certuni nutrono nei confronti dei bianchi considerati ancora la causa dei problemi del continente, a partire dallo schiavismo, passando per la colonizzazione arrivando allo sfruttamento delle risorse naturali. Ma molti manifestano invece disappunto nei confronti dei propri leader o persino dell’Unione Africana che qualcuno giudica un leone senza denti. A riprova che, al di là delle propagande, come quella del presidente dello Zimbabwe, ci sono anche molti su cui non funziona la distrazione del male che sta, stava e forse sarà sempre altrove. Possibilmente in Occidente.

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Cina: oltre il partito, intervista a Wang Hui

A colloquio con l’intellettuale della Nuova Sinistra. Corruzione, Rivoluzione culturale e lo spettro di Mao. Una lunga intervista, condotta da openDemocracy, che aiuta a capire quanto è cambiata la Cina ma anche quanto la coscienza di classe sia un concetto ormai molto sfumato. E il futuro politico rimane un’incognita mentre Tienanmen è una ferita ancora aperta, soprattutto per i giovani che vi presero parte. Tra questi lo stesso Wang Hui, che racconta cosa ha tratto da quell’esperienza.

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La Carta di Lampedusa, per un’accoglienza dignitosa

Un Patto per affermare e difendere principi civili e libertà e diritti dei migranti. “La mia casa è dove sono” – titolo del bel romanzo della scrittrice Igiaba Scego – sembra riassumere bene lo spirito di questo documento (il cui testo è integralmente consultabile on line) impegnato a segnare la direzione di marcia di molte “buone pratiche” per gestire al meglio i flussi migratori, e segnalare gli obiettivi da raggiungere per garantire a tutti il diritto di poter scegliere di partire, come di restare.

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India: le donne di Bikaner, chiuse in fabbrica 12 ore al giorno

In una piccola stanza buia nella città di Bikaner, nello stato del Rajasthan, queste donne lavorano dalla mattina alla sera, per dodici ore al giorno, con un caldo infernale, fabbricando materassi in cambio di un salario da fame, ma trovano comunque la forza di non perdere il sorriso. Dietro un’apparente emancipazione, l’India è ancora un paese in cui le donne subiscono pesanti umiliazioni e discriminazioni dal punto di vista sociale e lavorativo. Uno scatto di Luca Vasconi, viaggiatore e fotografo.

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Sodoma e Gomorra, la discarica nera dell’Occidente

Luoghi maledetti al mondo: il primo è ad Accra, in Ghana. La grande discarica di Agbogbloshie si è ingrandita al ritmo del progresso dell’elettronica e dell’hi-tech, la proporzione è semplice: più cellulari, frigoriferi, computer di nuova generazione si acquistano nei Paesi occidentali più ne arrivano quaggiù di quelli dismessi. Il “materiale” arriva – spesso illegalmente – come prodotto di seconda mano o persino come donazione e ne vengono estratte, a mani nude, tutte le parti rivendibili.

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