Marocco, donne tra stereotipi e luoghi comuni

[Nota della Redazione: Asmaa Kherrati, impegnata da tempo in progetti di cooperazione internazionale, ha preso parte recentemente a una ricerca effettuata allo scopo di comprendere il modo in cui è considerato e percepito l’universo femminile in Marocco. Ci sembrerà forse sorprendente scoprire quanto certi pregiudizi siano ancora così radicati nella società, ma soprattutto siano “accettati” e perpetuati dalle donne stesse. Pregiudizi e stereotipi che – come l’autrice sottolinea – contribuiscono a nutrire la discriminazione e violenza nei confronti delle donne.]

Attualmente in Marocco vi è un diffuso interesse verso la tematica di genere, molti sono i progetti che mirano ad eliminare le disuguaglianze presenti in questo Paese e a combattere la violenza sulle donne.

Anche a livello internazionale sono molti i progetti in atto. Lunedì 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale della lotta contro la violenza sulle donne,  ho avuto l’opportunità di partecipare alla presentazione di uno studio condotto da ProgettoMondo Mlal e Amnesty International Maroc per identificare e classificare gli stereotipi che contribuiscono a nutrire la discriminazione e la violenza nei confronti delle donne. In questo studio sono state analizzate le differenti rappresentazioni maschili e femminili e le percezioni e atteggiamenti delle donne e dei giovani nei confronti degli stereotipi legati al genere.

Si tratta di un’analisi delle origini socioculturali degli stereotipi legati al genere che limitano l’ancoraggio dei valori e della cultura dell’uguaglianza dei sessi, e di come si trasmettono attraverso i proverbi, l’educazione familiare, i mass media, e anche fattori economici e religiosi. È la donna stessa che valorizza il ruolo riproduttivo, talvolta a scapito dell’altro ruolo, quello sociale.

L’approccio utilizzato per questa ricerca è di tipo insieme qualitativo e quantitativo, con un numero importante di colloqui e focus groups condotti nelle zone rurali della provincia di Béni Mellal e nelle città di Casablanca, Rabat e Salé: donne di campagna e di città, casalinghe, professioniste, militanti delle organizzazioni della società civile, insegnanti, capi di imprese, studentesse e studenti hanno collaborato alla realizzazione delle interviste.

Questa ricerca ha permesso di mettere in luce l’onnipresenza e il radicamento di due categorie di stereotipi legati al genere in Marocco, stereotipi trasversali e stereotipi specifici. Gli stereotipi trasversali  riguardano le relazioni di genere sia nello spazio pubblico che in quello privato, e sono quindi indipendenti dal contesto in cui si trovano. Tali stereotipi confinano la donna all’interno di un’immagine negativa malgrado i cambiamenti e miglioramenti realizzati in Marocco in materia di status di genere. Quelli specifici, invece, sono legati al contesto. Infatti la nostra ricerca ha preso in esame le diverse sfere sociali quali la famiglia, la scuola, il luogo di lavoro e lo spazio pubblico al fine di svelare gli stereotipi che gli sono propri.

Lo studio quindi è focalizzato sull’analisi dei seguenti punti:

  • Gli stereotipi positivi e negativi
  • I principali ambiti sociali di sviluppo di questi stereotipi

La ricerca mostra che nell’immaginario popolare gli uomini e le donne sono spesso rappresentati in modo stereotipato.  Le connotazioni sono opposte, positive per i primi e negative per i secondi. donne che cucinano

I termini utilizzati che designano l’uomo e la donna sono per esempio legati alle nozioni di forza contro debolezza, di capo famiglia responsabile contro donna al focolare… etc.

Nonostante l’attaccamento della maggior parte delle donne al principio di parità dei sessi e il loro rifiuto di status attuale d’inferiorità all’uomo, non demordono e sono loro stesse a conservare delle concezioni molto stereotipate di status di genere nella società.

La famiglia e lo spazio domestico

Nella sfera domestica e familiare gli stereotipi che persistono sono, da una parte, quelli della donna al focolare che si occupa delle faccende domestiche e del benessere dei membri della famiglia e dall’altra parte, gli stereotipi della giovane donna che si deve sposare e avere dei bambini, anche se non ha terminato gli studi. La ricerca, allo stesso modo, rivela che nella produzione e riproduzione sociale degli stereotipi di genere, la predominanza del ruolo della donna madre nelle rappresentazioni sociali è determinante. Sia nello spazio familiare che extra familiare, la donna è associata alla maternità. Talvolta a loro stessa insaputa le donne esprimono l’attaccamento incondizionato al ruolo di madre e moglie nel quale essa trova la propria ragione di essere e continuano ad accordare uno status superiore all’uomo rispetto alla donna. Alcune soffrono nell’immaginare il proprio coniuge in cucina nell’atto di aiutarla nelle faccende domestiche e rifiutano questa situazione/immagine.

Il lavoro

Gli stereotipi legati alla leadership femminile sono molto diffusi. Lo studio è intitolato:  La donna leader: è il Signor Fatiha, vuol dire che una donna non può essere leader se non chiedendo in prestito delle caratteristiche considerate maschili (forte personalità, fermezza,etc).

La scuola

A scuola anche gli insegnanti contribuiscono al rafforzamento di questi stereotipi in diversi modi.

I libri scolastici in arabo mettono in risalto gli aspetti positivi legati all’uomo (intelligenza, coraggio, autorità, curiosità, intelletto) e altri alla donna (dolce, sensibile, gentile, affetto, lavoro).  La donna viene collocata sempre in ambiente domestico, dedita all’educazione dei bambini, al suo ruolo di madre. L’uomo invece è sempre e solo legato al ruolo di capo famiglia.

La violenza basata sul genere

Quanto alla violenza sulle donne le idee emerse sono le seguenti:

  1. È  normale violentare una donna dissoluta
  2. La violenza contro le donne non esiste in Marocco
  3. Gli uomini sono, per natura, virili e violenti
  4. È la donna che non si sa comportare e provoca la violenza nei suoi confronti
  5. Sono le donne stesse a cercare violenza
  6. Le donne amano gli uomini violenti
  7. Anche gli uomini sono vittime della violenza delle donne
  8. La violenza coniugale è un conflitto personale, perché interessarsene?
  9. La violenza è una prova d’amore “chi ama molto, castiga bene”.
  10. Non è grave se il marito è violento, l’essenziale è che si occupi della famiglia e che sia un buon padre.

Tra le modalità di trasmissione degli stereotipi, un ruolo importante hanno i proverbi, come si evince chiaramente da questo studio. Elenchiamo qui di seguito alcuni proverbi marocchini molto significativi al riguardo, riportando sia l’originale che la traduzione (oltre a un breve commento che mette in evidenza gli stereotipi tramandati):

Lahmara ou lmra makaydayfouch (La donna e l’asina non possono essere delle invitate).

Rinvia al primato del ruolo domestico della donna nella misura in cui, se è invitata, deve partecipare alle faccende casalinghe come una bestia.

Lmra, ila maklatch laasa men lhad lelhed, tgoul makayn had (Se la donna non è picchiata ogni domenica,  potrebbe credere che non
c’è più nessuno che la controlli).

Legittima la violenza contro la donna nell’ottica di educarla alla sottomissione e al rispetto dell’uomo altrimenti diventa incontrollabile.

Idha kana achaytane oustad arrajoul, fa howa tilmid lilmaraa (Se il diavolo è maestro dell’uomo, è lo studente della donna).

La donna è più cattiva del diavolo stesso. Il diavoo è malefico ma la donna è peggio di lui.

Qleb lbarma aala fm’ha, tlae lbent lm’ha (Capovolgi la pentola e la figlia assomiglierà a sua madre).

Tale madre tale figlia, tutte le donne si somigliano.

Questi proverbi rafforzano l’immagine tradizionale della donna e molti pregiudizi negativi nei suoi confronti, rinchiudendola generalmente  in schemi negativi:

  • Le donne dovrebbero avere come sola preoccupazione la famiglia e le faccende domestiche;
  • Le donne sono stupide e non hanno né giudizio, né ragione;
  • Le donnne sono ipocrite, astute e possono essere pericolose;
  • Sono chiacchierone ed oziose.

Dal canto loro, gli uomini risultano essere forti, rassicuranti, rispettosi e tolleranti.

Al termine della presentazione della ricerca il dibattito è stato acceso e interessante. Molteplici interventi di femministe presenti hanno messo in luce la gravità della situazione e il bisogno di un cambiamento che parta dal basso, dalle donne stesse e dalla società più in generale. Al fine di raggiungere tale obiettivo la collaborazione tra istituzioni e società civile è fondamentale.

Per approfondimenti:
http://www.tanmia.ma/fr/actualites/2709-guide-genre

[Le traduzioni dal francese dei proverbi e le foto sono di Asmaa Kherrati]